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Roma - Il gruppo italiano Saipem ha accennato, di recente, la sua intenzione di voltare pagina per quanto riguarda i disaccordi che hanno scosso le sue attività in Algeria e tornare ad operare nel Paese nord africano. Infatti, il direttore esecutivo del…
Roma - Il gruppo italiano Saipem ha accennato, di recente, la sua intenzione di voltare pagina per quanto riguarda i disaccordi che hanno scosso le sue attività in Algeria e tornare ad operare nel Paese nord africano. Infatti, il direttore esecutivo del gruppo italiano Saipem, Stefano Cao, ha parlato lunedì 30 luglio dei buoni rapporti della sua compagnia e dell'Algeria, soprattutto dopo la risoluzione della controversia con Sonatrach lo scorso febbraio. Stefano Cao ha dichiarato che "con l'Algeria abbiamo firmato un accordo e abbiamo riattivato i contatti relativi a progetti e mercati che rientrano nel settore di attività di Saipem". Lo stesso ha ricordato che "l'Algeria ha dimostrato già in passato di essere un Paese molto importante per Saipem," e con i mezzi giusti, al momento giusto, l'Algeria diventerà il futuro della sua società. Ricordiamo che in base alla risoluzione della controversia tra Sonatrach e Saipem, quest'ultimo si è impegnato lo scorso febbraio a pagare 200 milioni dollari alla società algerina, per porre fine alle controversie relative a quattro contratti di costruzione di impianti di produzione. Uno dei contratti mirava alla costruzione di un impianto di liquefazione del gas a Arzew (LN3Z), mentre il secondo comportava la costruzione di tre treni a GPL, un'unità di separazione dell'olio (LDHP) e strutture per la produzione di condensati a Hassi Messaoud. Il terzo contratto riguardava la costruzione di un gasdotto GPL (LZ2 24) a Hassi R'mel, mentre il quarto contratto aveva a che fare con la costruzione di un'unità di produzione di gas e petrolio sul campo Menzel Ledjmet per conto di Sonatrach/FCP (First Calagary Petroleum, Canada).<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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