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Sarajevo - Le armi e le munizioni che vengono esportate dalla Bosnia ed Erzegovina (BiH) al Vicino Oriente, spesso terminano tra le mani dei militanti e di gruppi terroristici. Secondo i risultati di una ricerca svolta due anni fa dalla Rete d'Investigazione…
Sarajevo - Le armi e le munizioni che vengono esportate dalla Bosnia ed Erzegovina (BiH) al Vicino Oriente, spesso terminano tra le mani dei militanti e di gruppi terroristici. Secondo i risultati di una ricerca svolta due anni fa dalla Rete d'Investigazione dei Balcani (BIRN) e dal progetto di investigazione sulla corruzione e sul crimine organizzato (OCCRP), la BiH ha esportato nel Vicino Oriente armi e attrezzature militari per 150 milioni di BAM, ha riportato il portale Sahar TV, il 27 luglio.<br /> <br /> L'ultima scoperta di 500 lanciatori di mine ad Aleppo, prodotti a Novi Travnik, ha aperto varie questioni, in particolare, se la BiH ha il diritto di vendere le armi nei territori di guerra, ma anche la questione della responsabilità morale di questi che hanno venduto le armi all'Arabia Saudita, sospettata di aver fornito le armi ai partecipanti al conflitto in Siria.<br /> <br /> Però, il Ministro del Commercio Estero e dei Rapporti Economici, Mirko Sarovic, ha detto che la BiH ha fatto tutto secondo la legge e con la supervisione internazionale. Quindi è l'Arabia Saudita, e non la BiH, che dovrebbe investigare come mai i lanciatori menzionati sono stati trovati in Siria.<br /> <br /> "La BiH e le sue compagnie hanno fatto un lavoro commerciale regolare, secondo le procedure legislative, sotto la supervisione internazionale. Il nostro utente finale è l'Arabia Saudita. Il resto è responsabilità dell'acquirente. Così operano anche gli altri Paesi della regione, gli Stati Uniti e l'UE", ha detto Sarovic.<br /> <br /> Dall'altro lato, Dzevad Galijasevic, esperto di sicurezza, non è d'accordo con le affermazioni di Sarovic dicendo che le autoritià bosniaco-erzegovesi stanno violando le proprie leggi. Le compagnie della BiH non possono fare affari con i Paesi che si trovano in zona di guerra. L'Arabia Saudita è da anni inclusa direttamente nei conflitti in Yemen e produce estremisti radicali e terrorismo. L'ISIL è il prodotto diretto del wahhabismo, nato nell'Arabia Saudita, e quindi, vendere le armi a un Paese del genere è come venderle all'ISIL.<br /> <br /> Dragan Mektic, Ministro della Sicurezza della BiH, ha detto che non esiste una ragione per vietare l'export delle attrezzature militari e degli armamenti all'Arabia Saudita. Il controllo della vendita delle armi è sotto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (ONU). Mektic ha anche detto che finora la BiH non ha ricevuto critiche riguardo a questo tema, neanche una dalle isituzioni mondiali competenti.<br /> <br /> Come ha spiegato Aleksandar Radic, analista militare, una delle condizioni per l'approvazione o il divieto dell'export delle armi è verificare il rischio di vendita delle armi nei Paesi in conflitto. Però in questo caso, l'export potrebbe essere fermato compeletamente, perché sarebbe possibile vendere le armi ai Paesi più sviluppati, che non hanno l'intenzione di acquistarle. Dall'altro lato, le forze occidentali, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, ritengono utile fornire le armi ai Paesi del golfo, perché c'è uno sfondo politico.<br /> <br /> Tra i Paesi che esportano in Arabia Saudita, la BiH è settima. La prima posizione l'occupa la Croazia con l'export del valore di 302 milioni di euro, poi la Repubblica Ceca con 240 milioni, la Serbia con i 194 milioni, la Slovacchia con 192 milioni, la Bulgaria con 122 milioni e la Romania con 81 milioni di euro. Anche il Montenegro è uno esportatore, con 3 milioni di euro.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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