Parliamone.
Discutiamone.
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Sarajevo - I diplomatici stranieri, in particolare, i rappresentanti statunitensi e britannici, ma anche i rappresentanti dell'UE, dell'Ufficio dell'Alto Rappresentante (OHR) e della comunità internazionale in Bosnia ed Erzegovina (BiH) hanno sempre…
Sarajevo - I diplomatici stranieri, in particolare, i rappresentanti statunitensi e britannici, ma anche i rappresentanti dell'UE, dell'Ufficio dell'Alto Rappresentante (OHR) e della comunità internazionale in Bosnia ed Erzegovina (BiH) hanno sempre commentato le decisioni dei politici locali che "violano l'Accordo di Dayton". Però, ultimamente, sono zitti davanti agli atti della coalizione bosgnacca che vuole imporre la legge sulle località elettorali e i mandati nel Parlamento della Federazione della BiH (FBiH), cose che chiaramente violano Dayton e la sentenza della Corte Costituzionale della BiH nel caso Ljubic, ha riportato il portale Politica 24, il 25 luglio.<br /> <br /> La coalizione, fatta da Partito d'Azione Democratica (SDA), Alleanza per un Futuro Migliore (SBB), Partito Socialdemocratico (SDP), Fronte Democratico (DF) e Partito Nostro, ha usato i regolamenti della legge elettorale della BiH, dichiarati incostituzionali dalla Corte, per la sua proposta di legge che ha presentato alla Camera dei Rappresentanti del Parlamento della FBiH e poi anche alla Camera dei Popoli. Lidija Bradara, presidentessa della Camera Federale dei Popoli, e Drago Puzigaca, vice presidente della Camera, hanno fermato questa legge, presentando la questione d'interesse nazionale. Questo significa che è necessario ottenere la maggioranza di ogni club della Camera dei Popoli per approvare la legge. La coalizione non ha questo tipo di maggioranza e per questo motivo i deputati non hanno neanche partecipato alla sessione. Adesso i partiti bosgnacchi annunciano il licenziamento di Puzigaca, mentre il suo successore potrebbe essere Vesna Saradzic, una serba dell'SDP. Dall'altro lato, i rappresentanti croati dicono che conoscono abbastanza i meccanismi per impedire il licenziamento di Puzigaca, che ha soltanto usato il suo diritto costituzionale.<br /> <br /> Però, di questi avvenimenti, ossia del tentativo di negare il diritto a scegliere i rappresentanti legittimi dei popoli costitutivi, i diplomatici stranieri non hanno detto niente. Dall'OHR hanno inviato solo una risposta diplomatica dicendo che "ogni legge che regola la scelta dei deputati nella Camera dei Popoli deve essere conforme con i contorni costituzionali, che includono la Costituzione della FBiH, che determina la composizione della Camera e l'elezione dei deputati, e la Costituzione della BiH".<br /> <br /> Il regolamento della Costituzione della FBiH, secondo la quale da ogni cantone deve essere scelto un deputato di tutti e tre popoli costitutivi e degli altri, se esistono nell'assemblea del cantone, è uguale a quello della legge elettorale della BiH, pronunciata incostituzionale e deve essere adattata alla sentenza della Corte Costituzionale secondo l'appello di Ljubic. Questo non è ancora successo e per questo motivo Borjana Kristo, presidentessa della Camera dei Rappresentanti, ha inviato una richiesta per stabilire se quel regolamento è contro la sentenza della Corte Costituzionale e la Costituzione della BiH. Però, neanche dopo più di 6 mesi, la Corte Costituzionale della BiH ha risposto alla richiesta di Kristo.<br /> <br /> Ciò ha abilitato i partiti bosgnacchi a usare i regolamenti della Costituzione federale per imporre la legge elettorale opposta alla sentenza della Corte Costituzionale. Rimane da il motivo del silenzio dei diplomatici stranieri.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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