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Bar - Il 15 luglio, il quotidiano Vijesti ha pubblicato che la statunitense DEA ha condotto l'operazione della fornitura controllata di quasi 40 chilogrammi di cocaina nel sistema di contenitori che ha viaggiato per il mondo, mentre i funzionari doganali…
Bar - Il 15 luglio, il quotidiano Vijesti ha pubblicato che la statunitense DEA ha condotto l'operazione della fornitura controllata di quasi 40 chilogrammi di cocaina nel sistema di contenitori che ha viaggiato per il mondo, mentre i funzionari doganali montenegrini, probabilmente involontariamente, non hanno rovinato l'esperimento dei funzionari d'oltre Atlantico.<br /><br /> Il container con la cocaina, che il mese scorso è stato fermato al porto di Bar, era stato già più volte in Montenegro, e la scoperta dei doganieri, accidentalmente, ha "interrotto" l'azione della DEA. I doganieri montenegrini hanno scoperto, il 14 giugno, 32 confezioni di cocaina nella zona portuale dei container, in un container di banane.<br /><br /> "Gli ufficiali doganali, tramite un'analisi dei rischi, hanno controllato i due contenitori con le banane che sono dall'Ecuador, attraverso Malta, arrivati a Bar. Lo scanner ha individuato un'ombra nello spazio refrigerato che ha rivelato l'esistenza della materia organica. "Quindi i funzionari hanno aperto il container e trovato la droga in 32 confezioni da 1 chilo", ha sottolineato l'amministrazione doganale. La droga, su ordine della Procura della Repubblica, è stata consegnata alla Polizia che lo stesso giorno ha annunciato che il peso lordo della spedizione è pari a 38,8 chili.<br /><br /> La DEA ha lasciato andare avanti tutto per vedere a chi deve andare il carico e quindi svelare l'intero traffico, dal mittente agli spacciatori. Ciò è stato fatto in collaborazione con alcune forze di Polizia degli Stati nella regione, inclusa la BiH, però non è chiaro quando e dove la cocaina è stata messa nella cella frigorifera.<br /><br /> "Dura da più di un anno. E' possibile che qualcuno abbia capito tutto perché la droga ha viaggiato in lungo e largo e nessuno ha tentato di prenderla", ha detto una fonte di Vijesti. L'esperto che ha parlato con il giornale ha spiegato che i doganieri avrebbero dovuto avvisare subito la Polizia prima di lasciare che una decina di persone, tra cui gli spedizionieri, presenziassero alla perquisizione quando hanno svitato le viti arrugginite dietro alla cui barriera si trova il sistema di raffreddamento dei container.<br /><br /> Il container appartiene a "Maersk", la più grande azienda al mondo di trasporto di merci in container a bordo di navi e via terra. L'azienda produce contenitori refrigeranti che servono a trasportare merci pericolose, questi vengono noleggiati agli spedizionieri che organizzano la spedizione ai clienti, fanno la documentazione di accompagnamento e consegnano il carico ai destinatari finali.<br /><br /> "Ogni settimana al porto di Bar arrivano circa 50 container con le banane per Montenegro, Kosovo, Serbia, Bosnia ed Erzegovina", ha detto una fonte di Vijesti.<br /><br /> Il 15 giugno la Polizia montenegrina ha interrogato diverse persone in relazione al container contestato: l'autista del camion che avrebbe dovuto prendere in consegna il container, lo spedizioniere e l'agente navale. Tutti hanno negato di avere a che fare con la spedizione di cocaina.<br /><br /> "In coordinamento con il procuratore competente, gli agenti di polizia svolgono ulteriori investigazioni volte a individuare le persone che hanno inviato la spedizione di cocaina e le persone che avrebbero dovuto prenderne il controllo per l'ulteriore immissione sul mercato", è il comunicato della Polizia, il quale continua ribadendo che "altre attività, oltre a quelle di altri organismi competenti nel nostro territorio, saranno intraprese anche in cooperazione con i servizi di sicurezza di altri Paesi".<br /><br /> Non è chiaro se la Polizia montenegrina fosse a conoscenza dell'operazione della DEA, prima che l'amministrazione doganale scoprisse la cocaina.<br /> <br /> L'importatore di banane in questione è la compagnia Voli, e proprio tra la sua frutta era stata trovata la droga, notizia poi smentita dalla stessa Voli, che ha precisato che la droga era nello scomparto di refrigerazione.<br /><br /> "Abbiamo contattato il nostro spedizioniere che ci ha informato che le banane erano all'interno del container, quindi la Voli è completamente pulita. Importiamo banane dal nostro partner commerciale di lunga data. La compagnia non è in alcun modo coinvolta in alcun incidente, in quanto questo caso non ha niente a che fare con noi e con la nostra attività ", ha risposto Olivera Suskavcevic, portavoce della compagnia.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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