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Parigi - Nel 2015, le vendite di armi francesi hanno raggiunto i record di 17 miliardi di euro grazie ai primi contratti di esportazione di aerei caccia Rafale in Qatar e in Egitto, il che classifica il Medio Oriente lo scorso anno a poco più del 60% delle…
Parigi - Nel 2015, le vendite di armi francesi hanno raggiunto i record di 17 miliardi di euro grazie ai primi contratti di esportazione di aerei caccia Rafale in Qatar e in Egitto, il che classifica il Medio Oriente lo scorso anno a poco più del 60% delle esportazioni di sistemi militari francesi. Nonostante ciò, le esportazioni di armi della Francia sono diminuite nella metà nel 2017, stando a quanto riferito da un rapporto annuale ottenuto da AFP, che insiste sul "controllo rigoroso" di queste vendite mentre le ONG accusano Parigi di fornire attrezzature militari agli stati sospettati di abusi contro i civili. Il Vicino e Medio Oriente rappresentava l'anno scorso poco più del 60% delle esportazioni di armi di produzione francese, cioè 3,9 miliardi di euro su un totale di 6,9 miliardi di euro, stando a quanto riferito dal Ministero francese delle Forze Armate presso il Parlamento. Come terzo maggiore esportatore di armi al mondo dopo gli Stati Uniti e la Russia, la Francia ha raggiunto dei record di vendita nel 2015 di 17 miliardi di euro grazie ai primi contratti di esportazione dei Rafale in Qatar e Egitto, per poi raggiungere 14 miliardi di euro nel 2016, dopo la vendita all'India di 36 aerei da combattimento del gruppo Dassault. Infine, alcuni contratti firmati nel 2017 (compresa l'acquisizione da parte del Qatar di 12 Rafale aggiuntivi) non sono entrati in vigore fino al 2018 e ciò ha portato al calo del business militare di Parigi di elicotteri e missili, principalmente nel settore navale, che hanno rappresentato più della metà delle esportazioni francesi.<br /> <br /> Tuttavia, Parigi è accusata da diverse ONG di rifornire l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, tra i suoi maggiori clienti, con armi sospettate di essere utilizzate contro lo Yemen. Molte organizzazioni umanitarie internazionali ritengono che Parigi violi in particolare il Trattato sul commercio di armi (ATT), ratificato da Parigi nel 2014, secondo cui gli Stati firmatari non devono trasferire armi che potrebbero essere utilizzate per commettere infrazioni gravi contro gli esseri umani. Alcuni parlamentari francesi chiedono maggiore controllo sulle vendite di armi da parte del Governo, mentre quattro ONG per i diritti umani hanno denunciano, lunedì scorso, la consegna verso l'Egitto di macchinari e sistemi di sorveglianza francesi che il regime del Presidente al-Sissi usa per "schiacciare il popolo egiziano", proprio il giorno della visita ufficiale del Ministro della Difesa egiziano Mohamed Zaki a Parigi, pochi giorni dopo quella del Ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian al Cairo. La cooperazione militare è aumentata considerevolmente tra Parigi e il Cairo da quando Abdel Fattah al-Sissi è salito al potere nel 2014 e dal 2015 fino ad oggi l'Egitto ha firmato 6 miliardi di euro in contratti di armi con Parigi, tra cui 24 Rafale.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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