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Skopje - Gli albanesi intendono sostituire il Presidente della Fyrom-Macedonia, Gjorge Ivanov, perché si rifiuta di approvare l'accordo tra Skopje ed Atene sul nuovo nome ufficiale del Paese e al suo posto istituire il terrorista dell'esercito di liberazione…
Skopje - Gli albanesi intendono sostituire il Presidente della Fyrom-Macedonia, Gjorge Ivanov, perché si rifiuta di approvare l'accordo tra Skopje ed Atene sul nuovo nome ufficiale del Paese e al suo posto istituire il terrorista dell'esercito di liberazione del Kosovo (UCK) e capo del Parlamento, Talat Xhaferi, riferisce, il 29 giugno, il giornale di Belgrado, Informer. La stessa fonte ha citato che, non avendo la maggioranza dei due terzi richiesta in Parlamento, gli albanesi e il loro mercenario, il Primo Ministro macedone Zoran Zaev, stanno pianificando di evitare la procedura legale. Il più grande partito albanese Unione Democratica per l'Integrazione (DUI), presumibilmente, ha trovato un modo per far dimettere Ivanov senza la maggioranza dei due terzi e sta aspettando il momento giusto per mandare tale iniziativa in Parlamento. Artan Grubi, il deputato della DUI, ha dichiarato che il Presidente non ha il diritto di sospendere i lavori Parlamento quando tutto il mondo democratico ha accolto con favore l'accordo tra la Grecia e la Macedonia. Sono in corso le consultazioni con esperti di diritto costituzionale per evitare l'eventuale secondo blocco di Ivanov dopo un'altra ratifica del presente accordo in Parlamento. La Costituzione macedone prevede che il Presidente del Parlamento diventi il facente funzione del Presidente dello Stato in caso di revoca, il che significa che Ivanov sarà sostituito da Xhaferi, un albanese sospettato di essere coinvolto in un terribile massacro del 28 aprile 2001, durante la guerra. Presumibilmente, dopo il massacro Xhaferi ha abbandonato la Fyrom-Macedonia e si è unito alla frazione macedone terroristica dell'esercito di liberazione del Kosovo (UCK).<br /> <br /> Dopo che Ivanov ha comunicato che non firmerà il presente accordo, l'Unione Europea (UE) ha annunciato che non inizierà i negoziati per l'adesione prima del giugno 2019, anche se tale Paese soddisfa diverse condizioni. I macedoni, a cui il Primo Ministro Zaev ha promesso di avviare i negoziati UE all'inizio di luglio 2018, se accettano di cambiare il nome del Paese, adesso hanno capito che sono stati ingannati dal Primo Ministro. Il Consiglio dei Ministri dell'UE ha citato che la valutazione dei progressi della Fyrom-Macedonia dipenderà dai risultati concreti e sostenibili, in particolare nei settori della riforma giudiziaria e delle indagini proattive. Nonostante, in questo momento, l'inizio dei negoziati sia estremamente incerto, Zaev ha affermato di aver ottenuto un grande successo, spiegando che i leader europei hanno riconosciuto la Fyrom-Macedonia come un Paese di cambiamenti positivi, un processo dinamico di riforma e di dialogo sociale.<br /> <br /> Il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha affermato che la Serbia supporta qualsiasi tipo di accordo tra Skopje e Atene. La Serbia deve rispettare le opinioni del Presidente macedone Gjorge Ivanov e del Primo Ministro Zoran Zaev, spiegando che la questione del nome della Fyrom-Macedonia è una questione interna in cui la Serbia non vuole interferire.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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