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Belgrado - La prima società serba che ha chiesto protezione dalla discriminazione in Croazia presso il comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra è l'ex colosso di carne BEK di Zrenjanin, riferisce, giovedì 21 giugno, la stampa serba, citando…
Belgrado - La prima società serba che ha chiesto protezione dalla discriminazione in Croazia presso il comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra è l'ex colosso di carne BEK di Zrenjanin, riferisce, giovedì 21 giugno, la stampa serba, citando il quotidiano serbo Novosti. Secondo l'avvocato Zoran Ristic, la Croazia ha sequestrato le proprietà della BEK che quest'ultima ha acquistato nel 1958 e registrato nei registri immobiliari. La proprietà della BEK è stata sequestrata nel 1992 e oggi un'altra azienda la sta utilizzando, registrata come proprietà dello Stato croato. La società serba ha perso una disputa davanti alla magistratura croata, il motivo per presentare la denuncia, come afferma Ristic, è il fatto che la Croazia tratta i cittadini e le imprese come soggetti di primo e secondo livello.<br /><br /> Secondo il quotidiano serbo Novosti, anche le altre società serbe che hanno perso le dispute sui beni confiscati, seguiranno l'esempio della BEK, ossia non cercheranno più giustizia alla Corte Europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo, dove hanno già perso due controversie, perché la Corte ha stabilito che tale questione dovrebbe essere risolta da un accordo bilaterale tra la Serbia e la Croazia, come specifica allegato G dell'accordo di successione.<br /><br /> La Serbia ha offerto alla Croazia un tale accordo 11 anni fa, ma Zagabria non si è espressa a proposito per oltre un decennio.<br /> <br /> L'Associazione Proprietà Sequestrata (Udruženje Oduzeta imovina) proporrà al Governo della Serbia un nuovo accordo bilaterale con la Croazia, per l'attuazione dell'allegato G, il quale, secondo loro, probabilmente sarà accettato da Zagabria.<br /><br /> Secondo il presidente dell'associazione, Ristic, la proposta implica il rimborso della proprietà, oggi registrata come proprietà dello Stato croato, il risarcimento sarà discusso in seguito. La proposta prevede anche un arbitro. Anche la Croazia avrebbe tempo di esprimersi a proposito, ma se non si esprime o lo rifiuta, sarà richiesta la formazione di un gruppo interministeriale di esperti rispettabili dell'ex Jugoslavia. Se anche ciò viene respinto, sarebbero, allora, create le condizioni dell'arbitrato a L'Aia, ha detto Ristic al quotidiano Novosti.<br /> <br /> Belgrado e Sarajevo stanno chiedendo a Zagabria la restituzione della proprietà, che le società dalla Serbia e dalla Bosnia ed Erzegovina (BiH) avevano in Croazia ai tempi della Jugoslavia. Si tratta di centinaia di edifici e luoghi, del valore di diverse centinaia di milioni di euro.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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