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Washington - L'influsso russo, le debolezze interne della democrazia dei Balcani occidentali e l'attuale politica statunitense verso la regione sono stati definiti come i tre problemi principali che affrontano i Paesi dei Balcani occidentali nella loro…
Washington - L'influsso russo, le debolezze interne della democrazia dei Balcani occidentali e l'attuale politica statunitense verso la regione sono stati definiti come i tre problemi principali che affrontano i Paesi dei Balcani occidentali nella loro strada verso l'adesione all'UE e alla NATO, ciò è stato affermato a una riunione presso l'Università "Johns Hopkins" a Washington, ha riportato il portale Vijesti, il 17 giugno.<br /> <br /> Dall'altro lato, il recente accordo tra Skopje ed Atene, riguardo al nome della Fyrom-Macedonia, potrebbe accelerare l'adesione di questo Paese alla NATO e all'UE. Secondo le parole del professor, Edward Josef, anche se questa notizia non ha reso tanto felice la Russia, ciò non dovrebbe provocare altre pressioni russe in Serbia. Il fatto che la Russia vede NATO come nemico non dovrebbe interessare molto la Serbia, che dovrebbe decidere da sola se l'adesione è l'opzione migliore per loro.<br /> <br /> Secondo l'opinione di Nebojsa Todorovic, il rappresentante del Governo del Montenegro, la Russia ha i suoi interessi nei Balcani, come in diverse parti del mondo. In Serbia, in particolare, l'influenza della Russia si realizza attraverso la cultura, la religione, la chiesa ortodossa e il panslavismo.<br /> <br /> Il professore ed esperto per i Balcani, Daniel Server, ha detto che è comprensibile il rapporto tra Belgrado e Mosca, però è necessario decidere quali sono i veri interessi della Serbia.<br /> <br /> "Secondo me, l'interesse è verso l'Occidente. Abbiamo sentito dall'ambasciatore della Serbia che il 99% dei serbi andrebbe a studiare e lavorare in Occidente e non a Mosca. Perché? Perché l'Occidente offre più opportunità", ha detto Server.<br /> <br /> L'altro problema molto importante, però, è la corruzione che esiste nei Paesi dei Balcani occidentali, la mancanza dello stato di diritto e della libertà dei media. Come ha detto il diplomatico statunitense, Thomas Countryman, il cosiddetto "putinismo" non è la strada verso l'UE, aggiungendo che neanche l'Occidente fa molto per cambiare quest'evidenza.<br /> <br /> "Come potrebbe un Paese democratico forzare un altro Paese a diventare più democratico, più trasparente? Non si può fare pressandolo. L'UE dovrebbe incoraggiare le riforme necessarie in questi Paesi, per sfruttare il loro pieno potenziale", ha detto Countryman.<br /> <br /> L'attuale politica degli Stati Uniti verso i Balcani porta altri problemi, perché, secondo le parole di Michael Halcel, del centro per i rapporti transatlantici, l'attuale Presidente statunitense si sente meglio accompagnato dai dittatori mondiali, rispetto ai partner stretti degli Stati Uniti. La politica statunitense è ragionevole quando è diretta dai professionisti, però nessuno sa quando il Presidente attuale deciderà di supportare una delle personalità antidemocratiche o di smettere di intervenire nei rapporti tra la Russia e i Balcani.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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