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Tirana - Secondo l'ultimo rapporto dell'OSCE-ODIHR, la compravendita del voto è uno dei principali problemi delle elezioni albanesi. Nella commissione parlamentare della riforma elettorale, il co-presidente socialista Bledi Çuçi ha detto che questo è un…
Tirana - Secondo l'ultimo rapporto dell'OSCE-ODIHR, la compravendita del voto è uno dei principali problemi delle elezioni albanesi. Nella commissione parlamentare della riforma elettorale, il co-presidente socialista Bledi Çuçi ha detto che questo è un vecchio fenomeno, che colpisce alcuni aspetti del processo e richiede un intervento a più livelli.<br /><br /> "Nelle elezioni del 2013, 2015 e 2017 è stato raccomandato dall'ODIHR di affrontare il problema in in modo un po' più specifico. È un problema che riguarda tutti gli aspetti relativi all'organizzazione del processo. Non è un problema di un singolo partito o di un individuo, ma una questione albanese che richiede il contributo di tutti per minimizzarla al fine di avere delle elezioni conformi agli standard di OSCE/ODIHR", ha sostenuto Çuçi, deputato del PS, nonché co-presidente della commissione speciale sulla riforma elettorale.<br /><br /> Dall'altra parte, il co-presidente democratico, Oerd Bylykbashi, ha costatato come indicatore il giusto rapporto che, secondo lui, esiste tra la divulgazione della criminalità e il traffico della droga e l'aumento della compravendita del voto.<br /><br /> "Affrontare la compravendita del voto nel 2013 è stata la prima raccomandazione, ma nel 2017 diventa purtroppo una raccomandazione prioritaria. Stiamo parlando di un meccanismo più divulgatosi, più strutturato attraverso la corruzione e il finanziamento del denaro della criminalità organizzata e della droga. Visto il livello sempre maggiore di questi problemi, costatiamo anche l'aumento della compravendita del voto. Dall'altra parte possiamo scrivere articoli all'infinito, pensare ai migliori meccanismi sulla carta, ma di essenziale importanza resta la volontà politica per l'attuazione", ha detto Bylykbashi, deputato del PD, nonché co-presidente della commissione della riforma elettorale.<br /><br /> Antonio Corbo, consigliere della Corte di Cassazione in Italia ed esperto presso il Consiglio d'Europa ha mostrato le misure che l'Italia ha preso per combattere la corruzione elettorale e l'influenza della mafia sui politici nella campagna elettorale.<br /><br /> "Il politico che fa un accordo con un'organizzazione criminale dovrà rispondere penalmente per partecipazione esterna all'organizzazione criminale, dato che questo accordo è servito anche per rafforzare il gruppo criminale", ha detto Corbo.<br /><br /> Inoltre, in Italia hanno stabilito un limite alle spese dei candidati e partiti nella campagna. Se si supera o se non vengono dichiarate le spese, al deputato vincitore verrà rimosso il mandato e colui che non vince sarà punito con la legge. Tutte le parti in Commissione hanno convenuto che il rafforzamento della legge dovrà andare in parallelo con quello della volontà politica per la sua attuazione e soprattutto per la consapevolezza dei cittadini che esistono garanzie sulla libertà e sulla segretezza del loro voto. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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