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Sarajevo - La Gran Bretagna (GB) ha alcuni dubbi secondo cui quasi 30 milioni di proiettili prodotti in Bosnia ed Erzegovina (BiH), venduti all'Arabia Saudita, termineranno nelle mani sbagliate, però non ha reso partecipe la BiH di questa preoccupazione…
Sarajevo - La Gran Bretagna (GB) ha alcuni dubbi secondo cui quasi 30 milioni di proiettili prodotti in Bosnia ed Erzegovina (BiH), venduti all'Arabia Saudita, termineranno nelle mani sbagliate, però non ha reso partecipe la BiH di questa preoccupazione prima dell'invio della consegna, ha riportato il portale Fokus, il 6 giugno.<br /> <br /> Di questa possibilità la GB ne ha avuto contezza dopo la richiesta di due persone di essere mediatori in questo accordo, che, alla fine, la GB ha rifiutato. Però, il rifiuto è venuto soltanto 14 mesi dopo la consegna dei proiettili, mentre su questo tipo di richieste, di solito, si decide dopo 20 giorni lavorativi.<br /> <br /> Nel rifiuto è menzionato il "rischio inaccettabile" che l'ultimo utente non sarà il Governo saudita, ma altri partecipanti del conflitto del Vicino Oriente, probabilmente gli alleati dell'Arabia Saudita in Siria e Yemen, ciò non sarebbe il primo caso di armi che sono finite nelle mani degli estremisti.<br /> <br /> Il Governo della GB non ha fatto niente per avvertire la BiH della propria preoccupazione riguardo alla consegna dei proiettili, mentre l'ufficio del commercio internazionale della GB ha detto che, siccome la BiH non è membro dell'UE, non esiste un meccanismo regolare attraverso il quale la GB possa discuterne con la BiH. Per quanto riguarda i 14 mesi del ritardo dei permesi per la mediazione, il Governo della GB ha preso seriamente il controllo delle richieste che riguardano le armi, secondo tutti i criteri dell'UE e dello Stato e dei diritti dell'uomo.<br /> <br /> Dal Ministero per il Commercio con l'Estero e per i Rapporti Economici della BiH non hanno nessuna prova che erano coinvolti alcuni mediatori nella consegna, mentre hanno rifiutato anche di parlare dei firmatari dell'accordo, perché di solito si tratta di accordi segreti.<br /> <br /> Roy Isbister, esperto di leggi sul traffico delle armi dell'organizzazione non governativa Saferworld di Lontra, ha detto che è incredibile che le autorità di GB non abbiano espresso la propria preoccupazione alla BiH,ossia il possibile re-indirizzamento dei proiettili agli utenti che non sono gli Stati amici dell'Arabia Saudita e degli Stati Uniti.<br /> <br /> Nel 2015 sono apparse le prove che le armi prodotte in Serbia sono state consegnate agli alleati dell'Arabia Saudita in Yemen, uno dei casi indicativi che l'utente finale non è sempre quello che ordina le armi.<br /> <br /> L'ufficio del commercio internazionale della GB ha anche confermato che questo è il primo caso, che include l'Arabia Saudita, rifiutato da Londra, che ha approvato precedentemente i permessi nel 2013 e 2014.<br /> <br /> Isbister ha commentato che questo rifiuto dovrebbe essere un allarme per tutti i fornitori delle armi, sia quelli dell'UE che quelli dei Balcani e che potrebbe complicare ulteriormente i contratti di commercio fruttuosi, fatti con l'Arabia Saudita. Però, il Governo della GB ha detto che la credibilità dei certificati dell'ultimo utente emanati dall'Arabia Saudita non è minata, nonostante le loro preoccupazioni.<br /> <br /> "L'Arabia Saudita è un partner commerciale stimato della Gran Bretagna. Il certificato dell'ultimo utente è solo una parte della verifica dell'esportazione o della richiesta per la mediazione. Un documento del genere non garantisce l'approvazione dei permessi."<br /> <br /> Dall'altro lato, la BiH continua l'esportazione delle armi a Riad, mentre il Ministero del Commercio con l'Estero e per i Rapporti economici della BiH ha confermato chele armi bosniaco-erzegovesi non sono le uniche che si esportano a, bensì lo fanno anche diversi Paesi dell'UE.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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