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Pristina - La Corte Fondamentale di Pristina ha condannato a 7 anni e mezzo l'urologo Lutfi Dervishi, titolare della famigerata clinica "Medicus", con l'accusa di traffico di esseri umani e criminalità organizzata. A lui è stato proibito di esercitare la…
Pristina - La Corte Fondamentale di Pristina ha condannato a 7 anni e mezzo l'urologo Lutfi Dervishi, titolare della famigerata clinica "Medicus", con l'accusa di traffico di esseri umani e criminalità organizzata. A lui è stato proibito di esercitare la professione per un periodo di due anni. Oltre a Dervishi, la corte ha condannato anche il suo assistente Sokol Hajdini, a un anno di carcere per gravi lesioni corporali.<br /><br /> Nella sentenza della corte emessa dalla giudice Francesca Fischer, si afferma che Lutfi Dervishi era partecipe a diversi interventi di trapianto, anche se era a conoscenza del fatto che la clinica "Medicus" non aveva il permesso per simili interventi. Il giudice afferma che è stata provata la responsabilità di Dervishi per le accuse mossegli.<br /><br /> "È stato provato che Lutfi Dervishi, proprietario della clinica Medicus e partecipe a diversi interventi di trapianto, pur sapendo che la clinica Medicus non possedeva un permesso per gli interventi di trapianto, quindi consapevole che i trapianti erano proibiti, in collaborazione con altre persone, truffando e abusando della propria posizione, ha reclutato almeno 7 persone, le ha alloggiate e operate nella clinica Medicus al fine di sfruttare e prendergli i reni che ha trapiantato alle persone riceventi", ha dichiarato Fischer durante la lettura della sentenza.<br /><br /> Il giudice ha affermato che è stato provato che Dervishi, membro di un'organizzazione internazionale criminale strutturata, dal 2 gennaio 2008 fino a novembre 2008, come proprietario e gestore di "Medicus", ha partecipato come chirurgo e assistente chirurgo ad alcuni dagli interventi di trapianto insieme con altre persone note e non provenienti da Turchia, Israele e Ucraina, quindi ha commesso il reato penale di traffico di esseri umani.<br /><br /> Sul verdetto per il caso "Medicus", viene specificato anche l'importo finanziario riscosso dagli accusati per i trapianti.<br /><br /> "Hanno organizzato il loro trasporto da diversi Paesi e poi insieme con altri kossovari e stranieri hanno realizzato i trapianti nella clinica "Medicus" e, in modo diretto e indiretto, sono stati pagati", ha detto la giudice Fischer, che ha specificato anche l'importo di denaro:<br /><br /> dal testimone T3 di Israele hanno preso 100.000 USD;<br /><br /> dal testimone T4 di Israele hanno preso 70.000 euro;<br /><br /> dal testimone M2 di Israele hanno preso 108.000 USD;<br /><br /> dal testimone A1 di Israele hanno preso 79.000 euro;<br /><br /> dal testimone polacco Tadeus Sadas hanno preso 25.000 euro;<br /><br /> dal testimone canadese Raul Fain hanno preso 80.000 euro;<br /><br /> dal testimone M1 di Israele hanno preso 77.000 euro;<br /><br /> dal testimone T2 di Israele hanno preso 80.000 euro;<br /><br /> dall'israeliano Bezaler Shafran hanno preso 90.000 euro.<br /><br /> Sotto processo c'era anche Arban Dervishi, figlio di Lutfi, ma la procedura nei suoi confronti è stata seguita a parte, perché in fuga. Il tutto fu scoperto nel 2008 quando un cittadino turco fu trovato in grave stato di salute all'aeroporto di Pristina, dopo che gli era stato estratto un rene. L'atto accusatorio comprende anche il cittadino israeliano Moshe Harel, capo della rete per il reclutamento dei donatori e l'individuazione dei riceventi e il medico turco Yusuf Sonmez, per la realizzazione degli interventi chirurgici. Ma, né il primo né il secondo sono apparsi davanti alla giustizia in Kosovo. A gennaio di quest'anno, il Kosovo ha chiesto a Cipro l'estradizione di Harel, arrestato il 5 gennaio a Cipro, perché coinvolto nel reclutamento di 20 cittadini di Moldavia, Kazakistan, Russia, Ucraina e Turchia, ai quali ha promesso 20.000 USD a testa per la donazione dei reni, mentre ai riceventi ha chiesto di pagare da 80.000 fino a 100.000 euro. Dal 2010 Harel è ricercato, ma dopo l'arresto a Cipro, questo Paese ha deciso di estradarlo in Russia, dove è accusato di simili reati. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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