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Discutiamone.
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Podgorica/Belgrado - Radovan Laketic (37), cittadino di Pljevlja, è stato ucciso, martedì 1° giugno a Belgrado, riferisce il portale Borba, ricordando che Laketic ha recentemente lasciato la prigione. Nel 2010 è stato condannato a 10 anni di carcere per la…
Podgorica/Belgrado - Radovan Laketic (37), cittadino di Pljevlja, è stato ucciso, martedì 1° giugno a Belgrado, riferisce il portale Borba, ricordando che Laketic ha recentemente lasciato la prigione. Nel 2010 è stato condannato a 10 anni di carcere per la produzione e la vendita di droghe. I media riportano che si tratta di una figura importante nel gruppo criminale, un distributore per Belgrado, che forniva i narcotici dalla Turchia. L'esperto della Polizia, Marko Nicovic, in una dichiarazione per il portale Borba, ha affermato che l'uccisione di Leketic è la continuazione dello scontro per il mercato della droga, non solo in Serbia e Montenegro, ma anche in Bosnia-Erzegovina e Croazia. I clan criminali stanno combattendo per le zone e per la gente che acquista questi narcotici, perché il contrabbando è diventato il lavoro numero uno nei Balcani occidentali. Nicovic ha stimato che in futuro la battaglia potrebbe diventare ancora più dura perché i clan hanno iniziato a riciclare denaro e si scontreranno sempre di più tra loro. I clan si associano a strutture politiche, influenzano i vari flussi di informazioni della polizia e il sistema giudiziario, vi sono coinvolti diversi gruppi mafiosi che vogliono controllare spazi più ampi possibili.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Alcuni esperti di sicurezza montenegrini hanno detto che Radovan Laketic era vicino a Darko Saric, accusato di contrabbando di cocaina dall'America Latina all'Europa occidentale dal Tribunale speciale di Belgrado, ma non c'è alcuna conferma di rapporti d'affari tra Laketic e Saric.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Proibito l'ingresso in Serbia per diversi cittadini montenegrini</em><br /> <br /> Reagendo agli ultimi avvenimenti nell'ambito degli scontri tra clan montenegrini, il Ministero degli Interni della Serbia ha deciso di compiere le azioni necessarie per vietare l'ingresso nel Paese ai criminali montenegrini. Il Ministro Nebojsa Stefanovic ha detto che Belgrado proibirà l'ingresso nel Paese a un numero di persone ritenute un rischio per la sicurezza. Tutti loro sono membri dei clan "Skaljarski" e "Kavacki", in guerra in Montenegro da diversi anni, ma anche in Serbia per la scomparsa di oltre 300 chilogrammi di cocaina. Slobodan Kascelan, Radoje Zvicer, Vladan Vuckovic, Jovan Vukotic, Igor Bozovic, Dragan Knezevic, Predrag Knezevic, Milan Vujotic, Damir Meljovic e Igor Dedovic sono nella lista delle persone che non potranno entrare in Serbia. Il Ministero degli Interni serbo come indesiderabili ha segnato anche Jovo Djurovic, il fratello del defunto Luka, e Alan Kozar, legato all'omicidio dell'ispettore della Polizia Slavoljub Scekic. C'è anche Vuk Vulevic, sospettato di essere stato coinvolto nell'omicidio di Dusko Jovanovic, il proprietario del quotidiano Dan, ma questo non è mai stato dimostrato. È interessante notare che l'ultimo elenco delle autorità della Serbia include il nome di Ivan Delic, collegato all'omicidio di Pavle Bulatovic, Ministro della Difesa, nel 2000, a Belgrado. Il divieto è stato anche presentato contro Zeljko Bojanic, ex collaboratore vicino a Dragan Dudic Fric, ricercato in Slovenia per traffico di droga.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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