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Zagabria - Il Parlamento della Croazia ha approvato la legge sulla gestione della proprietà statale, che consentirà al Ministero competente di gestire gli immobili in cui si trovano i campeggi e gli terreni ex agricoli dove si intendono costruire i campi da…
Zagabria - Il Parlamento della Croazia ha approvato la legge sulla gestione della proprietà statale, che consentirà al Ministero competente di gestire gli immobili in cui si trovano i campeggi e gli terreni ex agricoli dove si intendono costruire i campi da golf, alberghi, camping e le altre strutture per i servizi turistici, hanno riferito, il 25 maggio, i media serbi.<br /> <br /> La legge, che ha ottenuto il sostegno della maggior parte dei deputati (83 hanno votato a favore), consente la messa in servizio di beni immobili per i quali non vengono risolti i diritti di proprietà, come ex resort sulla costa croata, in modo da darli in affitto a lungo termine. Il Ministero del Demanio gestirà gli immobili sui quali sono situati i campeggi, indipendentemente dal fatto dove si trovano. Finora i Ministeri del Demanio, del Turismo, delle Foreste Croate e le unità di autogoverno locale hanno gestito questi terreni.<br /> <br /> Il Ministero gestirà anche i resort di montagna, la novità è che anche le piazze saranno di proprietà delle città e dei comuni.<br /> <br /> "La legge sulla gestione della proprietà statale ha lo scopo di proteggerla e attivarla, la sua applicazione influenzerà la crescita dell'occupazione e il prodotto interno lordo (PIL)", ha dichiarato il Ministro del Demanio, Goran Maric, la legge, infatti, introduce un nuovo quadro giuridico per l'attivazione di proprietà trascurate. "Questo è uno strumento per stimolare l'attività economica e l'impulso demografico, darà le ali al capitale e stimolerà lo spirito imprenditoriale e la moralità e influenzerà la crescita dell'ottimismo imprenditoriale. Questa non è una legge di partito, non è una legge di gruppi di interesse. Questa è una legge che ha riconosciuto lo spirito del popolo che ha creato la proprietà", ha detto Maric.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Linta: La nuova legge in Croazia è l'atto finale di chi ruba la proprietà delle imprese serbe</em><br /> <br /> Il presidente dell'Associazione dei Serbi della regione, Miodrag Linta, ha detto, giovedì 24 maggio, alla RTS, che la legge sulla gestione della proprietà statale, adottata in Croazia, rappresenta l'atto finale di chi ruba i beni alle società serbe, perché la Croazia viola l'accordo di successione. Linta ha esortato la Serbia a reagire, a inviare un elaborato alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo e al Consiglio d'Europa sulle violazioni dei diritti umani in Croazia. Il sequestro delle proprietà serbe in Croazia è iniziato nel 1991 e continua a esistere oggi.<br /><br /> "Questa legge rappresenta l'atto finale di confisca delle proprietà delle società serbe, di fabbriche e di altre istituzioni. Il Governo dell'HDZ di Josip Jovanovic, nel 1991, ha adottato il decreto con cui è iniziato il sequestro delle proprietà serbe. Il proprietario dei beni viene dichiarato nemico dello Stato, dopo di che viene avviata la vendita a importanti membri dell'HDZ. Tale processo dura da 27 anni", ha detto Linta.<br /> <br /> "Alcune società in Serbia, che hanno passato tutte le istanze giudiziarie in Croazia, sono ora giunte alla Corte Europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo, e la Croazia, per impedire le sentenze della Corte Europea sul rimborso della proprietà alle società serbe, ha adottato questa scandalosa legge anti-europea", ha affermato il presidente dell'Associazione dei Serbi della regione.<br /> <br /> "Con questa legge, la Croazia viola non solo la propria costituzione e la legislazione europea, ma anche l'accordo di successione di Vienna, l'allegato G all'accordo chiamato proprietà privata e diritti acquisiti, che afferma chiaramente che a tutti i cittadini e alle persone giuridiche devono essere restituiti i diritti che avevano il 31 dicembre 1990, e tutti i contratti stipulati sotto pressione e minacce devono essere dichiarati nulli. La Croazia dal 2004, quando questo accordo è entrato in vigore, si rifiuta di restituire le proprietà serbe", spiega Linta, e aggiunge che secondo una delle stime, le proprietà confiscate alle entità legali serbe è pari a quasi 2 miliardi di euro.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Reazioni della Bosnia ed Erzegovina (BiH)</em><br /> <br /> Dopo che il parlamento croato ha approvato la legge sulla gestione dei beni statali che consentirà la gestione dei beni immobili di proprietà di altri Stati creati dopo la disintegrazione della Jugoslavia, il Ministro della Giustizia della Bosnia ed Erzegovina (BiH), Josip Grubesa, ha valutato che la Croazia non può prendere unilateralmente le decisioni sulla proprietà della Bosnia ed Erzegovina che si trovano sul territorio croato e che sono protette dall'accordo di successione.<br /> <br /> "La Repubblica di Croazia ha il diritto di regolamentare le questioni legali nel suo territorio, ma riteniamo che la questione dei beni protetti ai sensi dell'allegato G dell'accordo sulle questioni di successione dovrebbe essere risolta su base bilaterale con i rappresentanti della Bosnia ed Erzegovina", ha affermato il Ministro Grubesa in una dichiarazione scritta, trasmessa, sabato 26 maggio, dai media della BiH. Grubesa ha inoltre esortato alla firma dell'accordo sulla risoluzione delle proprietà tra la Bosnia-Erzegovina e la Croazia, visto che questa è una questione legale di due Stati sovrani, quindi la Bosnia ed Erzegovina e i suoi rappresentanti autorizzati non possono risolvere unilateralmente questo problema, ma è necessario risolverlo diplomaticamente.<br /> <br /> Il Ministro della Giustizia della BiH, durante il mese di febbraio del 2018 a Zagabria, ha incontrato il Ministro del Demanio della Croazia, Goran Maric, con cui ha parlato della successione dei beni dei due Stati.<br /> <br /> "Nonostante la mia volontà di mantenere i colloqui e discutere la questione al più alto livello, il successo è stato mancato", ha detto il Ministro della Giustizia della BiH.<br /><br /> Due stati, la Croazia e la BiH, hanno iniziato i negoziati sulla stipula dell'accordo sulle proprietà immobiliari nel 1997, ma questi non sono mai completati.<br /><br /> La dichiarazione afferma inoltre che il Ministero della Giustizia della BiH ha ripetutamente tentato, senza successo, di programmare una riunione con l'alto rappresentante croato per questioni di successione al fine di discutere l'applicazione dell'allegato G dell'accordo come quadro giuridico per risolvere le richieste dei diritti di proprietà. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> La legge croata consente allo Stato croato di concedere in concessione la proprietà della BiH sul proprio territorio, aprendo ulteriormente la porta alla vendita di immobili che un tempo erano stati costruiti dalle grandi aziende della BiH. La BiH, in questo modo, può perdere gli alberghi e i resort del valore di miliardi di euro.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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