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Zagabria - Il Consiglio di Sorveglianza della società INA, nel corso della sessione tenutasi, mercoledì 16 maggio, ha rinviato l'approvazione del consenso al CdA di avviare, insieme con la Prvo plinarsko drustvo (PPD), la ricapitalizzazione della Petrokemija…
Zagabria - Il Consiglio di Sorveglianza della società INA, nel corso della sessione tenutasi, mercoledì 16 maggio, ha rinviato l'approvazione del consenso al CdA di avviare, insieme con la Prvo plinarsko drustvo (PPD), la ricapitalizzazione della Petrokemija e così acquistare quest'ultima, riferisce, giovedì 17 maggio, il quotidiano croato Jutarnji list. Secondo informazioni ufficiose, il CdA della società INA ha deciso, dieci giorni fa, di avviare la ricapitalizzazione di Petrokemija con la società PPD, il che richiede il consenso del Consiglio di Sorveglianza. Tuttavia, secondo le fonti del Governo, il CdA della società ha proposto, mercoledì 16 maggio, ai membri del Consiglio di Sorveglianza di posticipare l'approvazione. La proposta è giustificata dai cambiamenti nel Governo della Repubblica di Croazia, ovvero dal fatto che il Vice Primo Ministro e Ministro dell'Economia, Martina Dalic, ha presentato le dimissioni. La fonte del quotidiano Jutarnji listi inoltre afferma che il Governo vuole posticipare la decisione per diversi giorni. I membri del Consiglio di Sorveglianza lo hanno accettato e, secondo le stesse fonti, tutto è stato ritardato di circa dieci giorni.<br /> <br /> Gli interlocutori dello Jutarnji list affermano che la situazione nella Petrokemija è pessima e che il prolungamento a lungo termine della presa della decisione della ricapitalizzazione è la fine di tale società. Negli ultimi mesi, il Ministero dell'Economia, con il patrocinio di Martina Dalic, ha preparato il piano per il salvataggio della Petrokemija, e ora c'è il pericolo che la Petrokemija diventi la prima vittima delle sue dimissioni.<br /> <br /> Secondo tale piano, ci vogliono 450 milioni di HRK di capitale fresco per la ricapitalizzazione della Petrokemija, per coprire i suoi debiti, garantire la liquidità e incoraggiare gli affari operativi. Negli ultimi mesi sono stati condotti i negoziati con INA e PPD sulla ricapitalizzazione congiunta della società di Kutina. Anche se non è stato formalmente concordato, si ipotizza che INA e PPD acquisterebbero circa il 70%. Allo Stato croato resterebbe il 25% delle azioni, che investirebbe in Petrokemija tramite Janaf e HEP. I Consigli di Sorveglianza di HEP e Janaf hanno già approvato la decisione del CdA di investire nella Petrokemija ed entrambe le società sono destinate a stanziare 50 milioni di HRK.<br /> <br /> La gara d'appalto per la ricapitalizzazione della Petrokemija è stata chiusa l'ultimo giorno dell'anno scorso: le società croate INA e PPD e l'austriaca Borealis hanno presentato le offerte. Anche se la Borealis è considerata favorita per la gara d'appalto, la sua offerta, secondo le informazioni di Jutarnji list, non è stata adeguata per lo Stato. Quindi, la Borealis ha chiesto che lo Stato prima risolva tutti i dubbi finanziari della Petrokemija, dopo di che la società austriaca entrerà nella società croata. Sempre secondo lo Jutarnji list, il Ministero dell'Economia ha fatto un piano per salvare la Petrokemija, ovvero che INA e PPD diventino i proprietari di maggioranza della Petrokemija. E' stato raggiunto un accordo generale che deve ancora essere formalizzato dalle decisioni del CdA e del Consiglio di Sorveglianza. Se la società INA, alla fine, prende una tale decisione, gli interlocutori sostengono che non dovrebbe essere cancellata la presente gara d'appalto, né dovrebbe essere indetta una nuova, anzi, nell'ambito di questa gara d'appalto, INA e PPD possono fornire una nuova, questa volta, offerta congiunta per la ricapitalizzazione della Petrokemija.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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