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Pristina - La deportazione dei sei cittadini turchi dal Kosovo, avvenuta il 29 marzo, resta ancora un accaduto misterioso, con molti fattori sconosciuti, non solo per l'opinione pubblica, ma anche per i capi di Stato e le più alte istituzioni del Kosovo.…
Pristina - La deportazione dei sei cittadini turchi dal Kosovo, avvenuta il 29 marzo, resta ancora un accaduto misterioso, con molti fattori sconosciuti, non solo per l'opinione pubblica, ma anche per i capi di Stato e le più alte istituzioni del Kosovo. L'Agenzia del Kosovo per l'Intelligence (AKI) ancora non ha presentato la relazione alle più alte istituzioni nazionali. Oltre a un rapporto informativo, presentato finora solo al Presidente del Kosovo, Hashim Thaci, le altre istituzioni continuano ad affermare di non avere informazioni ufficiali su cosa sia successo ai sei cittadini turchi che, fino al giorno della deportazione, avevano dei regolari permessi di soggiorno in Kosovo. La commissione parlamentare si aspettava che il vice capo dell'AKI, Latif Merovci, riferisse in merito, ma ciò non si è verificato per la quarta volta.<br /><br /> Il giorno della deportazione dei sei cittadini turchi dal Kosovo in Turchia, un'azione coordinata tra i servizi d`intelligence della Turchia e del Kosovo, non solo i deputati, ma anche il Presidente, il Primo Ministro e il Presidente del Parlamento non avevano contezza del caso.<br /><br /> Come reazione a tale grave mancanza d'informazione, il Premier Ramush Haradinaj ha congedato dalla carica il Ministro degli Interni, Flamur Sefaj e il capo della AKI, Driton Gashi. In base a una risoluzione approvata dal Parlamento, dopo una straordinaria sessione plenaria, è stata approvata anche la formazione di una commissione parlamentare d'inchiesta per far luce sulle circostanze della deportazione dei sei cittadini turchi.<br /><br /> Il deputato Ilir Deda, di "Alternativa" ha espresso alla RFE la speranza che attraverso questa commissione, saranno assicurate alla giustizia le persone che hanno violato la Costituzione della Repubblica del Kosovo. Intanto, il deputato Anton Quni valuta che questa commissione, in corso d'istituzione, potrà mettere in luce l'implicazione di tutte le istituzioni nel caso. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /><br /> A questo punto, i partiti politici hanno proposto i membri della commissione parlamentare d'inchiesta. I due maggiori partiti in parlamento LDK e PDK hanno proposto Driton Selmanaj, Anton Çuni, Blerta Deliu e Nezir Çoçaj. Invece l'AAK ha proposto il deputato Muharrem Nitaj, mentre il gruppo parlamentare 6+ e il Movimento Vetevendosje ancora non hanno proposto alcun nome. Il 4 aprile, dopo un lungo dibattito, il Parlamento ha approvato la risoluzione con quattro punti, in cui si richiedeva la formazione della commissione d'inchiesta per far luce sul caso. Il secondo punto, richiedeva ai gruppi parlamentari di presentare entro tre giorni i loro rappresentanti. Secondo il terzo punto, il Parlamento obbliga tutte le istituzioni rilevanti coinvolte nel caso a rispondere alla commissione d'inchiesta. Secondo il quarto, il Parlamento approva il mandato alla commissione d'inchiesta per verificare la conformità delle procedure eseguite, ai sensi della Costituzione e delle leggi in vigore. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il caso<br /><br /> I sei cittadini turchi sono stati arrestati e deportati con un aereo del Servizio d'Intelligence della Turchia (MIT), il 29 marzo, a distanza di poche ore dall'arresto da parte della Polizia del Kosovo in cooperazione con l'AKI. Cinque delle persone erano dipendenti della scuola "Mehmet Akif" in Kosovo, proprietà del chierico turco Fethullah Gulen, mentre la sesta persona è un medico. Ankara li accusa di essere membri dell'organizzazione Hizmet di Fetullah Gulen, responsabile del Colpo di Stato verificatosi a luglio del 2016. L'espulsione dei cittadini turchi ha provocato anche la reazione dell'Unione Europea.<br /><br /> "L'arresto e la deportazione dei sei cittadini che vivevano legalmente in Kosovo solleva questioni sul rispetto del regolare processo giudiziario", afferma l'UE.<br /><br /> Bruxelles ha ricordato al Kosovo che l'attuazione della legge è un principio fondamentale dell'UE, contraria a procedure arbitrarie intraprese con l'arresto, il fermo o l'asilo. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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