Parliamone.
Discutiamone.
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Pristina - "Nella guerra c'era una sola UCK, se fosse stato per la FARK la guerra neanche sarebbe scoppiata", ha affermato il presidente del Consiglio Nazionale di Nisma, Jakup Krasniqi, reagendo al dibattito scaturito di recente sugli scontri tra l'UCK e la…
Pristina - "Nella guerra c'era una sola UCK, se fosse stato per la FARK la guerra neanche sarebbe scoppiata", ha affermato il presidente del Consiglio Nazionale di Nisma, Jakup Krasniqi, reagendo al dibattito scaturito di recente sugli scontri tra l'UCK e la FARK. Krasniqi, ex portavoce e vice comandante dell'UCK, ha detto che nella guerra del Kosovo c'era solo un'unica UCK.<br /><br /> La reazione di Krasniqi:<br /><br /> Dalla fine della Conferenza Internazionale di Rambouillet, dopo la seconda parte tenutasi a Parigi, con i membri della FARK, che risiedevano in Albania, ho avuto diversi incontri, a Lapraka di Tirana, li ho invitati a entrare in Kosovo dove si svolgeva la guerra. In quel periodo era pronto anche il piano per l'operazione "Freccia", guidato dal Ministro della Difesa, Fatmir Limaj.<br /><br /> Mentre si elaborava l'operazione Freccia, in quel periodo come portavoce dell'UCK e suo vice comandante ero a Tropoja dove esisteva una formazione armata che voleva entrare in Kosovo. In quel periodo erano appena iniziati i bombardamenti della NATO e i dirigenti dell'UCK si trasformarono in Brigata dopo l'omicidio del martire Agim Ramadani, brigata che ha preso il suo nome, dunque la Brigata Agim Ramadani. In questa formazione c'erano anche i membri della FARK di Lapraka, ma i loro simboli erano dell'UCK. C'erano anche molti membri fondatori dell'UCK, come i martiri Xhemajl Fetahu, Nasim Haradinaj e molti altri. Conoscevo la storia di alcuni di loro, ma quando ero lì, ho capito che che erano lontani da quello che stanno dicendo oggi. Forse la mia presenza aveva fatto in modo che allora tacessero. Questa formazione era dell'UCK, di come si facevano chiamare individualmente non mi voglio occupare, per quanto concerne la questione, sia allora che oggi, è poco importante. Importante è che fosse l'ultimo momento in cui la brigata ragionava sulle spese finanziarie che faceva. A questa formazione è stata data l'assistenza necessaria, richiesta dallo Stato Maggiore dell'UCK. Questo aiuto lo può confermare anche il Generale (Comandante) dell'Albania, Kudusi Lame, che anche ha scritto sulla questione.<br /><br /> Voglio dire un'ultima cosa. Se fosse, o dipendesse dai membri della FARK, la guerra in Kosovo mai si sarebbe dovuta realizzare: loro oltre al nome non svolgevano nessun'altra attività. Anche 19 anni dopo, la FARK non onora né i caduti, né i vivi rimasti. Tutte le attività politiche, dentro e fuori della patria, le hanno fatte i dirigenti dello Stato Maggiore dell'UCK. Tutte queste cose le ho ben spiegate in modo esaustivo nel mio libro: La Grande Inversione - L'Esercito Liberatorio del Kosovo, edizione di Buzuku, Pristina 2006 e 2007. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Intanto, pochi giorni fa, una forte reazione è arrivata dopo il discorso del Presidente della Repubblica, Hashim Thaci, il quale ha affermato che alle minacce della Serbia, il Kosovo risponderà con il fucile come in passato. L'ex capo della SHIK, Naim Miftari, in una pubblicazione sui socual ha criticato Thaci ricordando come ha partecipato alla guerra quando faceva parte dell'Esercito Liberatorio del Kosovo.<br /><br /> Miftari ha chiesto a Thaci di quali "fucili" sta parlando, di quelli che non "sparavano" contro l'occupatore serbo? Lo accusa, affermando che sono gli stessi fucili che hanno ucciso alle spalle i comandanti e i combattenti albanesi. Miftari ha menzionato alcuni altri casi, accusando il Presidente Thaci.<br /><br /> "Di che fucile o combattente stai parlando Hashim Thaci. Del tuo fucile che non sparò neanche una pallottola contro l'occupatore serbo, ma era molto efficiente negli omicidi alle spalle dei comandanti, patrioti e combattenti albanesi! ... O forse stai parlando dei 120 fucili snyper 12.5mm che portarono a Tirana gli emigrati dall'America, che hai bloccato e, quindi, non finirono mai nelle mani dei soldati dell'UCK per combattere il nemico serbo, ma stranamente caddero nelle mani dei combattenti degli Hezbollah in Libano!<br /><br /> Le serie sul ponte di Iber a Mitrovica, sul treno russo, con Marko Djuric, i gulenisti turchi, il "cartone animato" della "liberazione" di Nis da Kadri Veseli e ora il tuo fucile, non sta facendo altro che dare maggiore supremazia alla Serbia sul Kosovo... Non ci sono soldati (a eccezione dei giannizzeri serbi) che ti credono e ti seguono, dato che dall'UCK a oggi, tutte le formazioni militari del Kosovo le hai tradite, una dopo l'altra". <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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