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Podgorica - Negli ultimi giorni in Montenegro è attiva la polemica in merito alla giustificazione della decisione dell'EPCG di acquistare azioni della miniera di carbone Pljevlja (Rudnik uglja Pljevlja - RUP). Non mettendo in discussione la necessità che la…
Podgorica - Negli ultimi giorni in Montenegro è attiva la polemica in merito alla giustificazione della decisione dell'EPCG di acquistare azioni della miniera di carbone Pljevlja (Rudnik uglja Pljevlja - RUP). Non mettendo in discussione la necessità che la RUP sia di proprietà statale, il deputato indipendente nel Parlamento, Aleksandar Damjanovic, ha sostenuto, il 2 aprile, che il modello di acquisto di azioni che l'EPCG ha scelto è il più costoso, cioè il meno favorevole per lo Stato, proprietario di maggioranza della società energetica. E' stato necessario convertire il debito fiscale della RUP, che ammontava a più di 14 milioni e attualmente è più di 8 milioni, in azioni statali e raggiungere in tale modo la maggioranza di proprietà dello stato nella RUP. Subito dopo si applicherà la legge sulle società commerciali e, attraverso la ristrutturazione, l'EPCG e la RUP verranno riunite in un'unica società in cui lo Stato sarà il proprietario di maggioranza. Cercando di indovinare quali sono i motivi per cui è stato scelto un modo molto più costoso, Damjanovic ha notato che la transazione scelta è conveniente per i proprietari delle azioni della RUP, la società A2A, e per gli individui con il pacchetto azionario più grande, come Aco Djukanovic e altri azionisti di minoranza. Commentando la stima del valore delle azioni della RUP, fatta da Deloitte, Damjanovic ha detto che è basata su delle ipotesi che non hanno resistito alla prova del tempo: il modo in cui l'EPCG entra nella RUP è assolutamente parte di un accordo più ampio con l'A2A e di un bonus di oltre 250 milioni di euro già concordati per la rottura dell'accordo, durato per quasi 9 anni. In tale contesto, Damjanovic ha detto che l'A2A non avrà interesse a rimanere nella struttura proprietaria della RUP dopo aver lasciato l'EPCG, e non sarà in grado di impedire all'infinito le decisioni dell'assemblea degli azionisti delle due società e subire perdite nel proprio bilancio. Cercando di chiarire cosa significa il modello di acquisto che l'EPCG ha adottato, Damjanovic ha spiegato che combinare un'offerta pubblica volontaria e obbligatoria per "ridurre il rischio di commercio speculativo" è un alibi di un processo che dura da più di un anno, ed è stato avviato grazie a dei cambiamenti nella dirigenza dell'EPCG e all'annullamento delle decisioni delle precedenti assemblee, tramite cui, attraverso la riduzione del capitale sociale e l'accumulo di perdite, sono stati creati i presupposti per la finalizzazione di tale soluzione.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Dejan Mijovic, ex membro del CdA e piccolo azionista dell'EPCG, ha valutato che al Governo non è stato permesso di astenersi dal votare sull'acquisto di azioni della RUP perché non era, né poteva essere in conflitto di interessi, dato che la Costituzione stabilisce che solo il Governo ed il Parlamento del Montenegro hanno il diritto di disporre di proprietà statali, sia che si tratti di privatizzazione o di nazionalizzazione della proprietà privata di qualcuno. Secondo Mijovic, i rappresentanti del Governo, evitando la votazione, hanno "tradito i cittadini perché hanno lasciato la decisione sulla proprietà dello Stato a un rappresentante del deposito anonimo della Banca Commerciale del Montenegro (CKB), dietro cui potrebbe esserci qualcuno che ha realmente un conflitto di interessi diretto, l'A2A o Aco Djukanovic". Il Governo e l'A2A, soci e azionisti con una maggioranza di due terzi in EPCG e RUP, potevano "trovare un accordo per riunire le due società in un'unica in modo che gli azionisti non venissero danneggiati, mentre il Governo pagherà un po' di più all'A2A per uscire dall'EPCG ingrandita, a cui rimarrà molto di più per gli investimenti in nuovi impianti di produzione. Tale accordo sarebbe un interesse pubblico, ma il Governo ha preferito difendere l'interesse di Aco Djukanovic.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> A queste accuse ha reagito il presidente del CdA dell'EPCG, Djoko Krivokapic, sostenendo, l'8 aprile, che l'entrata dell'EPCG nella struttura proprietaria della RUP è un passo reale e pienamente giustificato, al fine di unificare il complesso di energia termica e ottenere una maggiore sinergia e ottimizzazione del suo lavoro, tenendo presente che la decisione è basata su argomentazioni oggettive e realistiche come prodotto di diverse analisi serie e dettagliate. Rispondendo alla domanda su quanto sia reale e e finanziariamente redditizio per gli azionisti di EPCG il cosiddetto prezzo equo delle azioni della RUP, a 6,4 euro per azione, Krivokapic ha affermato che proprio al fine di fornire informazioni precise e di alta qualità l'intera procedura è stata prolungata per diversi mesi rispetto alle scadenze previste.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> La società di consulenza e revisione Deloitte di Belgrado ha annunciato, il 9 aprile che, in conformità con le leggi del Montenegro, prenderà in considerazione tutti i fondi disponibili per proteggere il nome e la reputazione, poiché alcune organizzazioni e individui senza alcuna prova hanno messo in dubbio l'integrità, l'indipendenza e la qualità dei servizi professionali di tale società in relazione alla preparazione dello studio sul valore equo delle azioni della RUP.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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