Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Podgorica - Le elezioni presidenziali in Montenegro rappresentano la ripetizione del referendum sull'indipendenza e, allo stesso tempo, la votazione sulla NATO e sull'UE, la pensa così, lunedì 2 aprile, il quotidiano Kommersant di Mosca, citando che i…
Podgorica - Le elezioni presidenziali in Montenegro rappresentano la ripetizione del referendum sull'indipendenza e, allo stesso tempo, la votazione sulla NATO e sull'UE, la pensa così, lunedì 2 aprile, il quotidiano Kommersant di Mosca, citando che i favoriti, alle elezioni del 15 aprile, sono il leader del partito di Governo, DPS, Milo Djukanovic, e il candidato dell'opposizione Mladen Bojanic, visto come un politico pro-serbo e anti-NATO. Il quotidiano russo nota che mai in Montenegro la campagna presidenziale è stata così breve, perché è iniziata solo un paio di settimane prima delle elezioni a causa del fatto che l'opposizione attendeva, a lungo, che i concorrenti decidessero i propri candidati. L'articolo aggiunge che c'è un altro fattore che ha portato alla campagna elettorale in ritardo: il dilemma del DPS era se candidare Djukanovic o l'ex Ministro della Difesa, Milica Pejanovic Djurisic, alla fine è prevalsa l'opinione che "la posta in gioco è troppo alta per giocare con la riserva". Parlando del concorrente principale di Djuknovic alle elezioni presidenziali, Kommersant ha sottolineato che una parte significativa dell'opposizione è riuscita a trovare accordo e proporre Mladen Bojanic, considerato un politico pro-serbo e anti-NATO, quindi il suo programma critica l'appartenenza del Montenegro alla NATO e i piani per l'ingresso nell'UE. Il duello dei candidati presidenziali sarà praticamente una ripetizione del referendum sull'indipendenza e, allo stesso tempo, della votazione sulla NATO e sull'UE. C'è un "fattore russo" nelle elezioni montenegrine, come nelle ultime elezioni parlamentari nell'autunno del 2016, quando Mosca "ha praticamente sostenuto apertamente" il DF che si opponeva all'ingresso del Montenegro nella NATO, a Mosca oggi non sostengono direttamente il candidato del DF ma, a giudicare dalle dichiarazioni di un certo numero di politici russi e di analisti vicini al Cremlino, l'atteggiamento negativo nei confronti di Djukanovic che ha portato il Paese nella NATO non è cambiato molto.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Il console russo Djukic è fondatore del partito di Milacic, Montenegro Vero</em><br /> <br /> Nel contesto dell'influenza russa alle prossime elezioni presidenziali in Montenegro, il quotidiano Pobjeda ha pubblicato, il 28 marzo, che il Console Onorario della Russia in Montenegro, Boro Djukic, è uno dei fondatori del partito Montenegro Vero (Prava Crna Gora, il cui leader è Marko Milacic, uno di candidati presidenziali). In questo modo Djukic ha violato l'articolo 41 della Convenzione di Vienna, in cui si afferma che i rappresentanti diplomatici non dovrebbero interferire con gli affari interni di un altro Paese. La stessa fonte ha aggiunto che Mosca, ufficialmente, attraverso le attività di Djukic già partecipa alla corsa presidenziale in Montenegro, offrendo il sostegno logistico alla campagna presidenziale di Milacic, ex candidato del DF e collaboratore dell'agenzia Sputnik, la rivista di propaganda del Cremlino.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Bugajski: Un presidente filo-russo causerà il caos in Montenegro</em><br /> <br /> Allo stesso tempo, Janusz Bugajski, ricercatore presso il Centro per l'Analisi delle Politiche dell'Europa di Washington ha sottolineato che, in questo momento critico, il Montenegro deve avere un leader affidabile con comprovata dirigenza politica e una significativa esperienza nel lavorare con attori internazionali. Commentando il fatto che Boro Djukic è stato il fondatore del partito del candidato alla presidenza Marko Milacic, Bugajski ha affermato che molti politici non sono immuni alla corruzione proveniente da Mosca. L'obiettivo principale di Cremlino è quello di indebolire e dividere il Paese e trasformarlo in un pegno della politica russa: alcuni leader dell'opposizione o stanno riproducendo lo scenario del Presidente russo, o sono oggetto di bullismo o ricatto da parte delle agenzie russe d'intelligence. Bugajski ha sostenuto la decisione del Montenegro di solidarizzare con il Regno Unito e con la NATO, espellendo un diplomatico russo e negando il consenso al console onorario russo a Podgorica, perché se non ci fossero risposte da parte di Podgorica, il Cremlino l'avrebbe inteso come una debolezza e avrebbe sicuramente aumentato la pressione. Bugajski non vuole prevedere i risultati delle elezioni presidenziali, ma se i cittadini montenegrini vogliono stabilità e sicurezza piuttosto che insicurezza, potenziale caos politico e indebolimento della posizione internazionale, c'è solo una scelta credibile.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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