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Pristina - Due persone accusate di aver pianificato l'attacco terroristico alla partita di calcio tra l'Albania e Israele, nel 2016, hanno ammesso la colpa durante il processo a Pristina. Secondo la Procura Speciale del Kosovo, Kenan Plakaj aveva prodotto i…
Pristina - Due persone accusate di aver pianificato l'attacco terroristico alla partita di calcio tra l'Albania e Israele, nel 2016, hanno ammesso la colpa durante il processo a Pristina. Secondo la Procura Speciale del Kosovo, Kenan Plakaj aveva prodotto i mezzi esplosivi, mentre Besart Peçi era in possesso di armi automatiche e di circa 90 pallottole. Precedentemente, la colpa l'aveva ammessa anche l'altro accusato, Arton Ahmeti. I tre fanno parte del gruppo di 9 persone sospettate di aver pianificato gli attacchi terroristici, a novembre del 2016, durante la partita di calcio, a Scutari, tra Israele e l'Albania. All'epoca, la Polizia del Kosovo in cooperazione con quella dell'Albania ha arrestato 18 persone sospettate di essere connesse al gruppo militante dello Stato Islamico, per pianificare attacchi in Albania e in Kosovo. In quel periodo, la Polizia ha affermato che gli arresti hanno prevenuto gli attacchi terroristici nella partita di calcio che doveva svolgersi a Scutari, ma poi è stata trasferita nella città di Elbasan. Delle 18 persone, solo 9 sono state accusate.<br /><br /> Secondo l'atto-accusatorio, 4 imputati "avevano l'obiettivo di spaventare seriamente la popolazione, destabilizzare e distruggere le strutture fondamentali politiche, costituzionali, economiche e sociali dei Paesi dei Balcani e successivamente creare nel territorio lo Stato Islamico. I terroristi, deliberatamente, hanno risposto all'appello del membro della organizzazione terrorista ISIS, l'imputato Lavdrim Muhaxheri, di realizzare un atto terroristico, il quale, attraverso regolari contatti con l'imputato V.I., via internet con l'applicazione Telegram, ha chiesto di eseguire l'attacco ai calciatori e ai tifosi israeliani che dovevano arrivare in Albania, nella città di Scutari, per la partita prevista per il 12 novembre 2016". La partita si svolgeva per la qualificazione al mondiale in Russia, nel 2018.<br /><br /> Stando all'accusa i due imputati, "durante il mese di novembre 2016, su richiesta dell'imputato Lavdrim Muhaxheri, hanno preparato gli attacchi terroristici in Kosovo, contro i funzionari internazionali e le istituzioni della sicurezza".<br /><br /> In questo processo giudiziario, Kenan Plakaj è stato accusato di: importazione, esportazione, fornitura, trasporto e produzione non autorizzata di materiali esplosivi, mentre Besart Peçi e Leotrim Musliu di possesso non autorizzato di armi. I mezzi esplosivi e le armi sono state confiscate durante i controlli. Uno di loro è stato accusato anche "di aver deliberatamente partecipato all'attività del gruppo terroristico, quando il 1° novembre del 2013 è partito dall'aeroporto di Pristina per Istanbul, da dove, illegalmente, è passato in Siria dove si è unito al gruppo degli albanesi che combattono tra le file dell'organizzazione terroristica Al Nusra, partecipandone attivamente alle attività per due settimane. Mentre il 17 novembre 2013, dalla Siria di nuovo è passato in Turchia e, attraverso Istanbul, è ritornato, in aereo, a Pristina".<br /><br /> Nel discorso di apertura davanti alla corte, il PM della Procura Speciale del Kosovo, Merita Bina- Rugova ha considerato che, in modo convincente, verrà provato che tutti gli accusati che "sostengono l'ideologia dell'ISIS" hanno commesso i reati penali dei quali sono accusati. Secondo il PM, gli accusati hanno fatto il giuramento davanti al leader dell'organizzazione fino al sacrificio finale.<br /><br /> "È chiaro che per commettere tali reati, gli accusati non si sono affatto uniti per caso, ma sono stati scelti in base a degli importanti criteri per la realizzazione dello scopo dello Stato Islamico, come persone affidabili e pronte a sacrificarsi per la causa. Gli stessi hanno agito in modo organizzato, mentre le loro azioni sono state dirette e finanziate dai leader dalla Siria, con i quali hanno avuto contatti diretti", ha aggiunto Bina-Rugova.<br /><br /> Dall'altra parte, la difesa degli accusati, che non hanno ammesso la colpa, ha affermato che non esistono sono sufficienti prove per i reati penali di cui sono accusati. Ali Latifi, avvocato dell'accusato Visar Ibishi, ha sostenuto che la Procura ha presentato, in questo caso, delle prove improvvisate.<br /><br /> "Mi piacerebbe molto che l'accusa fornisse delle prove concrete come previsto dalla legge e non delle improvvisazioni ... I libri religiosi sarebbero atti terroristici, il libro come libro è cultura di ogni nazione", ha detto Latifi.<br /><br /> Dei libri religiosi ha parlato anche l'avvocato di Burim Istrefi, Ndrec Dodaj, il quale ha detto che "il nostro codice penale non sanziona il possesso di questa letteratura", definendo l'atto-accusatorio totalmente insensato.<br /><br /> "Se la Procura realmente pensa che l'accusato con gli altri causino paura a causa dell'appartenenza religiosa, io come cittadino di un'altra comunità religiosa, non avrei preso il ruolo di difensore", ha affermato l'avvocato Dodaj.<br /><br /> Gli altri accusati sono Visar Ibishi, Burim Istrefi, Leotrim Vojvoda, Flamur Gashi, Lulzim Gashi, Arton Ahmeti, Kenan Plakaj, Leotrim Musliu e Besart Peci. Secondo l'atto-accusatorio, Visar Ibishi, Burim Istrefi, Leotrim Vojvoda e Flamur Gashi, attraverso l'applicazione "Telegram", deliberatamente, hanno accettato l'appello di Lavdrim Muhaxheri, ex leader degli albanesi dell'ISIS di attaccare i giocatori e i tifosi di Israele. Arton Ahmeti e Lulzim Gashi sono accusati di aver preparato gli atti terroristici in Kosovo contro i funzionari internazionali e delle istituzioni di sicurezza.<br /><br /> Dall'inizio del conflitto in Siria, circa 317 cittadini del Kosovo, probabilmente, sono stati coinvolti nei conflitti nel Medio Oriente. Circa 120 sono ritornati in patria, per lo più delusi da ciò che hanno visto. Circa 200 persone sono state arrestate o indagate e oltre 50 persone sono state condannate, finora, per coinvolgimento nelle guerre in Medio Oriente e incitamento e reclutamento dei combattenti. Le cifre approssimative ufficiali indicano che, in Medio Oriente, ancora, ci sono 140 cittadini del Kosovo, di cui 75 sono combattenti, 38 donne e 27 bambini. Circa 60 persone hanno perso la vita in Medio Oriente. Tra questi, il più famoso è Lavdrim Muhaxheri, morto in Siria nella primavera del 2017, almeno come affermano i familiari e la Polizia. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> <br />
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