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Skopje - L'albanese è diventato lingua ufficiale nella Fyrom-Macedonia: durante una tesa sessione plenaria, il Parlamento macedone ha approvato, con 64 voti a favore, la legge che ufficializza l'utilizzo della lingua albanese a livello locale e centrale. Il…
Skopje - L'albanese è diventato lingua ufficiale nella Fyrom-Macedonia: durante una tesa sessione plenaria, il Parlamento macedone ha approvato, con 64 voti a favore, la legge che ufficializza l'utilizzo della lingua albanese a livello locale e centrale. Il Presidente del Parlamento, Talat Xhaferi, ha trasmesso gli auguri agli albanesi della Fyrom-Macedonia sui social mentre il deputato di BDI, Artan Grubi l'ha definito un giorno straordinario per gli albanesi.<br /><br /> Il Parlamento macedone aveva approvato questa legge già nel mese di gennaio con 69 voti, ma la stessa non è stata decretata dal Presidente Gjorge Ivanov, e questo ha fatto si che la legge venisse rinviata per la terza volta in Parlamento.<br /><br /> L'approvazione della legge sull'utilizzo delle lingue è l'ultimazione dell'accordo di Ohrid, raggiunto nel 2001, che ha messo fine al conflitto armato tra le forze governative e gli insorti albanesi che chiedevano maggiori diritti nella Fyrom-Macedonia.<br /><br /> In base alla legge tutti gli organi del potere centrale, le istituzioni centrali, le imprese pubbliche, le agenzie, le direzioni, le istituzioni, le organizzazioni, le commissioni e le persone giuridiche che esercitano le funzioni pubbliche, affianco alla lingua macedone utilizzeranno anche la lingua usata dal 20% dei cittadini, l'albanese. La legge è stata approvata con crescenti tensioni culminate in violenza tra l'ex Premier Nikola Gruevski e il Presidente del Parlamento, Talat Xhaferi. La mancata inclusione dei 35000 emendamenti proposti dal partito d'opposizione, VMRO-DPMNE, ha fatto sì che il deputato nonché ex Premier della Fyrom-Macedonia, Nikola Gruevski, cercasse di impedire la votazione. Ma di fronte al rifiuto di Xhaferi di interrompere la sessione, Gruevski l'ha attaccato verbalmente, bagnandolo anche con un bicchiere di acqua. L'intervento della sicurezza del Parlamento ha impedito uno scontro fisico tra Gruevski e Xhaferi. L'ex leader di VMRO ha chiesto che venissero esaminati i 35000 emendamenti, mentre il Presidente ha già aperto la discussione sulla legge della lingua, il primo punto all'ordine del giorno, invece, l'altro deputato dell'opposizione, Ilija Dimovski, ha chiesto che la legge passasse alla Commissione sulle Questioni del Regolamento per risolvere le incertezze sui 35.000 emendamenti. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Intanto, fuori dal Parlamento della Fyrom-Macedonia, ci sono state proteste contro la legge per le lingue. Seppure in piccolo numero, i manifestanti hanno sottolineato che non si arrenderanno e proseguiranno le proteste, dicendo che andranno tutti nella prigione di Shutka, se sarà necessario, per difendere la Fyrom-Macedonia. Sui social, i vari profili, che hanno il simbolo di VMRO-DPMNE, hanno sollecitato a protestare in massa e a bloccare le strade, in segno di rivolta contro la votazione della legge per la formalizzazione della lingua albanese, sono presenti centinaia di messaggi con linguaggio di odio che incentivano la violenza inter-etnica nel Paese. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Il giornale ha ricordato, intanto, il cambiamento della posizione di Nikola Gruevski in merito alla lingua albanese: è stato pubblicato un video quando l'allora Premier Gruevski si sforzava a parlare in albanese, promuovendone l'utilizzo, ma ora, all'opposizione, ha cambiato idea. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> Ivanov è tenuto a decretarlo<br /><br /> Dopo l'approvazione, alla terza lettura in Parlamento della legge sull'utilizzo delle lingue, il Presidente della Repubblica, Gjorgje Ivanov l'ha definita "incostituzionale, anti-statale e un incentivo alle tensioni inter-etnicche". Mediante un comunicato, Ivanov ha detto che mai decreterà una legge approvata con violenza istituzionale che colpisce la democrazia.<br /><br /> "Come Presidente della Repubblica, non lo permetterò. Non firmerò un decreto per una legge approvata in questo modo. La Costituzione e la mia coscienza non mi permettono di firmare un decreto che annuncia una legge che abusa della bandiera europea, una legge per cui non è stato condotto neanche un dibattito sulle modifiche e sugli emendamenti evidenziato tramite i miei suggerimenti, la legge è stata approvata nonostante tutte le procedure, la legge è incostituzionale e viola tutte le garanzie date", ha scritto il Presidente Ivanov, rivolgendo un messaggio ai parlamentari "spero che siate consapevoli delle conseguenze che verranno".<br /><br /> Nonostante l'opposizione a firmare il decreto, il Presidente Ivanov, a questo punto, sarà tenuto a piegarsi alla volontà del legislativo e decretare, per normativa, la legge. A ciò lo vincola in modo specifico l'art. 75 della Costituzione, se la legge si approva, per la seconda volta, in Parlamento. <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a> <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /> <br /> <br />
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