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NOTIZIE · OI-344456 · 14/03/2018 14:30:27 · 3020 g fa6 min lettura
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Serbian Stream dipende da Bruxelles

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Il fatto che la Gazprom ha ricapitalizzato la società Gastrans, fino a poco tempo fa chiamata South Stream Serbia (Juzni tok Srbija), è un segnale positivo che mostra che la costruzione del gasdotto Serbian Stream non è solo teoria, ma che ci sono…

Belgrado - Il fatto che la Gazprom ha ricapitalizzato la società Gastrans, fino a poco tempo fa chiamata South Stream Serbia (Juzni tok Srbija), è un segnale positivo che mostra che la costruzione del gasdotto Serbian Stream non è solo teoria, ma che ci sono indicazioni che qualcosa cambia in questo senso per gli interessi della Serbia, così afferma il pubblico esperto.<br /> <br /> Nikola Rajakovic, professore presso la Facoltà di Ingegneria Elettrica di Belgrado ed ex Segretario di Stato presso il Ministero dell'Energia della Serbia, ha detto, il 19 febbraio, al quotidiano serbo Danas, che questa è una buona notizia che dà la speranza che nel prossimo futuro attraverso il territorio della Serbia sarà costruito un gasdotto di transito verso i Paesi dell'Unione europea (UE). "In altre parole, basandosi sulle ultime mosse prese dal CdA della russa Gazprom, si ipotizza che Mosca non abbia rinunciato a costruire il gasdotto attraverso la Serbia, indipendentemente dal fatto che il progetto South Stream è stato fermato. Come una grande azienda, la Gazprom opera esclusivamente su principi di mercato e non avrebbe mai agito contro i propri interessi commerciali. Allora, se non intendeva costruire il gasdotto attraverso la Serbia, la Gazprom si sarebbe ritirerebbe dalla joint venture costituita a tale scopo, con il 51% delle azioni, mentre la parte serba detiene il 49%. La società russa non avrebbe ricapitalizzato la società Gastrans, come ha fatto di recente, e in tale modo, non sarebbe entrata in un investimento che non è redditizio. La Gazprom è una società che opera in modo serio, non registra perdite e compie ogni sua mossa in linea con la realizzazione di interessi finanziari pianificati", ha affermato Rajakovic aggiungendo che, sulla base di tutto ciò, il pubblico in Serbia può ragionevolmente sperare di vedere il momento in cui la costruzione del gasdotto di transito attraverso la Serbia sarà una realtà, e che il progetto Serbian Stream, come continuazione del gasdotto Turkish Stream, può davvero diventare realtà e portare alla Serbia un vantaggio finanziario, attraverso il pagamento di tasse di transito.<br /> <br /> Anche Vojislav Vuletic, segretario generale dell'Associazione del Gas della Serbia, condivide il parere di Rajakovic, con la conclusione che il presupposto fondamentale per una cosa del genere è che l'Unione Europea cambi la propria posizione sulla costruzione di un'infrastruttura comune del gas con la Russia. Quindi, dopo la crisi e la guerra in Ucraina, l'UE ha interrotto ogni tipo di cooperazione con Mosca in questo segmento. "Tuttavia, sembra che le cose si stiano muovendo da un "punto morto". In altre parole, l'impressione è che i Paesi dell'Unione Europea, in primo luogo Germania e Francia, vogliano smettere di seguire la linea degli Stati Uniti (USA) che non sostengono lo sviluppo dei progetti di gas russi in Europa. D'altra parte, i consumatori dell'UE hanno bisogno del gas russo, e Berlino e Parigi vogliono quindi condurre una politica indipendente, in questo campo, in relazione agli USA. In generale, l'uscita del Regno Unito dall'UE mostra che questa comunità avverte sempre più la tendenza a non seguire le opinioni di Washington sulla questione della fornitura del gas russo all'Europa. Quindi, è stato osservato che il gas russo non ha alternative in Europa in questo momento. Mosca monitora da vicino tutti i segnali inviati dall'UE e, in linea con questo, si dovrebbe anche osservare la decisione della Gazprom non solo di non lasciare la joint venture per la costruzione del gasdotto in Serbia, ma anche di ricapitalizzarla", ha spiegato Vuletic.<br /> <br /> Dusan Bajatovic, direttore della società pubblica Srbijagas, ha affermato che la decisione del CdA della Gazprom di aumentare la propria partecipazione nella società Gastrans non significa modificare la quota di partecipazione. "Si tratta della ricapitalizzazione della Gastrans, ma fatta in modo che i diritti e le quote nella società restino gli stessi, ovvero il lato russo continua ad essere l'azionista di maggioranza con il 51% del capitale, e la parte serba continua ad avere il 49%", ha detto Bajatovic.<br /> <br /> Il professore presso la Facoltà di Economia di Belgrado, Ljubodrag Savic, spiegando esattamente cosa significa la ricapitalizzazione della società senza cambiare la struttura proprietaria, ha detto che questo significa che entrambe le parti hanno investito denaro in proporzione alle loro azioni, e ha aggiunto non c'è niente di strano. "Molto più importante è sapere se la nuova società Gastrans costruirà alcuni dei gasdotti annunciati, in modo da non finire come la precedente società South Stream Serbia", ha affermato Savic, e ha aggiunto che tutto questo deve essere completato legalmente, in modo che la Gastrans sia pronta se il Turkish Stream viene costruito attraverso la Serbia. "Se il Turkish Stream sarà costruito attraverso la Serbia, ciò dipenderà da Bruxelles e da Washington, ovvero dalla loro politica, anche se dubito che questi ultimi permettano che il gas russo passi per questa parte dei Balcani e per l'Europa. Per noi è positivo che la Turchia, grande forza e membro della NATO, si stia pronunciando in merito", ha sostenuto Savic.<br /> <br /> Il presidente dell'Associazione di Gas della Serbia, Vojislav Vuletic, ha sottolineato che le cose di cui parla Savic potrebbero accadere dopo che l'Unione europea ha chiaramente affermato di non avere nulla contro la costruzione del gasdotto. "Con l'estensione del Turkish Stream attraverso i Balcani, la Serbia, non solo diventerà un Paese di transito ma, con adeguate capacità di stoccaggio del gas, può essere un magazzino significativo", ha detto Vuletic.<br /> <br /> "Le nostre speranze di collegamento con la Bulgaria sono legate al collegamento di quest'ultima al Turkish Stream e, in seguito, al Corridoio meridionale del gas, il gasdotto europeo che porterà il gas dall'Azerbaijan attraverso la Turchia, la Grecia, l'Albania, verso l'Italia meridionale. Per quanto riguarda la costruzione del gasdotto verso l'Ungheria, questo è un investimento importante e la domanda è chi lo finanzierà, perché è ancora in fase di negoziazione. Allo stesso modo, sia la Bulgaria che la Serbia hanno firmato, lo scorso anno, con la Gazprom una road map per la costruzione delle capacità di trasporto del gas nei propri territori", ha riferito il quotidiano serbo Politika.<br /> <br /> Ricordiamo che il Primo Ministro della Serbia, Ana Brnabic, ha recentemente dichiarato che, attraverso il territorio della Serbia, al posto del gasdotto South Stream, verrà costruito il Serbian Stream, il quale rappresenterebbe la continuazione del cosiddetto Turkish Stream.<br /> <br /> Anche se gli esperti stanno sottolineando che questo progetto sarebbe di grande importanza per la Serbia, d'altra parte, avvertono che è necessario creare alcune precondizioni per una cosa del genere. La prima condizione è che la Russia decida che il Turkish Stream, attualmente designato come progetto regionale per la fornitura di gas russo a quel Paese, diventerà il gasdotto che da questa direzione fornirebbe il gas all'Europa.<br /> <br /> Il secondo presupposto è che l'Unione Europea approvi ai Paesi membri di attuare tale progetto perché in questo momento Bruxelles insiste sul fatto che il proprietario del gasdotto nel territorio dell'UE non può al tempo stesso essere proprietario del gas distribuito, il che apre la questione su chi costruirà il gasdotto attraverso il territorio dell'UE. La Gazprom non può farlo a meno che Bruxelles non dica diversamente. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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32
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Aziende
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