Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - Potenti gruppi del Kosovo che operano nel mercato della cocaina in Svizzera possono essere gli ordinatori di una parte della cocaina sequestrata a Maminas, il 27 e il 28 febbraio. Così, almeno, sospetta il gruppo d'inchiesta del caso "Cocaina". Gran…
Tirana - Potenti gruppi del Kosovo che operano nel mercato della cocaina in Svizzera possono essere gli ordinatori di una parte della cocaina sequestrata a Maminas, il 27 e il 28 febbraio. Così, almeno, sospetta il gruppo d'inchiesta del caso "Cocaina". Gran parte dei 613 kg di cocaina aveva come principale destinazione la capitale della Germania, scrive il quotidiano kosovaro "Koha Ditore". I frequenti viaggi (6 volte al mese) di Donald Lushaj in Kosovo, con due diversi veicoli, hanno fatto sospettare che una parte della cocaina sarebbe stata inviata anche in Svizzera. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Lushaj, amministratore della società "Arbri Garden", che aveva ordinato le banane dalla Colombia, e l'autista del camion, Armando Pezaku, che trasportava il container di banane in cui era stata nascosta la cocaina, sono stati arrestati dalla Polizia. Lushaj ha sempre proclamato la propria innocenza: "Sono 4 anni che lavoro come manager della Arbri Garden. Non avevo alcun modo di ordinare i carichi, perché lo faceva il titolare Arbri Çekaj - Jansen, principalmente in Colombia, Ecuador e Argentina. L'ordine, questa volta, è venuto in ritardo: il fermo per un controllo, nel porto di Livorno in Italia, ha fatto sì che il carico ritardasse, mentre al proprietario Arber Çekaj, tramite e-mail, è stato chiesto di pagare altri 4000 euro per il carico-scarico delle banane", ha detto Lushaj, al quale, dopo il ritardo, il 27 febbraio, ha telefonato il dipendente della dogana di Durazzo, Arlind Madani, che gli ha chiesto di presentarsi perché lo scanner aveva dato il segnale rosso sul carico, ma una volta controllato, gli è stato permesso di proseguire il viaggio verso Maminas<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a>.<br /><br /> Nel corso della sessione giudiziaria a porte chiuse, in cui fu comminato l'arresto con carcere per Lushaj e Pezaku, un rappresentante dell'accusa ha detto che le autorità doganali albanesi sono state informate dalla parte italiana sul carico di 613 kg di cocaina. Nel mese di gennaio, quando il container con 20 tonnellate di banane si trovava nel porto di Livorno in Italia, le autorità doganali hanno avuto sospetti sul carico. In quel momento è stato informato il Paese accogliente, l'Albania. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Fonti della Procura dei Crimini Gravi hanno dichiarato che il carico è stato scaricato a Livorno, dato che si sospetta che gli agenti doganali abbiano costatato degli interventi e tracce di silicone. Per provare i loro sospetti è stata eseguita una perforazione nel fondo del container, dove è stato trovato il carico della droga, quindi è stato concesso di arrivare alla destinazione per essere consegnata agli ordinatori in modo da poterli scoprire. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Intanto, il Ministro colombiano della Difesa, Luis Carlos Villegas, ha affermato che la considerevole quantità di cocaina sequestrata in Albania apparteneva all'organizzazione criminale colombiana "Clan del Golfo": "l'Esercito Nazionale della Colombia ha informato che durante l'operazione congiunta con gli agenti internazionali sono stati catturati 613 kg di cocaina presso la banda criminale 'Clan del golfo', nel porto di Durazzo, in Albania".<br /><br /> Secondo Villegas, il "Clan del Golfo" ha contatti in diversi porti d'Europa dove invia i carichi di droga, ma, nonostante ciò, l'organizzazione ha perso, dal 2014, circa 6 miliardi di USD. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Prima di sparire, il titolare della società commerciale "Arbri Garden", Arber Cekaj, ha rilasciato una breve intervista per i media: "Sono di Tropoja, ma non so neanche usare un'arma, non ho legami politici. Rivelerò la verità. Non sono pesce, ma rana", ha affermato Cekaj, ricercato sul carico di droga giunto insieme con le banane dalla Colombia.<br /><br /> Nella connessione telefonica, in esclusiva per la "News24" dalla Germania, Arbër Çekaj ha sottolineato che non c'entrava con la droga, affermando che quest'accaduto si sta usando politicamente.<br /><br /> "Dal momento che ho appreso la notizia, ho fatto il biglietto. Ho sentito dire dai politici albanesi che questo è del PD, di quello o quell'altro partito. Sono di Tropoja, ma non so usare armi, non c'entro con la politica e non ho legami. Farò luce sulla verità. Non ho mai avuto problemi con le autorità tedesche e neanche con quelle albanesi. Viaggio dal Kosovo, perché il biglietto è più conveniente da lì (invece che da Rinas). Sono andato a Düsseldorf. Ritornerò passando per il Kosovo in Albania. Si stanno dicendo molte falsità. Complimenti a colui che ha sottratto la droga, sono molto felice che sia stata sequestrata. Ma le cose non vanno fatte senza fatti. La falsità non può reggere", ha riferito Arber Çekaj.<br /><br /> Un giorno dopo, l'accusa ha sequestrato alla redazione di News24 il materiale dell'intervista telefonica rilasciata in esclusiva da Cekaj. <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.