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Tirana - L'amministrazione fiscale verificherà tutte le transazioni bancarie della società IRTC, che sfruttò per più di un anno la raffineria di petrolio a Ballsh, creando un debito di milioni di euro verso il fisco. Il 5 dicembre, la direzione del fisco di…
Tirana - L'amministrazione fiscale verificherà tutte le transazioni bancarie della società IRTC, che sfruttò per più di un anno la raffineria di petrolio a Ballsh, creando un debito di milioni di euro verso il fisco. Il 5 dicembre, la direzione del fisco di Tirana ha chiesto alle banche commerciali le informazioni su ogni transazione effettuata dalla IRTC per verificare se la società ha trasferito i soldi in altri conti correnti in Albania o all'estero. Fonti dall'amministrazione fiscale, dicono che già all'inizio di dicembre, alla Ionian Refining and Trading Co. – IRTC, amministrata da Mitat Sulaj, sono stati bloccati tutti i conti correnti, mentre sui suoi assets è stato posto l'onere assicurativo ed ipotecario. Le imposte non hanno rivelato altri dettagli, ma dicono che, dopo la scadenza del termine di un mese dall'ordine sull'onere di sicurezza, tutti gli assets saranno sequestrati. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Intanto, il portale economico "Monitor" ha scoperto che i contractor hanno chiesto alla Ionian Refining dhe Trading Co. –IRTC i pagamenti dovuti; queste richieste hanno fatto sì che solo negli ultimi dieci giorni si siano stabilite due misure di sequestro sui conti e sulle azioni della società. La prima richiesta di sequestro è stata fatta il 15 febbraio 2018 per conto della società KAPPA Oil che chiede 4.3 milioni di ALL, secondo una decisione del Tribunale di Durazzo. La seconda misura di sequestro è sulle azioni e i conti della società: il 22 febbraio 2018 sono stati richiesti 70.5 milioni di ALL dalla R.B.H Beline.<br /><br /> La IRTC ha chiuso l'attività lo scorso dicembre con 35 milioni di euro di debiti verso il fisco. La società ha preso in utilizzo la raffineria della ARMO, a settembre del 2016, secondo un accordo con i creditori privati, ma anche con la benedizione del Governo, la quale ha definito un successo l'accordo, ma lo scorso dicembre, la IRTC ha lasciato senza stipendi i propri dipendenti, perché non veniva rifornita di petrolio dalla Bankers Petroleum. La Bankers ha dichiarato che la IRTC non l'aveva pagata e per questo non poteva fornire il petrolio. Il Ministro delle Finanze, Arben Ahmetaj, ha affermato che la società era un impresa privata e avrebbe dovuto, pertanto, rispettare i propri obblighi legali. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Secondo i dati dalle dogane, solo nel 2017, la società ha prodotto e venduto, sul mercato nazionale, 156.000 tonnellate di carburante, ma se pure ha incassato oltre 220 milioni di euro dalla vendita del petrolio, è riuscita a creare oltre 50 milioni di euro di debiti verso l'amministrazione fiscale, per tasse non pagate, principalmente l'IVA e la tassa di circolazione. Ma questa non è la prima volta in cui all'ARMO viene concesso di lavorare senza pagare tasse, causando grossi danni al bilancio. Anche nel 2008, quando fu privatizzata da Rezart Taçi e poi nel 2014 quando fu presa in sfruttamento dalla società azera, l'ARMO ha fatto evasione fiscale. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> La nuova società interessata<br /><br /> All'inizio di febbraio del 2018, si è appreso che l'Allum Enterprises voleva acquistare la raffineria. Secondo l'estratto del Centro Nazionale di Business, la Allum Enteprises è stata creata ad agosto del 2017 ed è controllata dall'ALLUM ENTERPRISES LIMITED, una società registrata in Inghilterra, a giugno del 2017. La sua attività è "agente nell'attività di vendita dei carburanti, metalli e sostanze chimiche". I suoi reali azionisti sono resi noti solo sulla sua pagina web. Su internet di questa società non si trova nessun'informazione, perché è una società offshore.<br /><br /> L'apparizione di questa società fu commentata dagli esperti come scenario volto a staccare in definitivo gli assets dell'ARMO dai suoi debiti e dai suoi subappaltatori. Attualmente, l'ARMO e i suoi subappaltatori sono pieni di debiti, creati nel corso degli anni: solo verso il fisco 240 milioni di euro (secondo le fonti ufficiali, senza calcolare le cancellazioni dell'amnistia fiscale). Dal 2008, quando la ARMO fu privatizzata dal gruppo Taçi Oil, che prese il controllo del 85% delle quote attraverso la società Anika Mercuria Rafinery Associated Oil-Amra Oil, per 128 milioni di euro, la società ha cambiato più volte la gestione. Nel 2013, gli azeri della Heaney Assets Corporation acquistarono il pacchetto d'azioni dall'AMRA Oil, ma poi si ritirarono. Nel 2014-2015, attraverso l'affitto, l'ARMO è stata sfruttata da Deveron Oil Albania, TPD-Trading Petrol & Drilling. Dopo un periodo di diversi mesi, in cui l'attività rimase sospesa, l'attività riprese a settembre del 2016, con l'arrivo dell'ITRC, che la chiuse come gli altri, con una fine senza gloria. Bisogna ricordare che il 15% delle azioni dell'ARMO sono ancora di proprietà dello Stato. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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