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Tirana - Il Dipartimento Americano dello Stato (DASH) ha pubblicato la decisione ufficiale sul divieto d'entrata negli Stati Uniti all'ex Procuratore Generale, Adriatik Llalla, persona legata a casi di corruzione.<br /><br /> Nella decisione pubblicata…
Tirana - Il Dipartimento Americano dello Stato (DASH) ha pubblicato la decisione ufficiale sul divieto d'entrata negli Stati Uniti all'ex Procuratore Generale, Adriatik Llalla, persona legata a casi di corruzione.<br /><br /> Nella decisione pubblicata sulla pagina ufficiale della DASH, si spiega che il Segretario di Stato, Rex Tillerson, ha approvato la misura di fermo a causa del coinvolgimento dell'ex funzionario albanese in grossi casi di corruzione.<br /><br /> "Le leggi statunitensi prevedono che nei casi in cui ci siano informazioni affidabili su funzionari esteri coinvolti in grossi casi di corruzione, o gravi violazioni ai diritti dell'uomo, a questi individui e alla loro vicina famiglia viene proibito l'accesso negli Stati Uniti. La legge inoltre prevede che il Segretario di Stato abbia il diritto di approvare pubblicamente o privatamente le sanzioni", si menziona sulla dichiarazione.<br /><br /> Oltre ad Adratik Llalla, Tillerson ha approvato il divieto anche a sua moglie, Ardjana, alla figlia Eni e a un altro figlio. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Il Washington Post, a proposito, scrive che "questo segna il primo caso pubblico nell'Albania post-comunista": il 2 febbraio del 2017, a una serie di pubblici ministeri e giudici albanesi, tra cui Llalla, fu rifiutato il rilascio del visto statunitense. La decisione precedeva il lancio del vetting e fu commentata ampiamente come un vetting americano sui funzionari di giustizia. Tale divieto fu seguito da una serie di accuse pubbliche tra Llalla, ancora in carica, e l'ambasciatore americano, Donald Lu. L'ambasciatore accusò Llalla di aver confiscato il server di ILDKPI, dove erano custodite le dichiarazioni di reddito dei funzionari statali. Si alludeva che i pubblici ministeri volessero manipolare le dichiarazioni del reddito prima che si lanciasse il Vetting. Llalla, invece, accusò l'ambasciatore americano di ricatto, lo chiamò "uomo di Soros", e gli menzionò la questione della Bankers Petroleum, su cui l'ambasciatore era intervenuto personalmente per chiudere le indagini... Anzi, Llalla lasciò intendere che Donald Lu avesse chiesto persino l'arresto di Sali Berisha. All'apice degli scontri politici, tra la maggioranza e l'opposizione, il 7 dicembre 2017, l'ambasciata americana confermò la propria posizione sul divieto al Procuratore Generale, cosa che pose fine al suo mandato e aprì la strada all'elezione del Procuratore Generale Provvisorio, basato sull'opinione delle due missioni, OPDAT ed EURALIUS.<br /><br /> Dopo aver lasciato l'incarico, Llalla chiese al Presidente della Repubblica di rimuoverlo dalle liste delle nomine come giudice. Mediante una lettera, Llalla informò il Presidente che rinunciava al diritto di essere nominato come giudice d'appello. L`ex Procuratore Capo informò anche gli organi del Vetting che non faceva più parte del sistema giudiziario e quindi era inutile sottoporsi al Vetting.<br /><br /> "La decisione di ritirarsi è una decisione individuale, ma il ritiro di qualche giudice o procuratore corrotto o incapace è una vittoria della battaglia per un sistema migliore giudiziario. La buona notizia è che loro non possono ritornare nel sistema per 15 anni", ha spiegato Lu. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Verso l'ex Procuratore Generale, Adriatik Llalla, il Vetting non avrà alcun effetto, perché la sua rinuncia a diventare giudice d'Appello ha messo la Commissione Indipendente di Qualifica (KPK) davanti all'indiscutibile decisione di interrompere il processo di Vetting nei suoi confronti.<br /><br /> Le dimissioni in qualsiasi momento, ossia l'esclusione dal Vetting, sono state concesse dalla Corte Costituzionale durante l'interpretazione della legge di rivalutazione (Vetting). Con l'entrata in vigore della legge sul Vetting hanno dato le dimissioni quattro giudici e PM che non hanno consegnato i fascicoli del reddito, dell'integrità personale e delle capacità professionali. I fascicoli dei dimessi e dei non idonei saranno archiviati, ma se richiesti dalla procura, allora saranno sottoposti anche al controllo penale. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> Questo significa, che se pure la Commissione Indipendente di Qualifica ha deciso di interrompere il processo di valutazione al reddito di Llalla, questo non significa che non possa essere indagato: la Procura ha diritto di chiedere informazioni supplementari al KPK, se scopre gravi violazioni, o corruzioni commesse dall'ex Procuratore Generale. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> Tuttavia, l'ultima parola sul ritiro di Llalla spetterà al Collegio di Reclamo, l'istituzione che esamina il reclamo presentato dal soggetto o dal commissario pubblico, su indicazione dall'interesse pubblico e dell'Operazione di Monitoraggio Internazionale (ONM). <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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