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Tunisi - La Tunisia ha espresso la sua insoddisfazione per la recente decisione della Commissione Europea (CE) di includerla nell'elenco dei "Paesi terzi che potrebbero essere fortemente esposti al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo".…
Tunisi - La Tunisia ha espresso la sua insoddisfazione per la recente decisione della Commissione Europea (CE) di includerla nell'elenco dei "Paesi terzi che potrebbero essere fortemente esposti al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo". Tramite una dichiarazione rilasciata dal Ministero degli Affari Esteri, la Tunisia ha stimato che il processo adottato dalla CE nel prendere questa decisione è stato "eccessivo e frettoloso", dato che l'autorità europea, in assenza di un sistema di valutazione specifico, ha adottato, in modo sistematico, una decisione emessa dal Gruppo di lavoro dell'Azione finanziaria della regione del Medio Oriente e del Nord Africa (GAFIMOAN). Lo stesso Ministero ha aggiunto che la Tunisia, che si è volontariamente sottoposta al monitoraggio, ha concordato con il gruppo un piano d'azione e ha compiuto passi importanti nella sua attuazione, piano che include una serie di impegni per lo sviluppo del quadro legislativo e finanziario entro la fine del 2018. "L'opposizione di 357 deputati del Parlamento europeo, di diversi gruppi, contro questa decisione, costituisce un chiaro apprezzamento per i grandi sforzi che il nostro Paese continua a mostrare tramite le sue istituzioni per rafforzare la legislazione e le finanze allo scopo di combattere il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo", ha sottolineato il Ministero degli Affari Esteri di Tunisi.<br /> <br /> Inoltre, il capo della delegazione dell'Unione europea (UE) in Tunisia, Patrice Bergamini, ha dichiarato, per i media, che il Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) ha presentato il suo rapporto e le sue raccomandazioni sulla questione, del 3 novembre 2017, assicurando che il voto dei deputati della Commissione europea non è stato una sanzione contro la Tunisia. "Ci sono delle carenze che sono state prese di mira dal GAFI e dall'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che hanno inviato una missione di esperti in Tunisia nel dicembre 2017 e nel gennaio 2018", ha affermato Bergamini. Quest'ultimo ha inoltre aggiunto che se la Tunisia si impegna nel lavoro di riforma strutturale, legislativa e normativa, sarà in grado di inviare al GAFI, nelle prossime settimane o mesi, buoni segnali per avere una nuova classificazione entro la primavera o la prossima estate. "Tutto dipende dalla volontà delle autorità tunisine in questo senso", ha sostenuto aggiungendo che il voto del Parlamento europeo è un appello alla vigilanza e un maggiore impegno per le riforme nel Paese nord africano.<br /> <br /> A sua volta, il Governo tunisino ha reagito rapidamente alla decisione del Parlamento europeo, di mercoledì 7 febbraio, di includere la Tunisia nella lista nera dei Paesi che non combattono abbastanza contro il riciclaggio di denaro sporco e il finanziamento del terrorismo. Per ciò, il Primo Ministro tunisino, Youssef Chahed, ha quasi immediatamente rimosso dall'incarico il governatore della Banca centrale tunisina (CBT), Chedly Ayari, di 84 anni, sottoposto a critiche per diversi mesi per il suo lento ritmo di avvio delle riforme. Il suo sostituto, Marouane Abassi, insegna all'Università di Cartagine e dirige l'ufficio della Banca Mondiale in Libia. È membro di diversi think tank internazionali.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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