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Podgorica - Il portale Glas Moskve (Voce di Mosca) ha pubblicato un testo in cui spiega che "il processo del secolo" sul caso "Colpo di Stato", che si sta svolgendo presso il Tribunale a Podgorica contro due cittadini russi, diversi cittadini serbi e la…
Podgorica - Il portale Glas Moskve (Voce di Mosca) ha pubblicato un testo in cui spiega che "il processo del secolo" sul caso "Colpo di Stato", che si sta svolgendo presso il Tribunale a Podgorica contro due cittadini russi, diversi cittadini serbi e la dirigenza del Fronte Democratico (DF), si è trovato in una situazione di stallo dopo la testimonianza del testimone-collaboratore Aleksandar Sasa Sindjelic e, in tali circostanze, il regime di Djukanovic ha deciso di ricattare direttamente il generale, in pensione, della gendarmeria serba, Bratislav Dikic, ha riferito, il 29 gennaio il portale montenegrino IN4S. Nell'articolo di Glas Moskve è stato spiegato che il crollo della testimonianza di Sindjelic è avvenuto con la presentazione della documentazione sui suoi movimenti e sugli incontri con i membri di un clan influente nella BIA serba, clan che era il sub-appaltatore del montaggio di "Colpo di Stato". Con tale documentazione gli avvocati hanno smontato le invenzioni su "incontri misteriosi" e "acquisto di attrezzature speciali". In questo modo il regime di Milo Djukanovic è rimasto senza il suo testimone principale e i membri dei servizi di sicurezza montenegrini hanno dovuto ricattare Dikic. Quest'ultimo, a settembre del 2017, ha dichiarato che era stato forzato a rilasciare false confessioni a causa delle pressioni e delle minacce che il procuratore speciale dello Stato, Milivoje Katnic, gli aveva rivolto il 12 novembre 2016. Il 25 gennaio 2017 Dikic ha, per la seconda volta, confermato di essere sotto la pressione delle autorità montenegrine,asserendo che, per ragioni misteriose, aveva rinunciato alla propria autorizzazione data a due noti avvocati, Goran Petronijevic e Milan Petrovic, che lo rappresentavano, completamente gratuitamente, al processo. Dopo di ciò, Dikic ha cambiato il proprio atteggiamento verso il testimone-collaboratore Sindjelic, ed era, quindi, evidente che nell'aula del Tribunale aspettava le istruzioni da Katnic per la propria testimonianza. Poco prima dell'inizio della testimonianza di Dikic, Katnic ha accusato in modo diretto le autorità della Russia di aver partecipato al ''Colpo di Stato'', dando, in tale modo, le ultime istruzioni a Dikic su quello che bisognava dire durante la testimonianza. In tale contesto, il portale Glas Moskve ha fatto presente che al generale in pensione, in una riunione del 22/23 gennaio 2017 (dal lunedì al martedì), è stato richiesto di annullare le autorizzazioni date agli avvocati della Serbia (Goran Petronijevic e Milan Petrovic), di chiedere l'avvocato d'ufficio, a cui non sarà permesso di studiare la documentazione del caso, di dichiararsi colpevole moralmente al primo processo, di accusare Belgrado di sapere tutto sulle attività di Sindjelic, di menzionare il DF e le sue "connessioni russe" riguardo a un certo incontro che avrebbe dovuto svolgersi alla vigilia della elezioni presso il monastero di Ostrog, sotto l'egida della Chiesa ortodossa serba. Dikic, finora, ha soddisfatto le richieste relative al cambio degli avvocati e ha anche detto qualcosa di indefinito sul DF, mentre il resto dovrebbe essere compiuto durante la sua "dichiarazione di complemento". Stando al presente articolo, le autorità montenegrine hanno promesso a Dikic, in cambio, un trattamento migliore in carcere e che avrebbe lasciato la custodia immediatamente dopo la fine del processo. La stessa fonte ha riferito che Mosca non è per niente preoccupata per il fatto di essere citata nel processo, mentre, d'altra parte, Belgrado sta seguendo con attenzione il processo, avendo contezza "del trattamento pessimo e scandaloso riservato a Dikic" e ricordando "che il Governo serbo ha dato garanzie per il suo rilascio cinque mesi fa, cosa che la parte montenegrina ha rifiutato". Alla fine dell'articolo, il portale Glas Moskve ha concluso che il processo "Colpo di stato", dopo la ridicola testimonianza di Sindjelic, otterrà un altro "testimone collaboratore", ossia un un generale serbo in pensione, malato e angosciato che non poteva sopportare la pressione del regime di Djukanovic.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il 30 gennaio in un certo senso sono state confermate le dichiarazioni del portale Glas Moskve: Dikic ha chiesto al tribunale superiore la cessazione della custodia, giustificando tale richiesta con le sue difficili condizioni di salute. L'avvocato di Dikic, Dusan Jovovic, ha confermato tale informazione. In questo contesto, il Consiglio del Tribunale, presieduto dalla giudice Suzana Mugosa, ha ripetutamente respinto i ricorsi per la determinazione di misure di custodia alternative per gli altri cittadini serbi: Dragan Maksic, Srboljubu Djordjević e Milan Dusic.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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