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Tirana - Pare che i problemi con la giustizia dell'ex magnate albanese del petrolio, Rezart Taçi, non siano finiti. Dopo essere stato dichiarato innocente dalla Corte d'Appello per l'accusa di mancato pagamento delle tasse e delle imposte, la Procura di…
Tirana - Pare che i problemi con la giustizia dell'ex magnate albanese del petrolio, Rezart Taçi, non siano finiti. Dopo essere stato dichiarato innocente dalla Corte d'Appello per l'accusa di mancato pagamento delle tasse e delle imposte, la Procura di Tirana ha accusato Taçi di aver evitato il pagamento dell'IVA, delle accise e della tassa sul carbone, quando gestiva la società ARMO. Secondo la Procura, l'evasione ammonta ad oltre 8 milioni di euro. Inizialmente ciò è stato constatato dall'audit del fisco che ha controllato l'attività della ARMO dal 2011 al 2013. Un importante fatto che dispone l'accusa è che, quando l'ARMO non liquidava gli obblighi fiscali affermando di essere insolvibile, proprio allora sono stati registrati dei considerevoli ritiri di diversi milioni di euro, dai conti correnti della società, soldi di cui non si sa dove siano finiti. Spetterà al Tribunale di Tirana valutare l'inchiesta della procura e gli argomenti contro, ma, come nel primo processo, Taçi è latitante, dato che da più di due anni ha lasciato il Paese. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Spiegazioni di Taçi sulla ARMO<br /><br /> L'ex amministratore della ARMO, nel 2008, Rezart Taçi, ha reagito, in diretta, alla trasmissione Opinion, telefonicamente da Istanbul, spiegando il proprio rapporto con la raffineria, e sottolineando di non avere alcun obbligo verso lo Stato albanese. Prima che si vendessero le azioni alla società azera, l'ARMO ha lavorato solo 6 mesi in 5 anni, pagando tutti i debiti ed obblighi. Esacerbato dalla situazione, Taçi ha dichiarato:<br /><br /> "Mi trovo a Istanbul, ma né in Albania né in nessun altro Paese del mondo ho alcuna condanna, né obblighi verso lo Stato o terzi. L'ARMO è stata acquistata per 128 milioni e 750 mila euro e, dopo tre mesi sono stati pagati altri 40 milioni di USD di obblighi che aveva la società. Durante la mia gestione, in 5 anni, questa società ha lavorato solo 6 mesi, e in questi 6 mesi sono stati pagati tutti i lavoratori".<br /><br /> Sottolineando di aver pagato i soldi della privatizzazione, 170 milioni di euro in totale, altri 230 milioni sono stati elargiti per mantenere i collaboratori senza lavoro:<br /><br /> "Per questa industria sono state approvate tutte le leggi ma non lavorerà mai, se non ci sarà professionalità da parte delle istituzioni dello Stato. La raffineria di Ballshi, perde 3 milioni di USD al mese, quindi, nel 2013 ho venduto la società con tutti gli obblighi, perché non ho visto professionalità da parte di varie istituzioni". In seguito Taçi ha lanciato una forte accusa contro l'ex Ministro delle Finanze, Ridvan Bode:<br /><br /> "Cosa ha fatto questo signore, lo sapete meglio voi che io. Sono state promulgate alcune leggi perché quell'industria non lavorasse e accumulasse perdite. Inoltre, non sono state applicate le leggi che rispettano gli standard internazionali. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> Il nuovo amministratore<br /><br /> Anche il nuovo amministratore della ARMO, Besnik Sulaj, ha partecipato telefonicamente alla trasmissione "Opinion" per spiegare la propria posizione in merito alla raffineria di petrolio. Il nome dell'imprenditore è stato connesso alla società IRTC, la quale ha ottenuto in gestione, nel mese di settembre del 2016, la società Armo. Sulaj ha affermato che, prima di tutto, l'amministratore della raffineria non è lui, bensì suo fratello e che le cifre menzionate (704 milioni di euro di debiti) non sono esatte e che la società azera non aveva obblighi verso lo Stato nel momento che l'ha lasciato, ma solo una multa di 100 milioni di euro dallo Stato albanese che ha costretto la compagnia ad abbandonare il Paese. Sulaj ha ammesso che l'ARMO ha 25 milioni di euro di debiti verso lo Stato, che, in base a un accordo con il fisco, saranno pagati a rate in due anni. Alla domanda se gestirà ancora la raffineria, Sulaj ha risposto:<br /><br /> "Le raffinerie sono come il lavoro del mulino, che se manca il grano non puoi metterlo in funzione. Se la Bankers (Petroleum) domani fornirà il petrolio greggio ci sarà lavoro per la raffineria. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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