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NOTIZIE · OI-343744 · 24/01/2018 08:25:06 · 3069 g fa3 min lettura
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Aspettiamo ancora giustizia!

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - Presso la Presidenza del Consiglio, il Premier Edi Rama ha ricevuto i familiari delle vittime che persero la vita nella protesta dell'allora opposizione socialista il 21 gennaio 2011. Rama ha assicurato che verrà fatta giustizia, non grazie al suo…

Tirana - Presso la Presidenza del Consiglio, il Premier Edi Rama ha ricevuto i familiari delle vittime che persero la vita nella protesta dell'allora opposizione socialista il 21 gennaio 2011. Rama ha assicurato che verrà fatta giustizia, non grazie al suo Governo, ma attraverso l'attuazione della riforma relativa.<br /><br /> "La riforma della giustizia è passata", ha detto Rama davanti ai familiari di Ziver Veizi, Faik Myrtaj, Hekuran Deda e Aleks Nika, che hanno perso la vita nella protesta convocata dall'opposizione socialista, davanti alla Presidenza del Consiglio.<br /><br /> Nel dicembre del 2017, il Governo ha approvato il fondo di 970.000 euro aggiuntivi alle famiglie delle 4 vittime. Questo è il secondo risarcimento dei danni dopo quello dello scorso 18 gennaio, per un totale di oltre 2 milioni di euro.<br /><br /> Il Governo ha argomentato che l'obbligo per la compensazione deriva dalle sentenze del Tribunale di Tirana. La Corte ha valutato che gli omicidi di Ziver Veizi, Faik Myrtaj e Hekuran Dedaj sono venuti a causa di negligenza e ha condannato l'ex comandante della Guardia della Repubblica, Andrea Prendi, a un anno di carcere, mentre il guardiano della Repubblica, Agim Llupo, a 3 anni.<br /><br /> All'epoca non si riuscì a stabilire l'arma dalla quale venne sparato il proiettile che ha colpito Aleks Nika, perché la pallottola era molto danneggiata. Durante il periodo all'opposizione, il Partito Socialista definì l'uccisione dei manifestanti un crimine statale, accusando direttamente l'ex Premier Sali Berisha. Con la seconda rata di risarcimento, i socialisti hanno mantenuto la promessa di elargire 525.000 euro per ogni persona uccisa dalla Guardia della Repubblica. Nonostante il risarcimento, la revisione del processo, accettata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, è in stallo, perché la Corte Suprema non intende riaprire il processo, quindi ha trasferito il caso alla Corte Distrettuale. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Cronistoria<br /><br /> <br /><br /> La protesta del 21 gennaio scoppiò dopo la pubblicazione di un video della trasmissione investigativa "Fiks Fare", che lanciò forti dubbi su alcuni atti corruttivi dell'ex Premier, Ilir Meta, con il Ministro dell'Energia, il defunto Dritan Prifti. Il video registrato da Prifti, riguardava una concessione dell'HEC, e una tangente di 700 mila euro. Meta diede le dimissioni e fu processato e riconosciuto innocente, ma l'opposizione sfruttò il video per accusare il Governo. Il 21 gennaio, negli scontri con la Polizia, i manifestanti diedero fuoco alle macchine parcheggiate e colpirono la Presidenza del Consiglio, la polizia rispose con gas lacrimogeno e acqua a pressione, mentre la Guardia della Repubblica con armi da fuoco, perché i manifestanti superarono lo sbarramento per entrare nel palazzo del Governo, il bilancio finale fu di 4 vittime e diversi feriti.<br /><br /> All'accaduto reagirono, esprimendo il cordoglio, il Presidente della Repubblica, Bamir Topi, il portavoce del Dipartimento Statunitense di Stato, l'Unione Europea e l'OSCE. Berisha asserì che i manifestanti erano armati, Rama esclamò che l'Albania era stata presa in ostaggio.<br /><br /> Le immediate conseguenze del 21 gennaio fecero sprofondare il conflitto politico: la Polizia rifiutò di eseguire i mandati di fermo della procura per i capi della Guardia della Repubblica, mentre il Premier Berisha attaccò verbalmente il Presidente della Repubblica, il Procuratore Generale e Ilir Meta.<br /><br /> Tutte le accuse furono dimenticate nella primavera del 2013, quando, il 1° aprile, Meta e Rama strinsero un patto di coalizione. Durante la prima commemorazione del 21 gennaio, dopo l'arrivo al potere del Governo PS-LSI, Meta scelse di non stare in Albania, cosa che continua a fare anche da Presidente del Paese. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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