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Sarajevo - Il 20 gennaio, i media bosniaco-erzegovesi hanno riferito che l'ispezione fitosanitaria russa "Rosselkhoznadzor" ha deciso di vietare l'importazione di mele provenienti dalla Bosnia-Erzegovina (BiH) per sospetto di ri-esportazione del prodotto da…
Sarajevo - Il 20 gennaio, i media bosniaco-erzegovesi hanno riferito che l'ispezione fitosanitaria russa "Rosselkhoznadzor" ha deciso di vietare l'importazione di mele provenienti dalla Bosnia-Erzegovina (BiH) per sospetto di ri-esportazione del prodotto da un Paese dell'UE. I Russi sospettano che una spedizione di quasi 19 tonnellate di mele, importata recentemente tramite una società di Bijeljina, non provenisse originariamente dalla BiH, ma dalla Polonia, visto che sono state trovate doppie etichette sulle scatole di legno contenenti la frutta. La Rosselkhoznadzor ha comunicato che i dati sull'origine delle mele, elencati nel certificato fitosanitario della spedizione controversa, non sono validi e ha disposto, conseguentemente, il controllo di quarantena sulle consegne ricevute in precedenza dalla BiH. Il certificato cita che le mele sono state prodotte da Nedzad Mujcinovic di Gradacac, mentre sono state esportate dalla società Fruct Company di Bijeljina. Mujcinovic, proprietario della "Agro Mujcinovic", ha confermato sia l'origine delle mele, che la vendita alla società di Bijeljina, ma ha aggiunto che non ha nulla a che fare con la ri-esportazione, anche perché alcune casse per l'imballaggio di mele sono state comprate come già usate, e quindi è possibile che su alcune siano rimaste le etichette di mele polacche. Miroljub Jovanovic, proprietario della Fruct Company Bijeljina, ha fatto notare c'è stato un errore nel processo di confezionamento della frutta, ma non da parte della sua società, bensì da parte della "Agro Mujcinovic". Jovanovic ha affermato di essere in contatto continuo con il partner russo, ma che il problema è complicato perché le autorità russe sono molto rigide. L'ispettorato della Republika Srpska ha notato un'altra stranezza: il certificato fitosanitario è stato rilasciato dall'ispettore del Distretto di Brcko, quando, invece, va generalmente rilasciato, dopo il controllo obbligatorio, nel luogo di carico, ossia a Gradacac, che non appartiene alla giurisdizione dell'ispettorato di Brcko. A questo proposito, Jovanovic ha affermato che dato che non è possibile eseguire lo sdoganamento a Gradacac, il posto più vicino era il distretto di Brcko. L'ispettorato della RS ha effettuato un controllo straordinario nei confronti dell'esportatore di Bijeljina ed è risultato che la spedizione, acquistata da una società di Gradacac il 10 gennaio, possedeva il documento sull'origine emesso dalla Camera del Commercio Estero della Bosnia-Erzegovina a Sarajevo, il quale conferma che le merci sono originarie della BiH. Il Ministro del Commercio Estero e dei Rapporti Economici della BiH, Mirko Sarovic ha incaricato la "Direzione per la protezione delle piante" di informare i Ministeri delle entità e del distretto di Brcko riguardo a questo caso, chiedendo alle istituzioni competenti di intraprendere tutte le attività al fine di chiarire l'accaduto. Sarovic ha confermato che il caso in questione indica una violazione dell'accordo e del protocollo firmato con la Federazione Russa, a causa un grave sospetto di abuso, comunque il suo Ministero porterà avanti i colloqui con la parte russa per ristabilire le esportazioni.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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