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Podgorica - L'associazione dei piccoli azionisti dell'EPCG ritiene che dovrebbe essere aperta una nuova miniera di carbone con equipaggiamento minerario moderno e un investimento di 13 milioni di euro, il che ridurrebbe il prezzo attuale del carbone da 25 a…
Podgorica - L'associazione dei piccoli azionisti dell'EPCG ritiene che dovrebbe essere aperta una nuova miniera di carbone con equipaggiamento minerario moderno e un investimento di 13 milioni di euro, il che ridurrebbe il prezzo attuale del carbone da 25 a 12 euro, ha riferito, lunedì 15 gennaio, il quotidiano montenegrino Dan. Stando alla stessa fonte, gli azionisti sono convinti che la loro proposta possa essere realizzata e, a tale proposito, hanno citato Slavoljub Popadic, direttore esecutivo della società Miniera di carbone Pljevlja (RUP), che ha recentemente confermato che è prevista la riduzione del prezzo del carbone per le esigenze della centrale termoelettrica Pljevlja (TE Pljevlja) a 16 euro per tonnellata. In precedenza, i politici dell'opposizione hanno reagito in merito alla dichiarazione di Popadic, sottolineando l'impatto devastante sulla RUP dovuto all'annunciata diminuzione del prezzo di carbone per le esigenze della TE Pljevlja. L'associazione dei piccoli azionisti dell'EPCG, dall'altra parte, ha notato che il fatto che Popadic, persona indubbiamente competente della RUP, sostenga che con l'attuale equipaggiamento la miniera trarrebbe profitto con un prezzo di 16 euro a tonnellata, mostra che il prezzo, con nuove attrezzature, nella nuova miniera di carbone a Pljevlja per le sole esigenze della TE Pljevlja, potrebbe essere inferiore a 12 euro a tonnellata. Il presidente dell'associazione dei piccoli azionisti dell'EPCG, Vasilije Milickovic, ha sottolineato che tale prezzo di carbone avrebbe provocato automaticamente un prezzo più basso dell'energia elettrica per tutte le famiglie per oltre il 20%, generando profitto solo per l'EPCG. Lo stesso ha aggiunto che c'è un conflitto d'interessi, perché per la RUP è conveniente un alto prezzo di vendita del carbone per un largo consumo, mentre, dall'altra parte, per l'EPCG, le famiglie e gli altri consumatori sarebbe conveniente un prezzo più basso del carbone. Per soddisfare entrambi, i piccoli azionisti si oppongono all'acquisto forzato di azioni dagli attuali azionisti della RUP, e propongono l'apertura di una nuova miniera di carbone per la quale il denaro necessario potrà essere fornito dai 20 milioni di dividendi, che, illegalmente, appartengono all'A2A, a causa della perdita di 150 milioni, non coperta, del precedente periodo. In tale contesto, Milickovic ha affermato che sarebbe meglio investire 20 milioni a Pljevlja, per armonizzare gli interessi dell'EPCG e dei cittadini di Pljevlja, perché non è chiaro a chi conviene pagare illegalmente 20 milioni di dividendi agli italiani, quindi ha invitato le autorità locali e tutti i partiti dell'opposizione a sostenere la sua proposta.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Riguardo alla TE Pljevlja, in questi giorni è attuale anche la questione della costruzione del secondo blocco, quindi, un membro del comitato centrale del Demos, Vuko Vlahovic, ha ricordato che una delle principali promesse elettorali del Partito Democratico dei Socialisti (DPS), durante la campagna elettorale, prima delle elezioni parlamentari del 2016, è stata la costruzione del secondo blocco della TE Pljevlja in collaborazione con la compagnia ceca Skoda Praha. Recentemente è stato comunicato che la collaborazione con la compagnia ceca è stata interrotta e che per la realizzazione dei potenziali energetici della regione di Pljevlja bisogna trovare un'altra soluzione. Commentando tale situazione, Vlahovic ha valutato che il DPS continua a fare false promesse, mentre il Montenegro sta perdendo tempo prezioso perché l'infrastruttura energetica sta diventando sempre più obsoleta. Lo stesso ha aggiunto che il caos nel settore energetico è aumentato all'annuncio del Governo, secondo cui i fondi per l'acquisto di azioni dell'A2A nell'EPCG saranno forniti dal riequilibrio del bilancio. Il funzionario del Demos ha concluso che tali inefficienza e incompetenza nella gestione di uno dei settori economici cruciali sono un indicatore chiaro delle competenze del Governo. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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