Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - L'Amministrazione Fiscale verificherà tutte le transazioni bancarie della società IRTC, la quale ha usufruito, per più di un anno, della raffineria di petrolio della ARMO a Ballsh e Fier creando oltre 50 milioni di euro di debiti nei confronti del…
Tirana - L'Amministrazione Fiscale verificherà tutte le transazioni bancarie della società IRTC, la quale ha usufruito, per più di un anno, della raffineria di petrolio della ARMO a Ballsh e Fier creando oltre 50 milioni di euro di debiti nei confronti del fisco. Top Channel ha appreso che, in data 5 dicembre, il Fisco di Tirana ha chiesto alle banche commerciali informazioni su ogni transazione condotta dalla Ionian Refining and Trading Company - IRTC sha, per verificare se la società ha trasferito denaro in conti correnti all'estero o all'interno del Paese. <br /><br /> Fonti vicine all'amministrazione fiscale hanno riferito che, all'inizio di dicembre, al soggetto IRTC con amministratore il cittadino Mitat Sulaj sono stati bloccati tutti i conti correnti bancari, e verso i suoi assets è stato posto l'onere assicurativo e di ipoteca. Il Fisco che ha avviato un'inchiesta su IRTC non ha reso noto a quanto ammonta il valore monetario bloccato e quello degli assets sopracitati. Tuttavia persone vicine all'amministrazione hanno riferito che, dopo la scadenza del termine di un mese dall'ordine relativo all'onere assicurativo, tutti gli assets saranno sequestrati come stabilito dalla legge per le procedure fiscali. Secondo i dati, la compagnia ha incassato oltre 220 milioni di euro dalla vendita di petrolio, ha creato oltre 59 milioni di euro di debiti, che sono tasse non pagate principalmente IVA e tasse di circolazione.<br /><br /> La IRTC ha ottenuto lo sfruttamento della raffineria di ARMO nel mese di settembre del 2016 dopo un accordo raggiunto con i creditori privati, ma anche la benedizione del Governo che ha definito l'accordo un successo. La crisi nella IRTC è stata scoperta all'inizio di dicembre quando i petrolieri delle raffinerie di Ballsh e Fier hanno realizzato delle proteste denunciando di aver percepito lo stipendio per il mese di novembre affianco al mancato pagamento delle assicurazioni sociali per più di un anno. I petrolieri e la società hanno raggiunto un accordo parziale su mediazione del Governo, ma hanno annunciato che, a inizio gennaio avrebbero avviato i colloqui sugli obblighi arretrati e il rilancio del lavoro della raffineria. Ma questa non è la prima volta che la ARMO si trova al centro dell'attenzione per gli obblighi non pagati ai dipendenti e allo Stato. Questo scenario si è ripetuto quasi ogni volta che sono cambiate le società amministratrici o i Governi. Anche nel 2009 quando è stata privatizzata da Rezart Taçi e più tardi nel 2014 quando è stata presa in gestione da una società azera la ARMO ha potuto commette un evasione fiscale di centinaia di milioni di euro di obblighi fiscali, che non sono stati mai ricuperati, ma sono rimasti come debito o sono stati condonati attraverso le amnistie. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Ricordiamo che secondo i dati dalle dogane, solo nel 2017 la società ha prodotto e venduto nel mercato nazionale 156 mila tonnellate di carburante. I due azionisti americani della IRTC, che sfrutta la ARMO, hanno dichiarato di non sentirsi responsabili della crisi e di attribuire tale responsabilità al loro partner albanese, l'imprenditore Besnik Sulaj. Mediante un comunicato ufficiale divulgato dalla società GOMG Holdings, Herry Sargeant e Mustafa Abu Naba’a, hanno reso noto che da mesi hanno venduto le proprie azioni al partner albanese, la Delvina Investment Partners Ltd e non hanno alcuna connessione con la società IRTC o la raffineria di Ballsh.<br /><br /> "Dal mese di maggio 2017, quando è stato firmato il memorandum per la vendita delle azioni, il sig. Sargent e Abu Naba’a non sono stati compresi in nessuna decisione del consiglio d'amministrazione della IRTC e le decisioni quotidiane sono state prese dal partner locale", è quanto si apprende dal comunicato. <br /><br /> I due azionisti americani hanno sottolineato che durante il periodo che hanno fatto parte della IRTC, la ARMO ha lavorato a piena capacità trasformando quasi l'intero petrolio prodotto in Albania.<br /><br /> "Il sig. Sargeant e il sig. Abu Naba’a sono dispiaciuti dalle notizie sulle difficoltà della raffineria, ma loro si sono ritirati da tempo dal loro incarico nella gestione della società", è stato comunicato in tale circostanza. <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Cosi, i titolari della società GOMG Holdings Ltd, Harry Sargent III e Mustafa Abu Naba’a, hanno venduto le loro azioni alla compagnia Ionian Refining and Trading Company, IRTC, la quale gestisce mediante un contratto d'affitto la raffineria di Ballshi. Stando al comunicato della COGM Holding LTD, il pacchetto minoritario presso la IRTC, è stato venduto ai suoi partner locali, sottolineando che la vendita del pacchetto azionario ha allineato "la proprietà e la gestione della compagnia".<br /><br /> La IRTC, registrata inizialmente presso le Isole Vergini Britanniche, aveva a capo del Consiglio di Supervisione Mustafa Abu Naba’a - imprenditore domenicano noto nell'arena internazionale di commercio del petrolio. Harry Sargeant è il vice presidente della società Global Oil Management Group Ltd, una impresa internazionale nel campo del petrolio con sede in Florida. Sargeant, che si stima avere una ricchezza di oltre 2 miliardi di USD, si è presentato come rappresentante del gruppo investitore nella raffineria di Ballsh nel mese di settembre del 2016, durante l'ispezione realizzata in occasione della rimessa in funzione dell'impianto insieme al Ministro delle Finanze, Arben Ahmetaj e il vice Premier Niko Peleshi. Intanto, dal mese di dicembre 2016, come amministratore dell'IRTC in Albania è stato nominato Mitat Sulaj, fratello del proprietario del complesso "Taiwan" a Tirana, Besnik Sulaj. <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> Problemi finanziari e proteste<br /><br /> Un anno dopo aver preso in affitto la raffineria di Ballshi dalla Banca Credins, la IRTC si trova in difficoltà finanziarie. I lavoratori o petrolieri della raffineria per svariati giorni hanno svolto delle proteste a Ballsh, Fier e Tirana chiedendo la liquidazione dei salari non pagati. In particolare i petrolieri hanno chiesto che venga loro pagato lo stipendio di novembre, mentre una parte di questi hanno salari arretrati da oltre un anno. I lavoratori hanno dichiarato che i loro stipendi non pagati non vengono riconosciuti dall'attuale amministratore dell'impianto, e temo che da molti mesi le loro assicurazioni non vengano pagate. Una parte dei petrolieri sono coinvolti in processi giudiziari per intascare i salari precedenti ma le decisioni dei tribunali richiedono tempo e in molti casi non trovano esecuzione. Attualmente i petrolieri sono senza lavoro, mentre la società di gestione IRTC ha spiegato per BIRN che il pagamento degli stipendi non è avvenuto perché si trovano a dover fare i conti con l'assenza di petrolio greggio, la cui mancanza ha portato alla chiusura della raffineria. La IRTC non è riuscita a procurarsi il petrolio greggio dal principale produttore in Albania, la Bankers Petroleum, ma un funzionario della Bankers ha detto alla BIRN che questa società non può rifornire petrolio alla raffineria senza prima ricevere i pagamenti. Va detto che le due raffinerie del Paese, quella di Ballsh e quella di Fier, costituivano un'impresa redditizia dello Stato albanese fino al 2008, capace di coprire fino al 25% del consumo locale dei derivati petroliferi. Le raffinerie sono entrate in perpetuate crisi dopo la privatizzazione nel 2008, quando è stata privatizzata la ARMO. <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <br /><br /> Nel 2013, gli azeri della Heaney Assets Corporation hanno acquistato il pacchetto azionario della AMRA Oil. Questi hanno sfruttato per un po' di tempo la società e poi se ne sono andati. Nel 2014-2015, mediante l'affitto la ARMO è stata sfruttata dalla Deveron Oil Albania, TPD-Trading Petrol & Drilling con amministratore Besnik Sulaj, conosciuto anche come Beso di Tajvani. Sulaj inoltre è conosciuto anche come persona più vicina al fratello del Premier Edi Rama, Olsi. Dopo un periodo di diversi mesi in cui l'attività è rimasta sospesa, nel mese di settembre del 2016 è giunta la ITRC. Alla fine del 2016, le cose sembravano aver preso il verso giusto, dopo che la società Jonian Refining dhe Trading Co. – IRTC SH.A ha iniziato ad utilizzare la raffineria problematica di petrolio, lanciando la trasformazione, in base ad un contratto stipulato con il più grande produttore di petrolio nel paese, la Bankers Petroleum. Ma, nell'elenco delle società debitrici risulta che la ARMO e le imprese che l`hanno gestita hanno creato nel corso degli anni circa 33 miliardi di ALL (circa 240 milioni di euro) di obblighi fiscali, che con il processo di cancellazione sono scesi a 13.2 miliardi di ALL a fine settembre 2017. Bisogna ricordare che il 15% delle quote della ARMO sono ancora in possesso dello Stato, ma dalle istituzioni statali, storicamente è mancata la trasparenza su quel che sta accadendo con una delle più importanti società nel paese. Intanto, negli ultimi giorni di dicembre, Besnik Sulaj, ha partecipato all'incontro che è stato svolto presso il Ministero dell'Energia con i petrolieri giunti a protestare a Tirana il 19 dicembre (2017), dove ha promesso loro il pagamento del salario entro il pomeriggio del giorno successivo. Questo è bastato a concludere la protesta e i petrolieri sono stati di nuovo ingannati. <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a> In occasione della protesta organizzata a Tirana, 1000 operai della raffineria hanno affermato che da 15 giorni sono senza lavoro dopo che l'Ispettorato Statale Tecnico Industriale ha sospeso il lavoro per condurre la revisione-riparazione su un reparto dell'impianto, dove circa 15 giorni prima vi è stata un'avaria che ha provocato il ferimento di un petroliere. Questi hanno chiesto l'intervento dello Stato per rifornire, con materie prime, l'impianto per il rilancio del lavoro secondo la promessa del Premier Rama che il petrolio albanese venga trasformato nell'impianto di Ballsh. <a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a><br /> <br /> <br />
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