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Sarajevo - La sessione della Camera dei rappresentanti del Parlamento della FBiH tenutasi il 19 dicembre è stata contrassegnata dalla proposta del deputato dell'SDP di Damir Masic relativa alla cancellazione di tutti i marchi nazionali dai nomi delle imprese…
Sarajevo - La sessione della Camera dei rappresentanti del Parlamento della FBiH tenutasi il 19 dicembre è stata contrassegnata dalla proposta del deputato dell'SDP di Damir Masic relativa alla cancellazione di tutti i marchi nazionali dai nomi delle imprese pubbliche in cui i diritti di gestione sono esercitati dal Governo della FBiH. La proposta è stata accettata e in questo modo i rappresentanti dei bosgnacchi potranno tentare di disciplinare i croati bosniaci. L'inserimento del presente punto all'ordine del giorno è stato sostenuto da 58 parlamentari, 13 croati si sono detti contrari e cinque si sono astenuti. Dopo la votazione, i croati hanno lasciato la sessione. Presentando la sua proposta, il deputato Masic ha affermato che ci sono aziende pubbliche nella giurisdizione del Governo della FBiH che hanno un prefisso nazionale nel loro nome, come ad esempio la società Hrvatske telekomunikacije Mostar (Telcomunicazioni croate Mostar) o un nome inesistente come nel caso della società Elektroprivreda Hrvatske zajednice Herceg Bosne (elettro-economia della comunità croata della Erzeg-Bosnia) e che è giunto il momento in cui i nomi inappropriati di queste società, i cui proprietari sono praticamente tutti cittadini della FBiH, vengano cambiati. Commentato tale proposta , il deputato cella coalizione HDZ - HNS Boris Barun ha affermato che la stessa è piena di carenze formali e giuridiche e che non è stata presentata in conformità con le procedure stabilite. Quest'ultimo ha spiegato che su una proposta del genere dovrebbe esprimersi prima il Governo, e che la Camera dei rappresentanti non è autorizzata a prendere la decisione in questione. Il vice presidente della Camera dei rappresentanti, Mladen Boskovic, ha sottolineato che il controverso prefisso etnico croato opera in BiH da 20 anni e che il popolo croato non ha intenzione di rinunciare a ciò che gli appartiene. Lo stesso ha aggiunto che la questione aperta sicuramente non è così facile com'è stata presentata, ricordando che la BiH è un Paese formato da tre popoli costituenti e che questo fatto non può essere superato in modo semplice e facile. Boskovic ha aggiunto che la questione del prefisso croato non riguarda solo l'aspetto legale, ma il Paese in cui vivono tre popoli pari ,spiegando che la BiH secondo l'attuale Costituzione, non è un Paese civico e per renderlo civico, dovrebbe essere cambiata la Costituzione.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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