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NOTIZIE · OI-343253 · 12/12/2017 14:20:41 · 3111 g fa4 min lettura
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Non sarò influenzato dall'Occidente o dall'Oriente

DiOsservatorio ItalianoSommario

Podgorica - Il presidente del Partito Democratico dei Socialisti (DPS) ed ex Primo Ministro montenegrino, Milo Djukanovic, in un'intervista rilasciata per il quotidiano Pobjeda domenica 10 dicembre ha affermato che il Montenegro ha sempre rispettato le…

Podgorica - Il presidente del Partito Democratico dei Socialisti (DPS) ed ex Primo Ministro montenegrino, Milo Djukanovic, in un'intervista rilasciata per il quotidiano Pobjeda domenica 10 dicembre ha affermato che il Montenegro ha sempre rispettato le relazioni amichevoli di vecchia data con la Russia, e non ha fatto alcuna mossa per sconvolgerle, valutando che il peggioramento dei rapporti tra due Paesi è il risultato dei disordini sulla scena globale. Nel cotesto dell'amicizia russo-montenegrina, Djukanovic ha ricordato che la Russia è stata tra primi Paesi a riconoscere l'indipendenza del Montenegro. Lo stesso ha affermato che, dall'altra parte, il Montenegro non ha preso nessuna decisione frettolosamente e di nascosto, aggiungendo che nel 2006 lui stesso ha comunicato al Presidente russo Vladimir Putin l'aspirazione montenegrina dell'appartenenza alla NATO ed all'Unione Europea spiegandogli che tali integrazioni sono necessarie per il Montenegro e per intera regione al fine di migliorare la sicurezza. Quindi, Djukavonic è convinto che la reazione turbolenta di Mosca all'adesione del Montenegro alla NATO non sia dovuta a dei comportamenti del Montenegro, ma che si tratta del nuovo scontro tra le grandi potenze mondiali. Alla richiesta di commentare la focalizzazione delle critiche provenienti dalla Russia nei suoi confronti, Djukanovic ha detto che le reazioni russe suggeriscono che alcune aspettative di Mosca sono state deluse in quanto questa non ha ancora capito che il Montenegro guarda ai propri interessi e non più a quelli della Serbia o della Russia. Il leader del DPS ha ricordato che dal 2016 sono iniziati gli attacchi brutali della Russia la quale ha affermato che la dirigenza sta guidando il paese contro la volontà della popolazione. Lo stesso ha negato di esser entrato in conflitto con l'Occidente nel 2016 quando si è ritirato dalla funzione di Primo Ministro e di aver permesso l'enorme influenza della capitale russa in Montenegro spinto da interessi personali. Commentando le affermazioni del Ministro della Difesa russo Sergey Shoygu, e del Ministro degli Esteri Sergei Lavrov, circa un presunto suo debito verso la Russia, Djukanovic ha affermato che l'unico suo "debito" verso la Russia è che non ha tradito il Montenegro per gli interessi della Russia. L'ex Primo Ministro ha aggiunto che l'adesione alla NATO non è un rimborso del suo debito verso l'Occidente come ha affermato Lavrov, spiegando di non aver alcun obbligo con nessuno. Commentando il caso "Colpo di stato" Djuknovic ha sottolineato che il territorio della Serbia è stato sfruttato per il tentativo di destabilizzare il Montenegro, affermando che il Presidente serbo Aleksandar Vucic ha espresso la volontà di assistere le autorità montenegrine ed ha aiutato il lancio del processo. La documentazione del servizio di sicurezza serbo circa il presente caso, stando alle parole di Djukanovic, è stata creata molto prima del 16 ottobre 2016, e contiene alcune prove sui principali ideatori del tentato colpo di stato in Montenegro. Commentando l'interruzione della cooperazione tra le autorità montenegrine e quelle serbe in merito al presente caso, che è avvenuta verso la fine del 2016, Djukanovic si è rifiutato di collegare tale fatto con il sostegno di Mosca alla candidatura di Aleksandar Vucic per le elezioni presidenziali, spiegando che la cooperazione tra Podgorica e Belgrado, in quel momento, era già molto disturbata e ribadendo, un'altra volta, che sfortunatamente i documenti dei servizi di sicurezza serbi che contengono alcune prove cruciali sono disponibili in misura molto limitata per le autorità giudiziarie montenegrine.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Parlando della situazione politico-economica in Montenegro, Djukanovic ha affermato che il suo partito attualmente si occupa della scelta del candidato per le imminenti elezioni presidenziali. In tale contesto, il presidente del DPS ha sottolineato che nel caso della sua candidatura, tale decisione no sarà presa sotto influenza di qualcun suggerimento proveniente dall'Oriente o dall'Occidente. Lo stesso ha ricordato che la politica del DPS gode del forte sostegno degli elettori da oltre 25 anni, che non è mai sceso al di sotto del 40%. Parlando dell'opposizione, Djukanovic ha dichiarato che la stessa continua a cercare le cause delle sue sconfitte nella politica del DPS , aggiungendo che non sarebbe sorpreso se l'opposizione decidesse di boicottare le elezioni presidenziali. A suo avviso le radici delle divisioni montenegrine sono dovute al passato pertanto crede nella lealtà del Primo Ministro Dusko Markovic. Alla domanda sul perché il Paese sia rimasto senza un commento sulla condanna di Ratko Mladic, Djukanovic ha ricordato che il Montenegro è stato il primo della regione ad adottare, in Parlamento, la risoluzione sulla condanna per il genocidio di Srebrenica.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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7
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Aziende
0
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