Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado/Washington - In soli due giorni sono arrivati tre forti messaggi da Washington, secondo cui gli Stati Uniti (USA) rafforzeranno ulteriormente la loro presenza nei Balcani e che la Serbia ha un posto chiave in questi piani. E' chiaro che quest'area…
Belgrado/Washington - In soli due giorni sono arrivati tre forti messaggi da Washington, secondo cui gli Stati Uniti (USA) rafforzeranno ulteriormente la loro presenza nei Balcani e che la Serbia ha un posto chiave in questi piani. E' chiaro che quest'area si trova nella cosiddetta "linea del fuoco", come ha affermato l'allora Segretario di Stato americano John Kerry nel 2015. Ecco perché le attività della nuova amministrazione di Washington non sono sorprendenti, soprattutto perché Mosca mostra quasi ogni giorno il suo tradizionale interesse a questa parte d'Europa, come ha reso noto il 29 novembre, il portale serbo Telegraf.rs.<br /> <br /> Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha esortato le popolazioni dei Balcani ad abbandonare "vecchie animosità" per mantenere la pace nella regione e ha affermato che gli Stati Uniti continueranno a lavorare con i partner dell'UE per garantire la stabilità, la prosperità e la democrazia nei Balcani. Questo suo messaggio è arrivato dopo il rapporto su una nuova strategia statunitense del Consiglio atlantico di Washington per i Balcani dal titolo "Progressi dei Balcani: Nuova strategia degli Stati Uniti (USA) per la regione", che ha proposto una presenza militare statunitense permanente nell'Europa sudorientale, un impegno per la "riconciliazione storica" con la Serbia e il ripristino della reputazione degli Stati Uniti come un vero mediatore. Per quanto riguarda la presenza militare, la base di Bondsteel è citata come un sito ideale, mentre gli Stati Uniti dovrebbero aderire all'UE nei suoi sforzi per incoraggiare Belgrado e Pristina a portare a termine i negoziati il più presto possibile.<br /> <br /> I piani seri della Casa Bianca in questa parte del mondo sono diventati evidenti dopo la nomina di Hoyt Brian Yee, l'inviato speciale del Presidente americano Donald Trump, alla funzione di nuovo ambasciatore degli USA nella Fyrom-Macedonia, il quale ha dichiarato che Belgrado "non può sedersi su due sedie", pensando ai rapporti stretti con la Russia, Ricordiamo che Hoyt Brian Yee è stato connesso al cambio di potere nella Fyrom-Macedonia.<br /> <br /> Il diplomatico Zoran Milivojevic ha dichiarato, per il portale Telegraf.rs che la strategia, proposta dal Consiglio atlantico, dimostra il cambio della politica estera in questa parte della regione e della Serbia. "E' il cambio della politica rispetto ai democratici, ed è abbastanza chiara la posizione della nuova amministrazione che dovrebbe tornare in quest'area, che per un certo periodo è stata abbandonata dall'amministrazione di Obama, che l'ha lasciata all'Unione europea. La dichiarazione di Tillerson conferma che la presente azione, attraverso la strategia dell'Alleanza Atlantica, mostra che l'amministrazione statunitense dovrebbe essere presente per diversi motivi", ha osservato Milivojevic. Secondo lui, la prima ragione è lo scontro degli USA con la Russia, in quanto la Casa Bianca ritiene che quest'area sia molto importante, non solo a causa della "linea del fuoco", ma anche sul piano generale. La seconda ragione è che l'amministrazione statunitense ritiene che l'Europa non sia stata finora sufficientemente efficace e non abbia raggiunto i risultati e gli obiettivi che sono nell'interesse dell'Alleanza occidentale. "Il ruolo della Serbia in tutto questo è molto importante perché il Consiglio Atlantico parla di tre obiettivi: presenza militare americana; riconciliazione storica con la Serbia e mediazione nei processi locali ed infine confronto con la Russia. Questi obiettivi hanno un significato strategico e in tutti e tre i casi la Serbia è incorporata in un modo o nell'altro", ha affermato Milivojevic. Parlando dei piani menzionati dal Consiglio Atlantico, Milivojevic ha affermato che per quanto riguarda la riconciliazione storica, questa stessa qualifica dimostra che i repubblicani in modo indiretto vogliono dire che gli Stati Uniti sono in un certo modo responsabili per la situazione delle relazioni serbo-americane. "Prima di tutto, mi riferisco all'aggressione della NATO nel 1999, e si dovrebbe ricordare che questo era sotto l'amministrazione dei Democratici", ha asserito Milivojevic aggiungendo che è molto importante per la Serbia mettere le relazioni in una posizione stabile.<br /> <br /> Per quanto riguarda la mediazione, in primo luogo nel dialogo tra Belgrado e Pristina, gli USA pensano che l'UE non sia stata efficiente qui e che non abbia raggiunto i suoi obiettivi, ha sostenuto Milivojevic per il portale Telegraf.rs. "Questo si riferisce alla storia del nuovo inviato speciale Condoleezza Rice, e alle richieste di Pristina sull'inclusione degli Stati Uniti nel dialogo, nonché alla richiesta che i colloqui giungano al termine entro 18 mesi", ha dichiarato Milivojevic spiegando che il chiaro obiettivo dell'America è quello di prendere parte al dialogo sulla linea dei suoi interessi strategici.<br /> <br /> "Non c'è bisogno di aspettarsi un cambiamento della posizione degli Stati Uniti sul riconoscimento del Kosovo, perché gli americani insisteranno in merito a questo. Il rapporto mostra che si parla di due Stati e due Presidenti e del loro dialogo in futuro. Pertanto, questo è un obiettivo strategico degli USA e non è necessario avere alcuna illusione che possano verificarsi cambiamenti", ha affermato il diplomatico.<br /><br /> Commentando la presenza militare, Milivojevic ha asserito che non si tratta della KFOR, ma di militari statunitensi. "La base Bondsteel continuerà ad essere attiva, e la presenza militare statunitense rappresenterà una difesa fisica dei loro interessi politici, economici e di tutti gli altri nella regione. Questo è legato all'obiettivo strategico dell'America di portare l'intero spazio dei Balcani occidentali nel quadro dell'integrazione euro-atlantica. In tal senso, è necessario prendere in considerazione le relazioie con la Serbia in futuro, non solo per quanto riguarda il sostegno dell'integrazione europea, ma anche l'integrazione euro-atlantica", ha sottolineato Milivojevic.<br /> <br /> Per quanto riguarda l'allontanamento della Serbia dalla Russia, Milojevic ha affermato che la Belgrado ha il posto centrale a causa dell'influenza sia della posizione geo-strategica che geopolitica. "Qui l'interesse degli USA non è solo quello di allontanare la Russia, ma anche di ridurre la presenza della Cina e della Turchia, perché Washington pretende di essere il principale arbitro nelle relazioni internazionali globali", ha sostenuto Milivojevic, aggiungendo che l'allontanamento dalla Russia dovrebbe avvenire attraverso un approccio costruttivo secondo il quale i rapporti tra Belgrado e Mosca non sono controversi e che la posizione serba dovrebbe essere sulla linea della politica estera e di sicurezza dell'UE.<br /> <br /> "Washington eserciterà la pressione su Bruxelles perché sta parlando all'UE della revisione della politica delle sanzioni nei confronti della Russia. Pertanto, l'America vuole venire qui per sopprimere la presenza di "soft power" russo, che è visto qui, tra le altre cose, attraverso i media, ma anche la presenza all'economia, cioè attraverso il centro umanitario di Nis, cioè tutto ciò che è un ostacolo agli interessi occidentali", ha concluso Milivojevic.<br /> <br /> Dragan Djukanovic, vicepresidente del Centro per la politica estera, ha detto che questa non è una nuova politica estera o un cambiamento nel corso della politica estera, perché dietro tale strategia c'è il Consiglio atlantico e non un'organizzazione non statale, aggiungendo che è necessario essere cauti con definizioni chiare o conclusioni di vasta portata.<br /> <br /> Reagendo al rapporto del Consiglio Atlantico, l'ambasciata degli USA a Belgrado ha risposto che molte delle istituzioni degli Stati Uniti sono coinvolte ogni giorno in un dibattito pubblico sulla politica estera degli USA, ma che non hanno un ruolo formale nel plasmare la politica del Governo verso la Serbia o qualsiasi altro Paese.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>"Riconoscere il Kosovo a determinate condizioni, chiudere Bondsteel"</em><br /> <br /> Il riconoscimento formale del Kosovo e Metohija (KiM) a determinate condizioni, il cambio di valuta in KiM, la chiusura della base di Bondsteel sono solo alcune delle proposte che sono state presentate nel corso del dibattito presso l'Istituto per la politica internazionale e l'economia. Vladimir Trapara, collaboratore scientifico del presente istituto, ritiene che agli albanesi debba essere offerto un riconoscimento formale dell'indipendenza, ma a determinate condizioni, garantendo alla Serbia la restituzione di buona parte del controllo effettivo in KiM. Trapara ha affermato che la Serbia dovrebbe firmare con il Kosovo un trattato internazionale contenente tutti i dettagli dell'accordo con Pristina sul reciproco riconoscimento formale. Secondo la sua idea, l'accordo potrebbe chiamarsi "Accordo di amicizia, cooperazione e mutua assistenza", perché, ha aggiunto, gli accordi che l'Unione Sovietica ha firmato con i suoi vicini durante la Guerra Fredda si chiamavano in questo modo.<br /> <br /> Trapara ha anche presentato le sue sette condizioni, che secondo lui dovrebbero essere proposte a Pristina in cambio del riconoscimento formale del Kosovo, tra cui la proposta di mantenere il nome di Kosovo e Metohija, con la quale verrà sottolineato che questo è lo Stato serbo, cioè, i serbi hanno lo status di una nazione costituzionale. Tra le sue condizioni vi sono anche il divieto dell'unificazione di Kosovo e Metohija con l'Albania, la chiusura della base statunitense Bondsteel, e la costruzione di una base militare della Serbia, e che la Serbia e il Kosovo saranno obbligati a formulare un'unione economica con la valuta congiunta.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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