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Sarajevo - La vendita di parte del patrimonio della società Energoinvest- Elektroenergetska oprema, cioè la compagnia Energoinvest-Rasklopna oprema prima della guerra con sede a Istocno Sarajevo, non è il primo caso di fallita privatizzazione, annunciata dal…
Sarajevo - La vendita di parte del patrimonio della società Energoinvest- Elektroenergetska oprema, cioè la compagnia Energoinvest-Rasklopna oprema prima della guerra con sede a Istocno Sarajevo, non è il primo caso di fallita privatizzazione, annunciata dal Presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik come ''aiuto da parte dei fratelli russi al popolo serbo'', ha reso noto il portale Faktor, il 30 novembre. A causa dei debiti accumulati dagli investitori russi, i quali hanno acquistato il suddetto stabilimento della Energoinvest a Lukavica, sono stati costretti a vendere il terreno e gli edifici industriali per pagare il debito di 3 milioni di BAM. Tra i creditori hanno reclamato il loro denaro vi sono le banche dalle quali gli investitori hanno preso prestiti indebitando la società, l'amministrazione fiscale della RS, i lavoratori ai quali non sono stati pagati i salari e le altre indennità. L'intero valore di tale compagnia supera gli 8 milioni di BAM, e il prezzo più basso che può essere offerto è di 3 milioni di BAM, altrimenti significa che tale società sarà venduta solo per pagare i debiti. Questo non è l'unico esempio di privatizzazione sospetta e mancati investimenti da parte della Russia nella RS. Il più grande affare stipulato è stato infatti l'acquisto dell'industria petrolifera della RS, la Raffineria di petrolio a Brod, la Raffineria di olio a Modrica e la società di Banja Luka per la distribuzione del petrolio Petrol. Tali aziende sono state vendute per 121 milioni euro o per circa 240 milioni di BAM. L'acquirente è la società russa Nefgazinkor. <br /> <br /> Finora è stato riferito che, dietro l'acquirente, c'è il gigante russo petrolifero Zarubezneft il quale è interamente in possesso dello Stato. Tuttavia secondo i dati forniti, in questo momento la società è in possesso solo del 40% delle azioni nella Neftenzainkor, mentre il restante 60% è nelle mani di tre persone fisiche anonime. Secondo il piano iniziale, l'acquirente doveva pagare i debiti delle tre società ma il Governo della RS si è accollato tale obbligo. Maggiori informazioni in merito possono solo essere immaginate perché il Governo della RS non ha mai pubblicato tutti i dati del contratto di vendita. Attualmente, solo presso la Raffineria di Brod esistono debiti per un totale di 600 milioni di BAM. Secondo le stime di Sinisa Vukelic il proprietario del portale Capital, le perdite complessive dell'industria petrolifera nella RS, hanno raggiunto quota 2 miliardi di BAM.<br /><br /> Dal canto loro i russi hanno mostrato interesse anche verso ulteriori progetti energetici. Ricordiamo che, quattro anni fa, è stato stipulato l'accordo con la società Comsar Energy su due progetti ovvero: la costruzione della centrale termoelettrica Ugljevik 3, includendo l'apertura della miniera di carbone per le necessità dell'impianto, come anche la costruzione di centrali idroelettriche Mrsovo nel comune di Rudo.<br /><br /> Il valore della costruzione della TE Ugljevik 3 doveva essere di 1 miliardo di BAM e lo scorso anno dovevano partire i primi chilowatt di energia elettrica. Attualmente, esistono le strade di accesso per la meccanizzazione del cantiere edile ma non della centrale. <br /> <br /> Anche per quanto riguarda la centrale idroelettrica HE Mrsovo, dove i lavori sono stati inaugurati tre anni fa, non è stato fatto più nulla in seguito. Dal canto suo Milorad Dodik ha annunciato la costruzione del ramo del gasdotto South Stream attraverso la RS con una lunghezza di 280 chilometri ma la Russia ha rinunciato a tale progetto nel 2014 e l'investimento è fallito. Vale la pena ricordare che, in occasione dell'esportazione di frutta e verdura prodotta nella RS sul mercato russo, il Governo russo ha insistito dicendo che i certificati sulla redditività vengono rilasciati dalle istituzioni statali della BiH, esattamente l'Ufficio per la protezione fitosanitaria della BiH.<br /><br /> A questi investimenti si può aggiungere la privatizzazione della fabbrica di allumina Birac Zvornik e il proprietario di maggioranza è la compagnia lituana UKIO group. Anche se non si tratta di una compagnia russa, dato che la Lituania faceva parte della SSSR, tale investimento è stato trattato come ''assistenza fraterna'' al popolo serbo.<br /> <br /> Di tale contributo non è rimasto nulla in quanto nei confronti della Birac e dell'Alumina sono stati collegati numerosi scandali tra cui il ritiro di soldi in Russia, il riciclaggio di denaro, l'evasione fiscale ecc. Attualmente la Birac esiste solo sulla carta, mentre l'Alumina è vicina al fallimento. <br /> <br /> Anche se Milorad Dodik ha sempre menzionato la possibilità di un grande credito dalla Russia, concordato con il Presidente russo Vladimir Putin tra 1 miliardo e 1 miliardo e mezzo di BAM non è arrivano nulla nella Republika Srpska. Nel corso di una recente intervista rilasciata per Deutsche Welle tale fatto è stato confermato dallo stesso Dodik dicendo che, a causa delle sanzioni da parte dell'UE, la Russia sta avendo problemi finanziari e non può elargire prestiti alla RS. Tuttavia la questione è tornata nuovamente sotto i riflettori negli ultimi giorni. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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