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NOTIZIE · OI-343105 · 01/12/2017 15:15:21 · 3123 g fa3 min lettura
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Governo adotta strategia di chiusura dei blocchi di TE Kostolac e TENT

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Il Governo della Serbia con un regolamento ha stabilito la strategia per lo sviluppo energetico entro il 2025, che prevede la chiusura di otto blocchi termici che non soddisfano le condizioni ambientali della Direttiva sulla grande combustione,…

Belgrado - Il Governo della Serbia con un regolamento ha stabilito la strategia per lo sviluppo energetico entro il 2025, che prevede la chiusura di otto blocchi termici che non soddisfano le condizioni ambientali della Direttiva sulla grande combustione, come ha reso noto, martedì 28 novembre, il quotidiano serbo Blic. Il piano nazionale ha creato un'immagine energetica secondo cui la Serbia, probabilmente, nei prossimi otto anni rimarrà senza l'elettricità prodotta dal carbone nei blocchi A1 e A2 della centrale termoelettrica Kostolac, nella centrale termoelettrica Nikola Tesla (TENT) A1 e A2, come anche nei quattro blocchi di Kolubara. Queste non sono soluzioni definitive perché è in corso la rivalutazione della redditività della modernizzazione del blocco A di Kostolac e di uno dei blocchi della TENT, che, secondo le stime, dovrebbero costare circa 417 milioni di euro. Dato il fatto che si tratta di una grande somma di denaro, l'EPS dovrebbe avere un piano speciale per determinare se esistono opportunità per questi investimenti. Secondo la strategia del Governo, la costruzione di otto centrali eoliche, di una centrale termica a vapore e a gas di Pancevo e il completamento del blocco B3 della centrale termoelettrica Kostolac B, nonché la rivitalizzazione degli aggregati in quasi tutte le centrali idroelettriche, sostituirebbero l'energia elettrica ottenuta dagli impianti chiusi.<br /> <br /> Una fonte del quotidiano Blic, vicina al Governo della Serbia, ha comunicato che, a causa della sensibilità del tema, si sta lavorando allo sviluppo di questo documento e che il Governo l'ha adottato solo dopo un dibattito pubblico.<br /> <br /> "La chiusura di otto blocchi termici è un processo estremamente complicato perché la perdita dell'elettricità prodotta presso tali blocchi deve essere compensata. Tuttavia, la cosa positiva è il fatto che il Consiglio dei Ministri della Comunità europea ha prorogato il termine per la chiusura dei blocchi fino al 2023 anziché il 2017 come è stato previsto in precedenza. Questo ci ha dato abbastanza tempo, così possiamo compensare l'elettricità costruendo nuovi progetti energetici. Una simile strategia deriva dal trattato della Comunità dell'energia dell'Europa sudorientale, il cui firmatario è anche la Serbia, motivo per il quale è obbligata ad applicare la Direttiva sulla grande combustione. Rispettando i documenti, il Governo della Serbia con il decreto ha dato le principali linee guida, ma l'EPS con i suoi documenti deve determinare i dettagli", ha spiegato la fonte del quotidiano Blic.<br /> <br /> "L'Europa non sopporta le tecnologie inquinanti ambientali e una parte dei nostri obblighi imposti da Bruxelles è legata alla rinuncia all'uso di tecnologie obsolete presso le centrali termiche serbe o alla loro ricostruzione secondo gli standard europei. Per tale motivo, il regolamento strategico definisce anche le priorità e le fasi della chiusura dei blocchi termici, nonché la costruzione di nuove risorse per compensare l'elettricità persa. Molti aspetti della strategia restano poco chiari come le strutture da chiudere a causa della resistenza significativa degli operai che vi lavorano. I lavoratori della Kolubara hanno già contattato tutte le istituzioni competenti e hanno stimato che la chiusura di questa centrale termica lascerà 2.000 famiglie senza retribuzioni", ha affermato la stessa fonte.<br /> <br /> Gli esperti ritengono che le iniziative siano troppo radicali e che, indipendentemente dagli impegni assunti, la Serbia non accetterà facilmente gli obblighi delle istituzioni internazionali. "E' folle pensare in questo momento alla chiusura dei blocchi di produzione dell'EPS. E' necessario prima costruire i nuovi impianti di produzione e mantenere quelli esistenti, e quindi chiudere quelli che non sono redditizi o che sono obsoleti. Se la chiusura dovesse avvenire prima, la Serbia dovrà fare i conti con una grave carenza di energia elettrica", ha comunicato Slobodan Ruzic, l'ex vice Ministro dell'Energia della Serbia.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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