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Sarajevo/Aja - L'Alto Rappresentante dell'Unione Europea in Bosnia-Erzegovina, Valentin Inzko, ha invitato, ancora una volta, tutti i funzionari in BiH ad accettare la sentenza finale e andare avanti sulla strada della riconciliazione, commentando la…
Sarajevo/Aja - L'Alto Rappresentante dell'Unione Europea in Bosnia-Erzegovina, Valentin Inzko, ha invitato, ancora una volta, tutti i funzionari in BiH ad accettare la sentenza finale e andare avanti sulla strada della riconciliazione, commentando la sentenza in pieno vigore circa il caso ''Praljak e altri'', ha reso noto il Dnevni list il 29 novembre. A suo dire bisogna tener conto che, determinati episodi, sono atti di personaggi isolati e non del popolo. L'ambasciata degli Stati Uniti in BiH ha comunicato di essere stata informata per quanto riguarda l'attuale sentenza del Consiglio d'Appello della Corte penale internazionale per l'ex Jugoslavia e che gli USA appoggiano il lavoro importante di tale Corte e rispettano la sua sentenza. Secondo il comunicato, la decisione rappresenta un passo importante al fine di determinare le responsabilità di singole persone che hanno causato sofferenze ai cittadini di BiH. Pertanto, tutte le parti interessate, sono state invitate ad accettare la sentenza ed impegnarsi, di nuovo, a favore della riconciliazione e di una pacifica vita comune, necessarie per un futuro stabile e sicuro in Bosnia-Erzegovina. Il presidente del Partito Socialdemocratico di BiH, Nermin Niksic, ha dichiarato che non esiste riconciliazione senza verità e giustizia. Commentando la sentenza, è stata sottolineata la necessità di voltarsi verso il futuro, ''anziché utilizzarla come base per l'odio e la divisione''.<br /> <br /> Il Premier della Croazia, Andrej Plenkovic, ha dichiarato che il suicidio di Praljak durante la lettura della sentenza presso il Tribunale dell'Aja parla di una profonda ingiustizia morale verso sei croati dalla BiH e verso il popolo croato. A suo avviso, la sentenza allude, in modo sbagliato al ruolo della gestione statale croata durante la guerra in BiH negli anni '90, che secondo Plenkovic non è collegata in nessun modo alle interpretazioni citate nella sentenza. <br /><br /> Secondo i politici e gli analisti regionali, con l'ultima sentenza del Tribunale dell'Aja si entra in una nuova fase dei rapporti regionali ed inter-etnici in BiH, perché i Paesi della regione, d'ora in avanti, dovranno assumersi la responsabilità per la continuazione dei processi di giustizia dopo i conflitti. <br /><br /> I membri del Congresso degli intellettuali bosgnacchi VKBI, l'Assemblea Croata Popolare HNV, il Consiglio Civile Serbo SGV, il Movimento per l'uguaglianza in BiH e l'Associazione degli Intellettuali Indipendenti Krug 99, hanno stimato che non sono stati giudicati i croati come popolo croato, ma persone condannate per crimini atroci contro l'umanità e il diritto internazionale, il che dovrà servire come base per un nuovo inizio della costruzione della BiH, l'integrazione della società bosniaca e lo Stato.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il membro della Presidenza di BiH, Bakir Izetbegovic, ha dichiarato che la sentenza ha imposto il timbro internazionale sui motivi della creazione e l'attività dell'autoproclamata Herceg-Bosna, sottolineando che si impegna per i rapporti amichevoli nei due Paesi in futuro, pensando alla BiH e alla Croazia. Izetbegovic ha ricordato che, il Tribunale dell'Aja è l'istituzione dell'ONU e rappresenta l'intero mondo civilizzato sicché la sentenza dovrà essere vista in questo contesto e accettata.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il 30 novembre per la televisione RTRS, il Presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, ha dichiarato che il Tribunale dell'Aja, dal momento della sua esistenza non ha assicurato giustizia e verità, ma è diventato generatore di un sentimento di non riconciliazione tra i popoli dell'ex Jugoslavia, con cui in futuro dovranno ''vivere'' tutti i cittadini in questa regione. Lo stesso ha stimato che dopo il Tribunale dell'Aja ci sono quattro realtà: serba, croata, bosgnacca e ''dell'Aja''. Commentando la sentenza verso i leader di Herceg-Bosna, questi ha asserito che è il risultato dei ''calcoli'' dei rappresentanti croati nei circoli politici e che il problema con l'Herceg- Bosna è dovuto al fatto che i leader croati hanno rinunciato alla stessa ed hanno creato le condizioni per essere un'organizzazione dietro alla quale non ci sono solo i croati e ora la BiH si presenta come il posto peggiore per loro.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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