Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - L'ex Ministro degli Interni, Saimir Tahiri, ha testimoniato per due ore presso la Procura dei Crimini Gravi in relazione all'inchiesta avviata da quest'istituzione sul "Caso Habilaj", a distanza di 24 ore dal ricevimento dell'autorizzazione da parte…
Tirana - L'ex Ministro degli Interni, Saimir Tahiri, ha testimoniato per due ore presso la Procura dei Crimini Gravi in relazione all'inchiesta avviata da quest'istituzione sul "Caso Habilaj", a distanza di 24 ore dal ricevimento dell'autorizzazione da parte del Parlamento.<br /><br /> "Voglio ringraziare i PM che hanno preso atto della mia richiesta di un'inchiesta il più veloce possibile, in modo completo e oggettivo. Siate certi che sono a completa disposizione per rispondere a qualsiasi domanda. Proverò ciò che sono e ciò di cui dispongo per andare fino alla fine e scoprire la verità", ha affermato il sig. Tahiri dopo aver lasciato l'organo di accusa.<br /><br /> Alla domanda relativa al controllo effettuato presso la sua abitazione da parte della Polizia giudiziaria e all'eventuale sequestro di qualche bene materiale, l'ex Ministro degli Interni ha risposto dicendo che non ha intenzione di combattere la sua battaglia per la giustizia davanti ai giornalisti o trasformarla in una storia di dibattito politico. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /><br /> "Dico che il dibattito politico in relazione a questa storia deve essere chiuso. La mia battaglia è dinanzi alla giustizia e agli albanesi", ha asserito il socialista.<br /><br /> Dopo il controllo esercitato presso l'appartamento, il presidente della Procura dei Crimini Gravi, Besim Hajdarmataj, ha inviato a Tahiri la richiesta di presentarsi, per testimoniare circa il caso Habilaj, con l'accusa di creazione di organizzazione criminale dedita alla coltivazione ed al commercio dei narcotici, come anche corruzione passiva dei funzionari statali. Sin dal primo giorno, lo stesso ex Ministro ha affermato la prontezza a testimoniare, anzi ha chiesto un'inchiesta accelerata per far luce sulla verità. Ma inizialmente l'organo di accusa ha chiesto l'arresto di Tahiri, chiedendo anche la rimozione della sua immunità di deputato nel Parlamento d'Albania, come sospetto implicato nel traffico della droga. Dopo la decisione del legislativo albanese, che il deputato non deve essere arrestato, ma indagato, la Procura dei Crimini Gravi ha deciso di chiamarlo a testimoniare. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> L'ex Ministro degli Interni del Governo Rama 1, è stato accusato di creazione di organizzazioni criminali per la produzione ed il traffico di narcotici. Il suo caso ha agitato in modo considerevole i rapporti tra la maggioranza e l'opposizione, la quale ha risposto positivamente alla richiesta della Procura per l'arresto di sig. Tahiri. L'opposizione albanese, PD-LSI unita in un unico fronte, ha considerato il voto contrario della maggioranza in Parlamento circa l'arresto di Tahiri come il trionfo dello Stato del narcotraffico. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a>Gli avversari dell'ex Ministro hanno considerato il ritardo nel fornire il permesso per il controllo dell'abitazione come uno stratagemma tale da rovinare l'effetto sorpresa e sollevare il sospetto che il sig. Tahiri possa aver fatto sparire le prove. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> In merito al caso si sono espressi anche in funzionari internazionali, nello specifico l'ambasciatore americano, Donald Lu e il vice assistente Segretario Americano dello Stato, Hoyt Brian Yee, il quale ha affermato che "nessuno deve stare al di sopra della legge aggiungendo che il Governo deve dare l'esempio". <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /><br /> "Il diritto di sapere la verità non spetta a nessun partito politico. Spetta ai cittadini dell'Albania", ha spiegato l'ambasciatore Lu in relazione alle indagini intraprese dalla Procura verso l'ex Ministro, Saimir Tahiri.<br /><br /> Nel corso dell'incontro avvenuto nella Facoltà di Giurisprudenza, Donald Lu, ha dichiarato che "negli ultimi 27 anni, il Paese ha dovuto fare i conti con il vergognoso problema dei politici, sia della destra che della sinistra, i quali hanno commesso crimini terribili e sono riusciti a farla franca". <br /><br /> La dichiarazione dell'ambasciatore è stata commentata immediatamente dal Premier Rama.<br /><br /> "Grazie Don. Un chiaro messaggio per gli albanesi che vogliono giustizia, non processi comunisti per chiunque abbia votato e pagato le tasse", ha scritto Rama sui social network. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Ricordiamo che martedì 31 ottobre, le sette persone arrestate in Italia conosciute come membri della banda Habilaj, sotto intercettazione da quattro anni, verranno condotte dinanzi ai giudici italiani. Per l'udienza, tutti gli arrestati albanesi ed italiani della banda che trafficava droga e armi dall'Albania verso il Paese vicino, hanno impugnato la decisione del Tribunale di Catania attraverso i loro avvocati, contestando l'accusa sollevata. La Procura di Catania ha emesso 11 mandati d'arresto nell'ambito dell'operazione "Rosa dei Venti", che ha fatto scattare le manette per quattro cittadini italiani e 3 albanesi, mentre altri 4 albanesi sono stati proclamati ricercati. Nezar Seiti, uno dei membri della banda di Habilaj è stato arrestato sul territorio della Repubblica d'Albania e nel giro di 20 giorni dalla data di arresto sarà estradato in Italia. Le ricerche stanno proseguendo da parte della Polizia albanese per Florjan Habilaj, fratello di Moisi Habilaj, Armando Sulaj, fratello di Maridian Sulaj e Tigrens Mezuraj. Bisogna ricordare che la pubblicazione del fascicolo d'inchiesta Habilaj ha sconvolto la politica albanese, dopo che, dalle intercettazioni dei membri della banda, è emerso il nome dell'ex Ministro Saimir Tahiri come sostenitore dei trafficanti. Tuttavia quest'ultimo ha affermato che non è lui il "Saimir" delle intercettazioni ed ha presentato anche il documento ottenuto personalmente della Procura di Catania nel quale si attesta che non è la persona indagata. <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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