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Tirana - Dopo il fallimento della concessione della Raffineria di Cerrik, che è stata data nel 2013 alla società turca Kurum, il Ministero dell'Energia ha chiesto alle società Intersig, Atlantik, SIGMA e Albsig di liquidare l'obbligo di assicurazione di…
Tirana - Dopo il fallimento della concessione della Raffineria di Cerrik, che è stata data nel 2013 alla società turca Kurum, il Ministero dell'Energia ha chiesto alle società Intersig, Atlantik, SIGMA e Albsig di liquidare l'obbligo di assicurazione di questo contratto. La denuncia del Ministero dell'Energia è stata presentata al Tribunale Amministrativo di Tirana, per costringere le compagnie di assicurazione a pagare i rispettivi dovuti. Secondo le fonti ufficiali presso il Dicastero, l'importo richiesto alle società è di 150 milioni di ALL, circa 1.5 milioni di dollari. Tra l'altro, con la denuncia alle aziende sopracitate sono stati richiesti anche 8 milioni di ALL come interessi di mora. <br /><br /> Le "Intersig Vienna Insurance Group", "Atlantik-Shoqëri Sigurimesh", "SIGMA INTERALBANIAN Vienna Insurance Group" e "Albsig", hanno assicurato nel 2013 la concessione stipulata tra il Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Energia e la società "Kurum International" per la riabilitazione della Raffineria di Cerrik. Secondo il contratto concessionario firmato in quell'anno, la Kurum doveva investire 6.8 miliardi di ALL per rimettere in funzione la struttura con 14 impianti tecnologici e una capacità di trasformazione di 500 mila tonnellate di petrolio l'anno. Il Governo albanese doveva ottenere una tariffa del 4% del petrolio trasformato e la concessione doveva durare 35 anni. Il contratto doveva essere attuato entro 18 mesi, ma lo stesso è rimasto ostaggio di gravi problemi finanziari affrontati in seguito dalla società turca, la quale ha ormai iniziato ufficialmente il processo di fallimento. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> La procedura di fallimento<br /><br /> Il produttore d'acciaio Kurum, tra le più grosse società nel Paese, che ha proclamato il fallimento più di un anno fa, darà il via all'apertura della procedura di fallimento in Tribunale a porte aperte. Secondo l'annuncio pubblicato sulla pagina della Corte di Primo Grado a Tirana, la Kurum ha richiesto la nomina di un amministratore temporaneo di fallimento, nonché la presa di una decisione relativa alla auto-amministrazione. Sull'annuncio vengono elencati anche i creditori, che sono già stati resi noti nel mese di aprile di quest'anno. <br /><br /> Sono circa 230 milioni di euro di debiti che la società Kurum, deve a terzi, principalmente alle banche locali ed estere. Circa il 18% di questa somma, o 42 milioni di euro, è il prestito ottenuto dalle banche albanesi mentre 600 mila euro è l'importo dovuto ai fornitori in Albania. La percentuale restante è il debito contratto con le banche internazionali (IFC, Banca del Mar Nero e banche turche). La pretesa è stata riconosciuta a circa 27 soggetti mentre è stata esclusa da questo diritto, per un importo di circa 149 milioni di ALL, la IFC. Quest'ultima, ovvero la Società Finanziaria Internazionale (IFC) è il maggiore creditore con un importo di 55 milioni di euro, ma il prestito è stato assicurato. Di seguito si ha la Banca del Mar Nero, con 30.5 milioni di euro, anche questi assicurati. Tra le banche locali, il maggiore creditore è la Raiffeisen, con 21 milioni di euro, di cui solo 5.2 milioni di euro sono stati assicurati. Il secondo è la Banca Nazionale Commerciale, verso cui la Kurum ha un prestito non liquidato di circa 10.2 milioni di euro, la cui metà è stata assicurata, seguito dalla Société Générale con 5 milioni di euro, NBG con 3.6 milioni di euro e Pro Credit con 500 mila euro.<br /><br /> Ricordiamo che la Kurum ha dichiarato il fallimento nel mese di febbraio del 2016. Si stima che la società abbia oltre 300 milioni di dollari di passività, la metà dei quali verso le banche e le istituzioni finanziarie internazionali. Le ragioni che hanno portato la compagnia al fallimento sono numerose. Ad esempio gli obblighi sono quattro volte superiori al capitale. L'acquisto delle centrali idroelettriche con un credito di 106 milioni di euro ha aumentato notevolmente l'onere dei debiti. L'azienda è stata colpita da una crisi di liquidità; difatti da una parte è in attesa di incassare 19 miliardi di ALL dai fornitori, e dall'altra ha circa 17 miliardi di ALL di obblighi verso terzi. Il calo dei prezzi del ferro sui mercati internazionali e la diminuzione della domanda interna come conseguenza della crisi nell'edilizia, pare abbiano dato il colpo finale all'azienda. Nel bilancio del 2014, Kurum ha costatato che il settore delle costruzioni, con il quale la società ha strettamente legato l'attività, è sceso per due motivi: perché lo Stato ha sospeso i permessi di costruzione e perché la vendita degli appartamenti è diminuita. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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