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Tirana - La Procura dei Crimini Gravi ha aperto un altro fascicolo in relazione all'indagine sul traffico della droga e la potenziale implicazione delle strutture statali in questa attività criminale. Come è stato reso noto il fascicolo riguarda il mancato…
Tirana - La Procura dei Crimini Gravi ha aperto un altro fascicolo in relazione all'indagine sul traffico della droga e la potenziale implicazione delle strutture statali in questa attività criminale. Come è stato reso noto il fascicolo riguarda il mancato funzionamento dei radar per il controllo dello spazio marittimo attraverso il Sistema Integrato di Osservazione dello Spazio Marittimo (SIVHD). La scandalo ormai pubblico da settimane coinvolge funzionari o dipendenti che hanno spento o manipolato il sistema al fine di favorire il traffico degli stupefacenti via mare. La questione ha acceso l'attenzione del pubblico, dopo che il Direttore Generale della Polizia di Stato, Haki Cako ha sollevato la problematica del mancato funzionamento dei radar, additando la responsabilità all'ex Ministro della Difesa, Mimi Kodheli. A fine agosto di quest'anno, Çako ha ricordato che il QNOD (Centro Inter-istituzionale delle Operazioni Marittime) più volte non è riuscito a fermare i mezzi veloci utilizzati per il traffico della droga attraverso il Mar Adriatico fino in Italia, anche se il sistema doveva essere in grado di farlo.<br /><br /> "In molti casi la Polizia ha chiesto il backup del sistema per degli eventi, con orari e date concrete ma non ha potuto individuare né trovare tracce, sebbene i mezzi navigabili catturati dalla Guardia di Finanza in Italia erano tali che avrebbero dovuto essere scoperti ed identificati da questo sistema", ha asserito Haki Çako.<br /><br /> Ad Haki Çako, ha risposto pubblicamente il Ministro della Difesa, smentendo le pretese del Direttore Generale della Polizia di Stato e sottolineando che il sistema istallato nel 2019 è pienamente funzionale.<br /><br /> Il controllo dello spazio marittimo attraverso la SIVHD spetta al Ministero della Difesa e allo Stato Maggiore delle Forze Armate, come compito primario della sicurezza nazionale, ma anche alla NATO di cui l'Albania è membro. L'ex Ministro Kodheli è stata interpellata diverse volte presso la Commissione parlamentare della sicurezza sui problemi che ha avuto nella stesura della procedura "classificata" del Ministero della Difesa per la "manutenzione del sistema dei radar", nel corso di tre anni (2015-2017). Tale problematica è emersa pubblicamente anche nelle lettere ufficiali di corrispondenza tra il Ministero degli Interni e il Ministero della Giustizia, dove tutte le istituzioni hanno ammesso i problemi esistenti nel funzionamento delle apparecchiature. La questione è stata vista come molto preoccupante dall'opposizione, i cui esponenti hanno affermato che è stata violata gravemente la sicurezza nazionale e le disposizioni della NATO. Secondo il portale ResPublica, il fascicolo d'inchiesta della Procura dei Crimini Gravi riguarda la questione dei radar, e colpisce una serie di istituzioni che ricoprono la gestione e il funzionamento del sistema, connesso alla sicurezza nazionale. L'esistenza di questo fascicolo è stata ammessa anche dal portavoce della Procura, Albi Seriani, mentre non è noto se l'inchiesta è legata al mancato funzionamento dei radar di monitoraggio durante il periodo 2015-2016, anni che hanno coinciso con l'apice del traffico della droga dall'Albania verso l'Italia, come sostengono le forze dell'opposizione. Fonti vicine a quest'ultima, hanno riferito di essere al corrente del fascicolo, aggiungendo che stando alle previsioni, nei prossimi giorni verrà esaminata la possibilità di istituire una Commissione d'inchiesta a riguardo. La manomissione del sistema di monitoraggio, emerge anche sul fascicolo di 416 pagine dalle autorità italiane sul gruppo "Habilaj". Stando al documento, il gruppo aveva all'interno della QNOD gente capace di spegnere il sistema dei radar o cancellare le registrazioni. Dalle conversazioni intercettate, Moisi Habilaj godeva del sostegno delle forze della Polizia, nonché di un funzionario del controllo marittimo presso la sede operativa di Tirana, il quale ha riferito ad un collaboratore di Moisi, che il peschereccio "Fatima" era entratp, per poco, all'interno delle acque territoriali greche, durante un'operazione di fermo nel territorio albanese. Intanto, un audit della Corte dei Conti (KLSH) per il periodo 2013-2014 condotto a settembre del 2015 ha scoperto serie irregolarità con le procedure di procurazione per la manutenzione del sistema dei radar. La KLSH, tra l'altro, ha ordinato al Ministro Kodheli di penalizzare la società IDEA-TEL per violazione del contratto e di intraprendere misure disciplinari contro il generale di brigata Qemal Shkurti. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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