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NOTIZIE · OI-342296 · 19/10/2017 11:55:26 · 3167 g fa11 min lettura
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Scoperti i nomi dei quattro ricercati, pubblicato il fascicolo d'inchiesta

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - L'operazione "Rosa dei Venti" ultimata con successo in Sicilia, nel corso della quale è stata smantellata un'organizzazione criminale addetta al traffico della droga albanese-italiana, ha condotto all'arresto di 7 cittadini ed alla proclamazione di…

Tirana - L'operazione "Rosa dei Venti" ultimata con successo in Sicilia, nel corso della quale è stata smantellata un'organizzazione criminale addetta al traffico della droga albanese-italiana, ha condotto all'arresto di 7 cittadini ed alla proclamazione di altri 4 come ricercati, creando un vero e proprio terremoto nella politica albanese. L'opposizione ha trovato in quest'operazione la conferma materiale delle accuse che la stessa ha esposto da anni, nello specifico in merito ai due fratelli Moisi Habilaj e Florian Habilaj, che sono tra gli accusati del gruppo, nonché cugini dell'ex Ministro degli Interni, Saimir Tahiri. Il leader del PD, Lulzim Basha, ha pubblicato il materiale completo dell'inchiesta della Procura di Catania, che tra l'altro comprende una marea di intercettazioni. In queste, Moisi Habilaj menziona in una telefonata l'ex Ministro Tahiri per un importo di denaro che il gruppo doveva dargli. <br /><br /> Intanto, dopo l'attuazione dell'ordine di arresto con l'autorizzazione del Tribunale di Catania per 11 persone da parte della Guardia di Finanza, sono stati pubblicati dai media albanesi anche i nomi dei 4 proclamati ricercati, ovvero: Florian Habilaj, Armando Sulaj, Nezir Seiti, Sabaudin Çelaj. A finire in manette sono stati invece: Antonino Riela, Vincenzo Spampinato, Gianluca Passavanti, Angelo Busacca e gli albanesi Moisi Habilaj, Maridian Sulaj e Fatmir Minaj. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a>Hanno fatto parte della stessa inchiesta anche il fermo e il sequestro di un peschereccio due anni fa, proveniente dalla costa albanese con 900 kg di marijuana e centinaia di munizioni. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> Le indagini dell'operazione della Polizia italiana "Rosa dei Venti" lanciata nel mese di maggio del 2015, hanno portato alla scoperta di un traffico di oltre 3500 kg di marijuana proveniente dalle coste albanesi verso l'Italia per un importo complessivo di oltre 20 milioni di euro. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Sabaudin Çelaj che è ricercato dall'Italia è stato arrestato nel 2014 a Catania con 300 kg di cannabis sativa. Mentre Armando Sulaj è un altro nome noto per la giustizia albanese, dato che il 27 febbraio del 2017 dopo la scarcerazione gli è stata piazzata una bomba nella macchina. Le 4 persone ricercate insieme ai 7 arrestati sono accusati dall'Italia per traffico di oltre 3.5 tonnellate di droga e armi, per l'importo di oltre 20 milioni di euro. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> Secondo la Polizia italiana, i quattro ricercati si trovano in Albania, e in caso di arresto sarà richiesta la loro estradizione per l'accusa di traffico internazionale di droga. Stando ai sospetti si tratta di dirigenti e finanziatori di questa impresa criminale direttamente connessa a Moisi Habilaj, che secondo gli inquirenti italiani era il boss del gruppo. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il fascicolo di oltre 400 pagine <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Il leader del Partito Democratico, Lulzim Basha ha pubblicato, sulla sua pagina "Facebook" il fascicolo completo dell'inchiesta della giustizia italiana in merito alla banda di Moisi Habilaj. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a>Sul documento vengono identificati i 4 ricercati parte della banda "Habilaj". Si tratta di un fascicolo di 416 pagine elaborato dai pubblici ministeri italiani relativo al traffico di droga dall'Albania in Sicilia, dove tra gli accusati figurano anche i fratelli Moisi Habilaj e Florian Habilaj. <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> Le autorità italiane hanno intercettato Habilaj e il gruppo dal mese di settembre 2013 fino al maggio 2015. <br /><br /> A seguito di tale mossa da parte del leader dell'opposizione, l'ex Ministro degli Interni, Saimir Tahiri ha tenuto una conferenza stampa nel corso della quale ha chiesto alla Procura l'avvio delle indagini relative alla sua persona ed al suo lavoro. Tahiri, attualmente deputato del PS, ha spiegato la sua posizione in merito alle accuse che l'opposizione ha fatto circa il coinvolgimento nel traffico della droga. Lo stesso ha riferito che i due arrestati sono suoi cugini di 10° grado ed hanno usato il suo nome per ottenere guadagni illegali. <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /><br /> Da parte sua il leader del PD, ha sottolineato che il partito ha denunciato migliaia di volta le connessioni di Tahiri con questa banda.<br /><br /> "Migliaia di volte Edi Rama ha protetto Tahiri anche quando la sua connessione è stata provata con la testimonianza di Dritan Zagani, il quale ha denunciato che questa banda utilizzava tra l'altro la macchina di Saimir Tahiri, con l'immunità ministeriale. Ora Edi Rama tace. Cosa dirai ora, che Moisi Habilaj è stato arrestato, accusato come capo di una delle principali bande del narcotraffico?", ha asserito Basha rivolgendosi a Rama.<br /><br /> Secondo il capo dell'opposizione, i partner strategici da anni stanno mettendo a disposizione del Premier Rama dati che provano il coinvolgimento di Tahiri nel traffico della droga tra l'Albania e l'Italia.<br /><br /> "Ma Rama ha difeso il suo Ministro ed ora lo ha promosso come coordinatore del governamento con i cittadini. Sappiamo che le prove sul coinvolgimento di Tahiri saranno rese pubbliche, sappiamo da tempo che stanno nelle mani di Edi Rama. La domanda è cosa aspetta Rama a mettere le manette al Ministro ed estradarlo, se non processarlo come tra i capitani della droga?", ha spiegato Basha.<br /><br /> Lo stesso ha sottolineato che, Rama ha difeso consapevolmente Tahiri, perché i soldi della droga sono stati utilizzati per le elezioni parlamentari del 2017.<br /><br /> "Oggi tutti i partner hanno prove incontestabili della connessione di Rama e Tahiri con le bande albanesi. Gli albanesi hanno due strade: abbassare la testa ed accettare la realtà maligna, o usare il diritto a non essere governati né dalle bande né dal Primo Ministro connesso a queste", ha comunicato Basha.<br /><br /> Lo stesso ha aggiunto, che è giunto il momento che Saimir Tahiri venga arrestato e processato penalmente. <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a><br /><br /> <br /><br /> Le intercettazioni<br /><br /> Il Tribunale di Catania, nel fascicolo di oltre 400 pagine che ha sigillato la sorte di Moisi Habilaj e della sua banda, ha menzionato anche il nome dell'ex Ministro degli Interni, Saimir Tahiri. Il fascicolo di 416 pagine comprende fatti e conversazioni intercettate, dove vengono menzionati nomi e soldi, il che ha costituito la basi della sentenza del Tribunale di Catania per l'arresto. Secondo i giudici e pubblici ministeri italiani, Habilaj ha menzionato Tahiri come suo cugino, sostenitore dell'attività in cambio anche del denaro per la campagna elettorale. Il gruppo dei trafficanti arrestati dalla Polizia italiana, da molto tempo, veniva intercettato. In particolare gli inquirenti italiani hanno realizzato un riassunto della conversazione intercettata in data 16 dicembre 2013, tra Moisi Habilaj e Sabaudin Çelaj. <br /><br /> "<em>Entrambi parlano di una persona al potere di nome 'Saimir Tahiri' (deputato dell'Albania) uomo della politica. Moisi dice: "Che cosa ha di più lui rispetto a noi? Ma Sabi (Sabaudin) risponde dicendo che Saimir ha solo il nome (nel senso della fama, posizione), ma non crede abbia più soldi. Moisi fa i conti, secondo i quali Tahiri in un mese ha guadagnato minimo 5 milioni di euro. Sabi replica dicendo che questi soldi li spende nella campagna elettorale ma Moisi sostiene che al politico non bastano neanche 20 milioni di euro per una campagna elettorale</em>", hanno reso noto gli inquirenti italiani.<br /><br /> Invece nell'intercettazione del 2 marzo 2014, tra Habilaj e Çelaj viene menzionato un veicolo con targa AA003GB, con il quale le due persone hanno viaggiato verso la Sicilia. Questa macchina era a nome di Saimir Tahiri. Il nome del Ministro fuoriesce anche nel corso di un'altra conversazione intercettata tra Moisi Habilaj e Sabaudin Çela, o Sabi. Questi parlano dei debiti che hanno con i collaboratori in Albania, e menzionano in modo esplicito alcune cifre ad un certo Saimir. <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /><br /> "<em>Pensa, oltre ai debiti che abbiamo di 75 mila lek divisi in 30 mila con ''lo zio'', 30 mila con Saimir, che fanno 60 e altri 15 per l'imbarczione che ci servirà senz'altro, ve ne sono altri 100 mila ovvero: 72 mila a quelli a Fier e 20 ad Arsen; con 170 mila lek togliamo anche questi che abbiamo</em>", si legge nel fascicolo. <a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a> <a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a><br /> <br /> Versione dei media italiani sul gruppo<br /><br /> Parte delle intercettazioni ambientali sono state pubblicate anche dal quotidiano italiano "Meridionews", e vengono menzionati anche 30 mila euro destinati per Saimir Tahiri, nonché la macchina di Tahiri che il trafficante ha usato per recarsi in Sicilia. I media hanno ricordato che Moisi Habilaj e suo fratello, cugini dell'ex Ministro Saimir Tahiri, sono noti nomi in Albania, dopo le accuse pubbliche proferite nel 2015, dal capo della Polizia di frontiera di Valona, Dritan Zagani. Secondo le affermazioni di quest'ultimo, costretto a fuggire dal Paese e stabilirsi in Svizzera, i cugini del Ministro hanno trasportato droga sfruttando anche la macchina privata del politico Tahiri. Si tratta di una "Audi A8", monitorata diverse volte dalla Polizia di frontiera greca, ma non solo. Dalle indagini italiane è emerso che Habilaj ed il suo collaboratore Sabi Çelaj, sono arrivati in Sicilia con la macchina "Audi", formalmente di proprietà del Ministro. Dall'altra parte, Saimir Tahiri ha sempre smentito questo fatto, spiegando di aver venduto il veicolo ai suoi cugini, nel 2013. Ma le verifiche dalle indagini italiane, mostrano un'altra versione dei fatti. Moisi Habilaj ha in Sicilia il proprio business, grazie anche ad una rete di grossisti in grado di acquistare, in cash, centinaia di chilogrammi di marijuana e poi distribuirla a tutti i clan mafiosi attivi in queste aree. Non solo a Catania, ma anche a Siracusa e Ragusa. Secondo i media, la droga in Italia finiva nelle mani di Antonino Riela che ha pagato 30 mila euro in cash per un carico di marijuana. Il caso riguarda il periodo di novembre 2013, quando sono stati sequestrati 1659 kg di droga a Castelluccio nei pressi di Augusta.<br /><br /> "Se avessi avuto un kalashnikov, li avrei uccisi tutti...Bam, bam bam", ha affermato all'epoca Moisiu, molto arrabbiato a causa del carico perso e le difficoltà create dalle forze dell'ordine.<br /><br /> L'Albania per il cugino del Ministro è stata, per anni, un'esclusività per fare business. Durante un'intercettazione ambientale realizzata dalla Guardia di Finanza di Catania, sempre Moisiu rivela dettagli sul suo collaboratore, un titolare siciliano di una stazione di benzina nei pressi di Lentini.<br /><br /> "Se vieni in Albania, capirai che la Polizia albanese è corrotta, anzi a volte è proprio il capo della Polizia che ti aiuta nella spedizione di simili carichi", si apprende dalle intercettazioni. <br /><br /> Mentre in Italia, il gruppo in questione viene sottoposto a continui sequestri, tali come il caso di 289 kg di marijuana a Palagonia. I rifornimenti del cartello italo-albanese sono stati bloccati anche nel porto di Riposto, o nel parcheggio del centro commerciale Porte di Catania, dove è stato scoperto un veicolo pieno di droga. L'oro verde dei Balcani sarebbe stato messo a disposizione anche di Sebastiano Sardo, noto con il pseudonimo "Iano occhiolino", da poco tempo collaboratore di giustizia, ma con un passato come gestore della droga per il clan Cappello di Catania. Per gli albanesi si trattava di "colui con gli occhiali" con il quale poteva estendersi anche il business redditizio delle armi.<br /><br /> "Possiamo portare anche alcuni kalashnikov, che si ammazzino tra loro, non ci interessa", si legge tra le righe rivelate dell'intercettazione. <a href="#footnote-16" id="footnote-marker-16-1" rel="footnote">[16]</a> <a href="#footnote-17" id="footnote-marker-17-1" rel="footnote">[17]</a><br /> <br /> Basha sollecita Llalla: Non incontrare Tahiri<br /><br /> Mediante uno status sui social network, il leader del Partito Democratico, ha sollecitato il Procuratore Generale, Adriatik Llalla a non incontrare l'ex Ministro degli Interni Saimir Tahiri, ma metterlo dinanzi alle proprie responsabilità penali. In precedenza, l'ex Ministro Tahiri ha chiesto un incontro con il Procuratore Generale, ma la riunione non ha avuto luogo. Fonti presso la Procura Generale hanno affermato che, a causa degli impegni, Llalla non incontrerà l'ex Ministro Tahiri. <br /><br /> "I fatti e le prove sconvolgenti della connessione di Edi Rama e Saimir Tahiri con la mafia della droga e le armi sono davanti agli occhi di tutti i cittadini. Sollecito il Procuratore Generale a non incontrare il sospettato Saimir Tahiri, ma ad agire senza indugio per porlo dinanzi alla responsabilità penale", ha riferito Basha. <a href="#footnote-18" id="footnote-marker-18-1" rel="footnote">[18]</a> <a href="#footnote-19" id="footnote-marker-19-1" rel="footnote">[19]</a><br /><br /> <br /><br /> Reazione del Premier Rama<br /><br /> Dopo la pubblicazione delle intercettazioni da parte dei media albanesi, che coinvolgono l'ex Ministro degli Interni, Saimir Tahiri, non si è fatta attendere la reazione del Premier Edi Rama attraverso i social network chiedendo che venga fatta chiarezza il prima possibile. Lo stesso ha sottolineato che non tollera chi sceglie di intraprendere la strada della criminalità. <br /><br /> "Vogliamo sapere quanto prima la verità. È disgustoso e scioccante quel che è emerso dalle conversazioni tra i due criminali! Saimir Tahiri la conosco da anni e ho avuto solo parole di sostegno e di incoraggiamento nei suoi confronti, come persona di buone intenzioni, abilità e integrità. Ma l'Albania e gli albanesi oggi vogliono e meritano di conoscere la verità, solo la verità e nient'altro che la verità. Perciò, tutti gli organi dell'ordine, devono andare fino alla fine e senza perdere tempo in questa storia, per far luce sui fatti. Il nuovo Governo è stato creato per non perdonare o tollerare chi sceglie la strada della criminalità anziché quella dell'Albania che vogliamo con lo Stato, il lavoro e il benessere. Nessuna fluttuazione. Nessuna riserva. Senza dubbio la nostra lotta contro la criminalità continuerà ogni giorno e ancora con più forza. Fino alla fine!", ha scritto il Premier Rama. <a href="#footnote-20" id="footnote-marker-20-1" rel="footnote">[20]</a><br /> <br /> <br />

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