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Podgorica - Aleksey Zhuravlyov, il presidente di uno dei partiti governativi in Russia, Rodina, nonché vicepresidente della Duma russa ha chiesto al Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, la protezione per i due cittadini russi, Eduard Sismakov e…
Podgorica - Aleksey Zhuravlyov, il presidente di uno dei partiti governativi in Russia, Rodina, nonché vicepresidente della Duma russa ha chiesto al Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, la protezione per i due cittadini russi, Eduard Sismakov e Vladimir Popov che sono stati accusati di aver tentato un colpo di stato il giorno delle elezioni parlamentari in Montenegro, nel 2016. La lettera di Zhuravlyov che è stata pubblica sul sito ufficiale del partito Rodina che è finanziato e guidato, informalmente, dal vicepresidente Dmitry Rogozin, é rivolta direttamente a Lavrov al quale viene chiesto di sottolineare le misure intraprese da parte del Ministero degli Esteri al fine di proteggere Sismakov e Popov dai procedimenti penali in Montenegro ed assicurare il loro ritorno in Russia. La presente lettera ricorda che i due cittadini russi, insieme ai due leader del Fronte Democratico DF, Andrija Mandic e Milan Knezevic, sono ancora sottoposti ad un'indagine, mentre "la vita e la salute dei cittadini russi destano preoccupazioni". La lettera di Zhuravlyov provoca diversi dubbi, perché in modo indiretto suggerisce che Sismakov e Popov non stanno in Russia e che è stata negata loro la libertà di movimento.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Interrogati Mandic e Knezavic </em><br /> <br /> Contemporaneamente, il processo giuridico nel caso Colpo di Stato sta andando avanti. Dragan Maskic e Mihailo Cadjenovic il 5 ottobre hanno presentato, presso il Tribunale Superiore di Podgorica, le loro difese. Entrambi hanno dichiarato di non essere colpevoli e Cadjenovic non ha voluto rispondere alle domande dei procuratori e dei rappresentanti del Tribunale ma soltanto a quelle della difesa. Questi ha affermato di non aver mai fatto parte di nessun gruppo criminale, sottolineando di non essere neanche pronto ad accettare la proposta offertagli dal principale procuratore speciale del Montenegro di accusare falsamente i suoi colleghi. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> Il giorno successivo è stato indagato Andrija Mandic che in tale circostanza ha sostenuto di star affrontando un'accusa politica piena di espressioni politiche, alla quale non è possibile rispondere in modo diverso da quello politico. Mandic ha dichiarato di non conoscere né i cittadini della Serbia compresi nell'accusa, né i cittadini russi Sismakov e Popov, ed ha accusato Stanko Subotic, Vladimir Beba Popovic e Milo Djukanovic di essere dietro l'accusa montata. Questi ha ricordato che lo stesso, personalmente, ha sempre promosso un cambiamento del Governo non violento. Come Cadjenovic, anche Mandic si è rifiutato di rispondere alle domande della procura e del tribunale.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> L'altro leader del DF accusato per il tentativo di terrorismo, Milan Knezevic, è stato indagato, lunedì 9 ottobre, quando ha dichiarato che il falso colpo di stato è avvenuto per rendere più facile l'adesione del Montenegro alla NATO. Questi ha riferito che il Montenegro è diventato un Paese privato che sta perseguitando tutto coloro che sono favorevoli ad una convivenza con la Serbia, e contrari all'adesione all'Alleanza ed al riconoscimento del Kosovo. Anche lui ha sostenuto di non essere colpevole, spiegando che il caso Colpo di stato è un processo montato contro il popolo serbo, sottolineando che tutti gli accusati sono di nazionalità serba. Knezevic, a differenza di Mandic è stato disponibile a rispondere a qualsiasi domanda del tribunale a condizione di non essere interrotto.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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