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Banja Luka - Il Presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, ha dichiarato martedì 19 settembre che rinuncia ai precedenti piani per organizzare il referendum nell'entità della Republika Srpska per contestare l'esistenza della Corte e della Procura…
Banja Luka - Il Presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, ha dichiarato martedì 19 settembre che rinuncia ai precedenti piani per organizzare il referendum nell'entità della Republika Srpska per contestare l'esistenza della Corte e della Procura della BiH spiegando che questo non è permesso da circostanze internazionali, confermando così che è stato costretto a prendere tale decisione a seguito della pressione della comunità internazionale. Rinuncio a seguito della campagna aggressiva contro la Corte e il Tribunale della BiH - Dodik ha tentato di spiegare, paragonando questo fatto alle resistenze mostrato con l'annuncio dell'attuazione del referendum sull'indipendenza della Catalogna in Spagna, ha riferito il portale Vecernji list il 19 settembre. Tale provincia spagnola, come ha spiegato Dodik, è molto più forte della RS e comunque ha difficoltà ad attuare il referendum.<br /> <br /> La decisione di indire il referendum è stata approvata dall'Assemblea popolare della RS nel 2015, però la stessa non è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della RS e formalmente non è entrata in vigore. Questa è stata anche un'occasione per l'opposizione di esercitare una forte pressione su Dodik al fine di chiarire se avrà luogo il referendum promesso da tempo e che ha provocato molte tensioni in BiH. Dopo il silenzio di diversi giorni, tramite una dichiarazione per i media, Dodik ha confermato che ''per adesso'' rinuncia al referendum e quando sulla Gazzetta ufficiale verrà pubblicata la decisione in merito alla sua attuazione nel Parlamento dell'entità, la maggioranza governativa voterà la sua sospensione. Dodik ha dichiarato che l'opposizione ha chiesto la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, trattandosi di un suo diritto. Stando alle sue parole, lo fa perché la RS ha in considerazione i rapporti internazionali, anche se in precedenza ha annunciato che dopo l'attuazione del referendum in tale entità smetterà di rispettare le autorizzazioni e decisioni della Corte e della Procura statale. Dodik vede come anticostituzionali tali corpi giudiziari perché non sono previsti dall'Accordo di Dayton e critica chi sta attuando le indagini e approva sentenze prima di tutto a danno dei serbi. L'annuncio del referendum sullo status del Tribunale e della Corte della BiH è stato uno dei motivi per cui Dodik, alla fine di 2016, si è ritrovato sulla ''lista nera'' americana di persone sotto sanzioni dove figura tuttora, ancora senza alcun segnale di rimozione da parte dell'amministrazione del Presidente americano Donald Trump. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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