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NOTIZIE · OI-341518 · 11/09/2017 10:30:30 · 3204 g fa6 min lettura
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Segnale spento nel mezzo dell'operazione anti-droga della Polizia

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - Peggiora ulteriormente lo scandalo dell'osservatore radar in mare, QNOD. Pochi giorni fa, il direttore generale della Polizia di Stato, Haki Çako, ha denunciato che i radar non funzionano, il che a suo dire, ha ostacolato il lavoro della Polizia.…

Tirana - Peggiora ulteriormente lo scandalo dell'osservatore radar in mare, QNOD. Pochi giorni fa, il direttore generale della Polizia di Stato, Haki Çako, ha denunciato che i radar non funzionano, il che a suo dire, ha ostacolato il lavoro della Polizia. Immediata è stata la reazione dal Ministero della Difesa, che ha smentito un tale fatto. Ma i media hanno assicurato una lettera che il Ministro tecnico degli Interni, Dritan Demiraj, ha inviato al Ministro della Difesa, Mimi Kodheli. Demiraj ha riferito che il sistema dei radar ha mostrato problemi, il che a suo dire ha complicato il lavoro della Polizia, facendo si che le operazioni contro il traffico di stupefacenti non venissero realizzate.<br /><br /> "Il sistema dei radar ha mostrato problemi. Questa situazione rende difficile il lavoro della Polizia. I radar non rispondono alle esigenze operative, dato che non sorvegliano l'intero spazio. Si creano delle angolature che vengono sfruttate dai trafficanti. I radar non rilevano i veicoli e le persone. I parametri del sistema sono lontani da quelli richiesti. Non ci sono telecamere integrabili che avvicinano gli oggetti. Bisogna prendere delle misure per migliorare i parametri del sistema", ha scritto tra l'altro il Ministro Demiraj.<br /><br /> Inoltre sulla lettera pubblicata da News24, il Ministro Demiraj ha esposto un caso realmente preoccupante, dove a suo dire il segnale dei radar è stato spento nel bel mezzo di un'operazione anti-droga della Polizia. <br /><br /> "Il 7 agosto 2017 abbiamo ricevuto l'informazione su un gommone. Ma il segnale radar è stato spento nel mezzo dell'operazione. L'ingegnere della società ha spento il segnale radar. Esiste il sospetto che il segnale sia stato spento deliberatamente", ha dichiarato il Ministro tecnico riferendosi all'operazione fallita, mettendo in evidenza che i radar non coprono l'intero territorio, creando angoli e zone scoperte, fornendo così la possibilità ai trafficanti di passare. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> La questione dei radar ha accesso il dibattito politico nel Paese. Il Premier Edi Rama lo ha definito una propaganda, mentre l'ex Premier Sali Berisha e l'ex leader dell'LSI, Petrit Vasili ha nutrito il sospetto che i radar non funzionino di proposito, per consentire il traffico della droga in mare. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Le due dichiarazioni contraddittorie fornite dal Governo, nello specifico dai Ministri Kodheli e Demiraj, se funzionano o meno i radar che monitorano lo spazio marittimo, secondo Edi Rama non creano uno scontro all'interno del gabinetto. Secondo lui, la questione è stata gestita male a livello mediatico. In realtà non ci sono stati scontri tra i due Ministeri, dato che la lettera non era del Ministero della Difesa, ma era comune delle due istituzioni. Il Premier Rama ha affermato che ormai il territorio è stato ripulito dalla cannabis.<br /><br /> Ricordiamo che alcuni giorni fa, un report è stato firmato dal Direttore Generale della Polizia di Stato, Haki Çako ed è stato pubblicato dai media. La Polizia sostiene che i radar non funzionano e che non hanno fornito informazioni sui gommoni con l'hashish. Cako ha affermato che la QNOD è tra gli anelli deboli che hanno portato al fallimento di diverse operazioni anti-droga. Dall'altra parte, il Centro Operativo Inter-istituzionale ha respinto le dichiarazioni della Polizia, dando garanzie che i radar hanno funzionato in ogni caso e non sono ritenuti responsabili della fuga dei gommoni verso l'Italia.  <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> La lettera di Cako<br /><br /> Mediante una lettera il direttore della Polizia di Stato, Haki ​Çako, ha dato l'allarme che i trafficanti della droga, nel sud del Paese, stanno sfuggendo all'inseguimento della Polizia, a causa del malfunzionamento dei radar dell'esercito. Anzi, per chiarire le sue accuse verso le Forze Armate, il direttore ha fatto riferimento all'operazione della notte dell'11 agosto, dove le forze della Polizia non sono riuscite a fermare un gommone partito a due miglia dalla spiaggia di Zvërneci, perché il centro e le coordinate sono risultate inesatte, per quanto riguarda i movimenti del mezzo. Secondo lui, la mancata fornitura di informazioni ha creato confusione tra gli agenti coinvolti nell'operazione in questione.<br /><br /> "La mancata fornitura di informazioni ha creato confusione ed i mezzi coinvolti nell'operazione hanno iniziato ad inseguirsi a vicenda in mare. Dopo il fermo del gommone sotto il radar del centro, è emerso che il sistema non ha costatato alcun movimento", ha riferito tra l'altro Çako sulla lettera, sottolineando il fatto che il sistema di osservazione dello spazio marittimo ha mostrato svariati problemi, non rispondendo alle esigenze operative sul controllo e la supervisione della frontiera marittima. <br /><br /> Secondo Cako, il centro ha dato delle coordinate imprecise del movimento del gommone con la droga. Tra le preoccupazioni quest'ultimo ha sollevato la tarda reazione della QNOD e il fatto che, a volte, sui server dei radar non si trova alcuna traccia dei monitoraggi fatti. <br /><br /> "Spesso abbiamo cercato di tracciare i monitoraggi fatti. Ma quando abbiamo effettuato le verifiche nella QNOD non abbiamo trovato informazioni circa questi mezzi sul sistema, anche se fisicamente erano di dimensioni tali da poter essere tracciati dai radar", ha scritto Cako sulla lettera.<br /><br /> Anche un anno fa è stata sollevata la preoccupazione sul mancato funzionamento dei radar. In quel periodo il Ministero della Difesa ha affermato che l'intero sistema è stato riparato e che era funzionale per il monitoraggio della costa albanese. Intanto, solo nell'ultima settimana sulle coste italiane sono state sequestrate circa 6.5 tonnellate di cannabis. L'11 agosto, sebbene la Polizia albanese e quella montenegrina, l'italiana e quella croata abbiano effettuato un inseguimento congiunto, i trafficanti sono riusciti a fuggire senza essere catturati. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> La reazione di Kodheli<br /><br /> Tramite la lettera che ha rivolto il 31 agosto al Ministro degli Interni, Dritan Demiraj, il Direttore Generale della Polizia di Stato, Haki Çako, ha messo l'una contro l'altra le due principali istituzioni del Paese, ovvero il Ministero della Difesa e il Ministero degli Interni. A tale accusa, ha reagito il Ministro della Difesa, Mimi Kodheli la quale non solo ha smentito la preoccupazione di Cako relativa al funzionamento dei radar dell'esercito QNOD, ma è andato oltre affermando che tutte queste affermazioni sono false e malevoli. Secondo Kodheli, il sistema integrato di osservazione dello spazio marittimo è completamente funzionale.<br /><br /> "Attraverso questa dichiarazione congiunta informiamo il pubblico che il sistema integrato di osservazione dello spazio marittimo, un sistema questo istallato nel 2009, è pienamente funzionante. Lo stesso osserva e monitora lo spazio marittimo della Repubblica d'Albania 24 ore su 24, 7 giorni a settimana. Beneficia di questo servizio anche la Polizia di Frontiera e della Migrazione, che in stretta collaborazione con il Centro Operativo Inter-istituzionale e le altre strutture della sicurezza ha soddisfatto i propri obblighi legali, nel miglior modo possibile. Ogni altre pretesa è inutile, falsa e malvagia. La Polizia di Stato, il Ministero della Difesa e le Forze Armate continueranno a cooperare a favore della sicurezza dei cittadini albanesi", si afferma tra l'altro sulla dichiarazione del Ministero della Difesa. <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> <br />

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