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Rabat - Dopo otto anni di gestione americana, l'ex presidente tedesco Horst Köhler ha preso la questione del Sahara Occidentale nelle proprie mani, in nome delle Nazioni Unite, una scelta questa che si adatta alla dirigenza di Rabat. Il suo nome è stato…
Rabat - Dopo otto anni di gestione americana, l'ex presidente tedesco Horst Köhler ha preso la questione del Sahara Occidentale nelle proprie mani, in nome delle Nazioni Unite, una scelta questa che si adatta alla dirigenza di Rabat. Il suo nome è stato anticipato per diversi mesi nei corridoi delle Nazioni Unite, però Köhler è stato nominato soltanto il 16 agosto come inviato Personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, il portoghese António Guterres, per il Sahara, sostituendo cosi l'americano Christopher Ross, che ha occupato questo posto per otto anni senza riuscire a rilanciare i negoziati tra il Marocco e il Polisario. Tuttavia, fonti diplomatiche hanno stimato che "Köhler ha due grandi vantaggi: è europeo ed è pragmatico, a differenza di ex emissari americani, che tendono a imporre il proprio ritmo". Bisogna ricordare però che le relazioni tra il Regno del Marocco e Christopher Ross non hanno assomigliato ad un lungo fiume tranquillo. In diverse occasioni, le autorità di Rabat lo hanno accusato di "parzialità" in questa vicenda, mentre adesso i marocchini stanno aspettando di vedere che cosa il tocco tedesco porterà alla tonalità portoghese. Horst Köhler, 74 anni, non è un diplomatico ma un membro politico dell'Unione Cristiana Democratica (CDU) del Cancelliere Angela Merkel a Rabat, è appassionato di profili "dotati del senso di misura", come l'olandese Peter van Walsum, che ha avviato i colloqui di Manhasset nel 2007, nonostante la sua idea "irrealistica" per l'indipendenza del Sahara, che ha lasciato tuttavia dei bei ricordi. Ma i negoziati sono stati interrotti e le relazioni tra Rabat e Algeri, un alleato del Polisario, si sono deteriorate. Di professione economista, l'inviato tedesco potrebbe formare un buon tandem con il Segretario generale delle Nazioni Unite, desideroso a sua volta di porre fine a questo conflitto che dura da quarantadue anni. A sua volta, il Fronte Polisario ha invitato "la comunità internazionale e il Consiglio di sicurezza a facilitare la missione del nuovo Emissario ONU e mettere fine alla battaglia verso il processo di pace nel Sahara Occidentale e porre fine all'angoscia del popolo Sahrawi", mentre l'Unione Europea attende con impazienza di lavorare con Köhler, ha rilevato il portavoce dell'UE, sottolineando che Bruxelles continua a incoraggiare tutte le parti a impegnarsi nella ricerca di una soluzione in linea con le risoluzioni del Consiglio sicurezza e i principi nonché gli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite.<br />
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