Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Sarajevo - Il Ministro del Commercio Estero e dei Rapporti Economici della Bosnia-Erzegovina, Mirko Sarovic, ha inviato una lettera alla Commissione europea per quanto riguarda l'armonizzazione del regolamento di sorveglianza, ispezione e controllo della…
Sarajevo - Il Ministro del Commercio Estero e dei Rapporti Economici della Bosnia-Erzegovina, Mirko Sarovic, ha inviato una lettera alla Commissione europea per quanto riguarda l'armonizzazione del regolamento di sorveglianza, ispezione e controllo della frutta e della verdura con gli standard commerciali in Croazia, che prevede l'introduzione dell'ispezione di una grande varietà di frutta e verdura importata da Paesi terzi con il pagamento di un indennizzo 22 volte maggiore per il controllo di frutta e verdura con gli standard mercantili durante l'importazione da Paesi terzi, come ha riferito Vijesti, il 3 agosto.<br /> <br /> La lettera è stata inviata al direttore generale della Direzione della Commissione europea per il vicinato e negoziati sull'allargamento, Christian Danielsson. Sarovic ha sottolineato l'ingiusto aumento per ogni tipo di frutta e verdura, che adesso sarebbe di 270 euro mentre prima era di 12 euro. Ricapitolando la BiH ritiene che l'introduzione delle tasse sia indiscutibilmente elevato per l'ispezione di frutta e verdura provenienti da Paesi terzi, da parte della Repubblica di Croazia.<br /> <br /> Inoltre, questo Regolamento della Croazia ha chiaramente messo i produttori di frutta e verdura della Bosnia-Erzegovina in una situazione di diseguaglianza, violando allo stesso tempo gli impegni commerciali internazionali, dato che l'importazione viene discriminata. <br /><br /> Inoltre nella lettera si ricorda che la Croazia, come membro dell'Unione europea, è obbligata a rispettare l'Accordo di Stabilizzazione e Associazione e l'Accordo sulla Comunità aggiungendo che i Paesi firmatari sono obbligati ad annullare i dazi di esportazione e le tasse nel commercio reciproco come anche la limitazione della quantità dell'esportazione. Dato che si tratta di una mossa delle istituzioni competenti croate, i Paesi della Regione ovvero: BiH, Serbia, Fyrom-Macedonia e Montenegro hanno chiesto una reazione all'UE. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Sono giunte delle reazioni anche dal Partito di Azione Democratica SDS, il quale ha comunicato che l'introduzione unilaterale delle barriere doganali da parte della Croazia verso altri Paesi dei Balcani viola gli standard e il regolamento dell'UE come anche gli accordi firmati, ha riferito Fokus. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.