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Pristina - Secondo l'Europol, il Kosovo e i Balcani sono seriamente minacciati dagli attacchi terroristici. L'allarme è stato esposto in un recente report elaborato dalla Polizia europea - EUROPOL.<br /><br /> "Il conflitto in Siria ha avuto una grande eco…
Pristina - Secondo l'Europol, il Kosovo e i Balcani sono seriamente minacciati dagli attacchi terroristici. L'allarme è stato esposto in un recente report elaborato dalla Polizia europea - EUROPOL.<br /><br /> "Il conflitto in Siria ha avuto una grande eco nei Balcani Occidentali, compresa Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Fyrom-Macedonia e Serbia", si cita sul report, mentre si aggiunge che, a causa della crisi in Medio Oriente, oltre 800 persone, conosciute anche come "combattenti esteri", sono partite come si dice, dai Balcani Occidentali verso la Siria per unirsi al conflitto armato. Stando al regolare report annuale, i jihadisti hanno campi di addestramento nei Balcani e bi combattenti esteri che si uniscono all'ISIS provengono maggiormente da Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro e Fyrom-Macedonia. Dunque, secondo il report, i Paesi menzionati potrebbero essere coinvolti, molto presto, in attacchi terroristici. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Il report ha dedicato, particolare attenzione, alla sfida che rappresenta il ritorno dei "Foreign fighters" nei Paesi d'origine, visti come potenziale rischio per la Regione. Tali avvertimenti sono stati presi seriamente dalle autorità del Kosovo, e come afferma il vice Ministro degli Interni, Valdet Hoxha, "il Kosovo non fa accezione rispetto a nessun Paese della Regione e del mondo e non può sentirsi sicuro dinanzi ad una seria minaccia globale, del gruppo che si fa chiamare Stato Islamico.<br /><br /> "Davanti a queste minacce e le loro pretese di attacchi, abbiamo preso delle misure, siamo preparati nel modo migliore possibile e fortunatamente siamo riusciti ad evitare alcuni casi ormai già noti. In tale contesto, la prontezza è cresciuta specialmente dopo l'ultimo segnale da parte dell'EUROPOL che anche il Kosovo può essere tra gli altri Paesi a rischio", ha affermato Hoxha.<br /><br /> Tuttavia, Hoxha ha aggiunto che non vi è alcun indicatore serio all'interno dell'infrastruttura dei meccanismi di sicurezza per far credere che il Paese può fare i conti con un attacco simile. Tra l'altro il report dell'EUROPOL, ha messo in evidenza che in alcune parti della Regione dei Balcani Occidentali, "l'ideologia radicale islamica è stata promossa dai predicatori radicali o i dirigenti di alcuni gruppi salafisti, sfidando e dominando la coltivazione dell'islam moderato tradizionale". Per quanto riguarda il Kosovo, il Paese viene incluso nel report insieme all'Albania e alla Fyrom-Macedonia, considerati come "punti caldi per il radicalismo, il reclutamento, così come attività di facilitazione per i combattenti esteri con destinazione la Siria". <br /><br /> Intanto, la Polizia del Kosovo ha riferito che, effettua, continuamente le valutazioni sui potenziali rischi della sicurezza nel Paese, tra cui anche valutazioni sui rischi legati al terrorismo o ai gruppi terroristici, compreso anche l'estremismo violento. Il portavoce della Polizia del Kosovo, Daut Hoxha, ha affermato per la RFE che il Kosovo non può essere completamente immune alle minacce terroristiche imprevedibili, tuttavia questi ha evidenziato che gli organi della sicurezza sono riusciti a gestire e mantenere sotto controllo gli elementi che sono stati valutati come potenzialmente sospetti per reati penali connessi al terrorismo.<br /><br /> "La Polizia del Kosovo, basandosi sulle norme giuridiche nel nostro Paese e in conformità alla Strategia Nazionale contro il Terrorismo e il suo Piano d'Azione, monitora ogni attività di persone fisiche e giuridiche in merito alle quali si procura delle informazioni perché rappresentano un rischio per l'ordine costituzionale e possono intervenire in qualche reato penale. Tutto questo con l'obiettivo di prevenire e scoprire qualche possibile reato penale, compresi i reati di terrorismo ed estremismo violento", ha affermato Hoxha. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Alcuni giorni fa, determinate pagine a contenuto estremista, che sostengono l'ISIS, hanno minacciato il Kosovo, introducendolo sulla mappa nera, temendo qualche possibile attacco in corrispondenza della festa di Bajram. Gli esperti della sicurezza hanno affermato che ormai è diventato usuale che prossimi alle feste tradizionali ci siano simili avvertimenti, non considerandoli molto seri. Tuttavia, hanno valutano che l'omicidio di Lavdrim Muhaxheri potrebbe spingere degli individui a qualche possibile attacco. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> In relazione alla minaccia, tutti i Paesi dei Balcani Occidentali hanno riferito che saranno più preparati per prevenire possibili attacchi. Tuttavia, per l'agenzia russa Sputnik il Paese che ha maggiori esposizioni agli attacchi terroristici è la Croazia <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> La Procura del Kosovo ha comunicato le accuse a 9 sospettati di terrorismo<br /><br /> Nonostante il fenomeno dei combattenti esteri abbia colpito anche il Kosovo, le autorità continuano la lotta al terrorismo. La Procura Speciale del Kosovo ha comunicato, di recente, le accuse ufficiali verso 9 arrestati per attacchi terroristici, tra cui anche l'organizzazione dell'attacco contro i giocatori e i tifosi di Israele durante la partita con l'Albania. I 9 sospettati che miravano a spaventare la popolazione, destabilizzare e distruggere le fondamentali strutture politiche, costituzionali, economiche e sociali dei Paesi dei Balcani presto usciranno davanti alla Corte. Secondo l'accusa, miravano a creare in Kosovo, lo Stato Islamico ed erano stati incaricati dal membro dell'organizzazione terrorista ISIS, Lavdrim Muhaxheri, che ormai si sospetta esser stato ucciso in combattimento, affinché eseguissero attacchi terroristici. Tra gli ordini di Muhaxheri, come si apprende dagli atti-accusatori verso 9 imputati, vi è anche l'attacco terroristico contro i giocatori e i tifosi provenienti da Israele, che dovevano giungere in Albania, nella città di Scutari, per realizzare e vedere la partita Albania-Israele il 12 novembre del 2016. Tali direttive, come si apprende dai materiali della Procura del Kosovo, Muhaxheri le ha fornite attraverso conversazioni telefoniche utilizzando dei programmi sofisticati di comunicazione che sono stati trovati sui telefoni mobili dei 9 arrestati. Durante le conversazioni trascritte, sono emersi dei messaggio in cui Muhaxheri prometteva denaro che avrebbe inviato per le armi e l'esplosivo. Stando al materiale della Procura, che ormai è stato consegnato alla Procura per i Crimini Gravi a Tirana, nelle abitazioni di alcuni arrestati, la Polizia del Kosovo ha trovato circa 300 grammi di esplosivo e 500 grammi di nitrato di amoniato. Dall'altra parte, la Procura del Kosovo ha messo a disposizione della Procura albanese anche le comunicazioni di alcuni dei 9 sospetti con gli arrestati in Albania. Intanto, secondo la decisione del tribunale sulla misura di sicurezza verso gli arrestati in Albania per l'attacco terroristico durante la partita di calcio, non è stata evidenziata nessuna prova concreta o fatto che coinvolge i sospettati in quest'attacco. <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Ricordiamo che dal 2012 il Kosovo sta facendo i conti con il coinvolgimento dei suoi cittadini in zone di guerra in Siria e in Iraq. Finora, secondo le autorità della sicurezza, sono state registrate circa 316 persone che hanno partecipato ai conflitti in Medio Oriente, mentre nelle zone di guerra, in base ai calcoli si trovano tuttora altre 140 persone. Rispetto al totale, circa 117 persone sono tornate in Kosovo, e finora 40 sono stati condannati per coinvolgimento nelle guerre in Medio Oriente, apologia del terrorismo e reclutamento dei combattenti. Mentre sui report di ricerca condotti dalle ONG in Kosovo, sono state menzionate alcune dalle ragioni che hanno spinto i cittadini del Kosovo a partecipare alle guerre in Siria e in Iraq, tra cui le predicazioni religiose fuori dal controllo delle istituzioni competenti, il basso livello di formazione, le difficili condizioni economiche e sociali. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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