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Algeri - Il Ministro algerino degli Esteri, Abdelkader Messahel ritiene che l'immigrazione clandestina africana è "una minaccia alla sicurezza nazionale" del suo Paese e ha annunciato "misure urgenti per affrontarla". Parlando a margine di un workshop…
Algeri - Il Ministro algerino degli Esteri, Abdelkader Messahel ritiene che l'immigrazione clandestina africana è "una minaccia alla sicurezza nazionale" del suo Paese e ha annunciato "misure urgenti per affrontarla". Parlando a margine di un workshop internazionale lunedi 10 luglio sul "Ruolo di riconciliazione nazionale per la prevenzione e la lotta contro l'estremismo violento e il terrorismo", il Ministro algerino ha affermato che "l'Algeria sta seguendo da vicino il fenomeno della immigrazione clandestina degli africani essendo diventata una destinazione". La minaccia, sostiene Messahel, proviene dalla diffusione della criminalità organizzata, tra gli algerini, che incorniciano le operazioni di contrabbando in Algeria dopo la chiusura dell'accesso al territorio libico a causa della presenza delle forze straniere e dei rappresentanti dell'Organizzazione Internazionale per le migrazioni (IOM). Lo stesso ha affermato che che "le reti del traffico di esseri umani sono direttamente correlate ad alcuni gruppi terroristici e alla criminalità organizzata" nella Regione. In qualità di Segretario generale della RND (Raduno Nazionale per la Democrazia) Abdelkader Messahel ha ricordato anche le disposizioni della legge che vieta l'ingresso illegale in Algeria, insieme alle "leggi che proibiscono l'immigrazione clandestina sul suo territorio", sottolineando il contenuto degli accordi stipulati con i Paesi di origine, come Niger e Mali, a favore dei quali vengono periodicamente organizzate operazioni di rimpatrio. Secondo il diplomatico algerino, le trattative sono in corso con altri Paesi per il rimpatrio dei loro cittadini nel contesto delle note convenzioni internazionali, ricordando i possibili legami tra l'immigrazione clandestina e il terrorismo. "Vi sono circa 5.000 africani tra i combattenti stranieri all'interno delle organizzazioni terroristiche. Questa cifra è enorme", ha aggiunto Messahel, però secondo le statistiche delle Nazioni Unite i ricavi ottenuti con il traffico sono pari a 800 milioni di dollari ogni anno, e questi fondi sono utilizzati per finanziare il terrorismo. Messahel inoltre ha ricordato che "20 milioni di africani sono stati costretti a fuggire a causa della disoccupazione e dei conflitti e sono in difficoltà a raggiungere l'Europa dopo la chiusura di tutti gli accessi". Peggio ancora, il terrorismo tende a normalizzarsi in alcuni Paesi del Sahel a causa della povertà, dove "anche le guide turistiche diventano trafficanti e contrabbandieri dei clandestini" citando il caso del Niger, che è un grande fornitore di profughi. Inoltre, il capo della diplomazia algerina ha annunciato la prossima visita del Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la Libia e capo della Missione delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, mentre la questione libica è stata sollevata durante la sua recente visita in Italia, dato che "gli italiani sono preoccupati", aggiungendo che quest'ultima sarà seguita da altri in Egitto e negli Emirati Arabi Uniti (EAU). Gli sforzi di Algeria sono nella ricerca di soluzioni attraverso il dialogo esclusivo, ritenendo che la soluzione alla crisi libica richiede "il dialogo interno libico e la riconciliazione nazionale".<br /><br /> <br />
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