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Zagabria/Ragusa - L'integrazione europea non sarà completa fino a quando tutti i partecipanti al Processo di cooperazione nell'Europa sud-orientale (SEECP) non entreranno a far parte dell'Unione Europea, come si apprende dalla dichiarazione finale del…
Zagabria/Ragusa - L'integrazione europea non sarà completa fino a quando tutti i partecipanti al Processo di cooperazione nell'Europa sud-orientale (SEECP) non entreranno a far parte dell'Unione Europea, come si apprende dalla dichiarazione finale del Vertice di Ragusa (Dubrovnik), tenutosi venerdì 30 giugno e sabato 1 luglio, con cui la Croazia ha completato la presidenza di un anno di questo Forum.<br /> <br /> La cooperazione all'interno del sud-est europeo va promossa ulteriormente, sulla base del rafforzamento dei processi democratici, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e delle libertà individuali, hanno ribadito i partecipanti alla conferenza SEECP. I firmatari della dichiarazione congiunta, ovvero i capi dello stato della Serbia, Aleksandar Vucic, della Slovenia, Borut Pahor, del Montenegro, Filip Vujanovic, del Kosovo, Hasim Thaci, il Presidente della Presidenza della Bosnia-Erzegovina (BiH), Mladen Ivanic, della Fyrom-Macedonia, Gjorge Ivanov, della Bulgaria, Boyko Borissov, e della Croazia, Kolinda Grabar-Kitarovic, hanno convenuto sul fatto che il proseguimento del dialogo rappresenta l'unico strumento per risolvere le dispute e le disparità, al fine di raggiungere la sinergia necessaria per affrontare problemi politici ed economici.<br /> <br /> I Paesi membri di SEECP sono invitati ad attuare la riforma in uno spirito di cooperazione e di buon vicinato, ed è stato espresso il pieno sostegno alle aspirazioni euro-atlantiche dei Paesi che sono sul tale strada.<br /><br /> La Croazia ha sottolineato, come sue priorità, la risoluzione delle situazioni di crisi civili, che nella dichiarazione finale sono citate come sfide alla sicurezza europea, ed ha esortato la cooperazione nello scambio di informazioni in materia di lotta contro il terrorismo e la radicalizzazione e rende omaggio al Centro per la cooperazione per la sicurezza (RACVIAC) come un importante organizzazione regionale che, tra le altre cose, costruisce le misure di fiducia e di sicurezza.<br /> <br /> La migrazione è fenomeno sempre più complesso, secondo i firmatari, e sottolineano che l'attenzione dell'azione internazionale dovrebbe essere concentrata nello sradicare le cause, in particolare nei Paesi di origine.<br /><br /> I firmatari hanno espresso il pieno sostegno alla cooperazione economica, alla crescita e allo sviluppo, nonché il sostegno a tutte le iniziative economiche in questa direzione, con l'obiettivo di creare posti di lavoro e migliorare la qualità della vita dei cittadini della Regione.<br /> <br /> SEECP è composto da Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Montenegro, Grecia, Croazia, Kosovo, Fyrom-Macedonia, Moldavia, Romania, Slovenia, Serbia e Turchia. Il processo è stato avviato nel 1996 a Sofia, su iniziativa bulgara, ed è l'unico Forum politico per promuovere la cooperazione nella regione che è stato creato su iniziativa della stessa Sud-Est Europa, e non su iniziativa di altri Paesi o organizzazioni internazionali.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Grabar - Kitarovic incontra Vucic</em><br /> <br /> Il Presidente della Croazia, Kolinda Grabar-Kitarovic e il suo omologo serbo, Aleksandar Vucic, hanno convenuto a Ragusa, a margine del vertice di SEECP, la visita degli ex detenuti croati del campo delle loro sofferenze nel villaggio Stajicevo in Serbia, nonché il fatto che i due Paesi continueranno a migliorare le realizzazioni sulla base della Dichiarazione di Subotica. Vucic ha detto che la Serbia finanzierà la ricostruzione della casa di Ban Josip Jelacic. La Dichiarazione di Subotica, che Grabar Kitarovic ha firmato con Vucic, allora Primo Ministro serbo, comprende la questione di migliorare la protezione delle minoranze, risolvere la questione delle persone scomparse, regolare le dispute di confine, i problemi di successione e di una politica comune nei confronti dei rifugiati e il terrorismo, nonché nei confronti dei fondi europei.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> Il Presidente croato ha inoltre dichiarato che dopo l'elezione di Aleksandar Vucic alla carica di Presidente serbo, ha ottenuto finalmente l'interlocutore con cui potrà parlare ed ha aggiunto che verrà fatto un grande passo quando sarà risolta la questione umanitaria delle persone scomparse entro la fine dell'anno, dicendo che ciò rilasserà le relazioni e creerà buone basi per l'ulteriore cooperazione. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> <em>Dacic chiede che la sede della Comunità dei trasporti sia a Belgrado</em><br /> <br /> Il Vice Primo Ministro della Serbia e Ministro degli Affari Esteri, Ivica Dacic, ha chiesto durante SEECP a Ragusa, che Belgrado sia sede del Segretariato della Comunità dei Trasporti, dicendo che ciò è logico dato che l'Osservatorio dei trasporti per l'Europa sud-orientale, che dovrebbe crescere nella futura Comunità dei trasporti, stava lavorando con successo già da più di 10 anni a Belgrado. Questi ha asserito che la Serbia sostiene pienamente l'ulteriore intensificazione della cooperazione regionale come base essenziale per la stabilità. Dacic ha sottolineato che la Serbia appoggia pienamente l'ulteriore intensificazione della cooperazione regionale come base essenziale per la stabilità nella Regione. La Serbia, ha detto, continuerà ad investire sforzi per preservare la pace e la stabilità nella regione, e questo vale per tutti i problemi politici ed economici che esistono e che possono essere risolti solo attraverso un dialogo aperto e continuo.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Grabar - Kitarovic incontra Borut Pahor<br /> <br /> Il Presidente della Croazia, Kolinda Grabar-Kitarovic, ha incontrato a margine del vertice del Processo di cooperazione nell'Europa sud-orientale a Ragusa, il suo omologo sloveno, Borut Pahor. Tenuto conto delle posizioni non modificate dei due Paesi sul procedimento arbitrale, questi hanno concluso che nelle presenti circostanze la cosa più importante è quella di continuare il dialogo tra i due Paese e la fiducia.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Mogherini senza commento sul verdetto dell'arbitrato</em><br /> <br /> L'Alto Rappresentante dell'UE per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini, ha respinto, venerdì 30 giugno, di commentare il verdetto arbitrale nella disputa di confine tra la Croazia e la Slovenia. Come primo alto rappresentante che partecipa al vertice del processo di cooperazione nell'Europa sud-orientale (SEECP), Mogherini ha annunciato il pieno supporto al completamento della integrazione di questa parte d'Europa nell'UE, aggiungendo che SEECP può benissimo seguire il processo di allargamento dell'UE.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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