Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - Il Consiglio di Supervisione dell'OSHEE ha revocato dalla carica l'amministratore tecnico, nominato in base all'accordo con il Partito Democratico, a distanza di solo un giorno dall'annuncio dei risultati delle elezioni. La missione per cui Haki…
Tirana - Il Consiglio di Supervisione dell'OSHEE ha revocato dalla carica l'amministratore tecnico, nominato in base all'accordo con il Partito Democratico, a distanza di solo un giorno dall'annuncio dei risultati delle elezioni. La missione per cui Haki Mustafa era stato nominato a capo dell'OSHEE si è conclusa e il consiglio di supervisione lo ha revocato dall'incarico ripristinando l'ex amministratore Adrian Çela.<br /><br /> Mustafa era stato nominato alla carica di amministratore dell'Operatore della Distribuzione dell'Energia il 2 giugno. La sua nomina faceva parte dell'accordo del 18 maggio, tra il Partito Socialista e il Partito Democratico di cambiare affianco ai 6 Ministri, anche alcuni direttori delle società pubbliche, per garantire l'assenza di qualsiasi abuso dell'amministrazione alle elezioni del 25 giugno. Ma a quanto pare con la conclusione delle elezioni è terminato anche il ruolo del direttore tecnico Mustafa nel preservare il processo di utilizzo dei dipendenti dell'OSHEE, il Consiglio non ha tardato a revocare e nominare di nuovo a questo incarico il precedente amministratore Adrian Cela. Durante l'esercitazione del suo incarico, Haki Mustafa, ha avuto divergenze con il Consiglio di Supervisione per alcuni licenziamenti nell'OSHEE. <br /><br /> Ricoprono tuttora simili incarichi alcuni direttori, come quello di ALUIZNI, o la direzione delle carceri, ma non c'è nessuna decisione sul proseguimento o meno dei loro compiti. La loro sorte è legata a quella dei Ministri tecnici e del vice Premier, Ledina Mandija, il cui compito era la garanzia per le elezioni. Se i nominati dall'opposizione al Governo saranno revocati, fino alla creazione del nuovo esecutivo, resteranno in carica i vice Ministri politici. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <strong>Ministri tecnici: Non andiamo via, siamo stati decretati dal Presidente</strong><br /><br /> Il Premier Edi Rama ha dichiarato, alcuni giorni prima delle elezioni, che i Ministri tecnici del PD saranno revocati il 26 giugno, subito dopo la conclusione del processo di votazione. <br /><br /> "Se il 25 giugno verrà scelto il PS a capo del Governo, questi non saranno più Ministri. Si tratta di Ministri tecnici e saranno revocati se vinceremo le elezioni", ha affermato Rama l'1 giugno ospite della trasmissione "Opinion". <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Ma questa data è ormai passata e gli stessi Ministri hanno confermato che resteranno in carica fino all'avvento del nuovo Governo, cosa che inizialmente, è stata ammessa sotto voce da tutti i Ministri. Ma le fonti del PD hanno riferito che i Ministri tecnici resteranno in carica fino all'uscita dell'ultimo report di OSCE/ODIHR sulle elezioni del 25 giugno. Il loro contributo, come è stato reso noto, riguarda la fornitura di dati per completare il report finale dell'OSCE. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Dal canto loro i Ministri tecnici del PD hanno asserito che non intendono presentare le dimissioni o andare via fino alla formazione del nuovo Governo. Gli stessi hanno sottolineano che sono stati decretati dal Presidente della Repubblica e rispetteranno l'art.109 della Costituzione, secondo il quale "il Primo Ministro e i Ministri sono costretti a restare in carica fino alla formazione del successivo Consiglio dei Ministri". <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a>Contattati da Report Tv, alcuni dei Ministri tecnici, Mirela Karabina, Xhulieta Kërtusha, hanno riferito che continueranno a restare in carica.<br /><br /> La nomina dei 6 Ministri tecnici nel Governo guidato da Edi Rama faceva parte dell'accordo convenuto il 18 maggio, tra Rama e Lulzim Basha, per garantire un processo elettorale onesto. Dritan Demiraj, Ministro degli Interni, Helga Vukaj, Ministro delle Finanze, Gazmend Bardhi, Ministro della Giustizia, Mirela Karabino, Ministro dell'Istruzione, Arben Beqiri, Ministro della Salute, Xhuljeta Kertusha, Ministro del Lavoro e Ledina Mandija nella carica di vice Premier, sono stati decretati anche dal Presidente Bujar Nishani il 22 maggio. Questi ultimi sono stati la condizione del leader del PD, Lulzim Basha, per entrare alle elezioni dato che, secondo l'opposizione avrebbero avuto il compito di garantire lo svolgimento delle elezioni evitando la compravendita del voto e ostacolando le pressioni sulla pubblica amministrazione. Con il loro arrivo al Governo, i Ministri tecnici hanno lanciato un'ondata di licenziamenti ai dipendenti dell'amministrazione, motivandoli con il loro coinvolgimento nella campagna per i rispettivi partiti, PS e LSI. Ma potranno ora tenere in ostaggio 6 Dicasteri, tra i più importanti nel Paese fino a settembre, quando si formalizzerà il nuovo gabinetto? Resta dunque da vedere se il Premier Rama onorerà la promessa fatta prima delle elezioni, che dopo il 25 giugno questi Ministri saranno immediatamente revocati. <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a> <a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a> <a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a><br /><br /> <br /><br /> <strong>Controversia nel Ministero dell'Istruzione</strong><br /><br /> Plarent Ndreca, Segretario Generale nel Ministero dell'Istruzione è stato revocato dal Ministro tecnico, Mirela Karabino. Quest'ultima ha accusato Ndreca di essere entrato in compagnia di gente armata, non autorizzata, firmando persino degli appalti dopo la sua sospensione, pertanto ha chiesto l'intervento degli internazionali. La stessa ha chiesto la sospensione di Ndreca dicendo che nei suoi confronti esiste una denuncia penale per danneggiamento agli esami di maturità statale. Ma il Dipartimento della Pubblica Amministrazione (DAP) ha ripristinato in carica Plarent Ndreca, e sta continuando l'esercitazione della sua funzione. Dopo la controversia, il Segretario Ndreca ha rivolto una lettera al Premier Rama con la quale lo ha informato in merito alle violazioni commesse, secondo lui dal Ministro Mirela Karabina. Lo stesso ha spiegato che la domanda del Ministro per la sua sospensione è nulla, dato che è stata respinta dalla DAP e sta proseguendo ad esercitare la carica assegnata in conformità alla legge. <a href="#footnote-16" id="footnote-marker-16-1" rel="footnote">[16]</a> <a href="#footnote-17" id="footnote-marker-17-1" rel="footnote">[17]</a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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